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Piccolo teatro degli orrori

"Basta parlarci con le bestie, non sono mica uomini!"

Anno di pubblicazione: 2000 - Raccolta di materiale gentilmente concessa © da www.covoprieca.com
Nessuna responsabilità è da attribuirsi a "Dentro la Notizia" per la veridicità dei testi prelevati da Internet o l'operato dei soggetti citati.

Raccapricciante "esecuzione" in Via Bonomo dopo una richiesta di intervento per atti vandalici
Carabiniere "fredda" un volpino
Il cane abbaiava, il militare ha estratto la pistola uccidendolo

Friz, un bastardino di piccola taglia, è lì in giardino, morto stecchito, fulminato dalla pallottola di un carabinieri che ieri sera era stato chiamato in via Bonomo 19 per un vetro rotto a sassate da alcuno ragazzetti troppo vivaci. 

"Me lo sono trovato davanti e ho dovuto sparargli". Queste le parole che Giulia Dovier, la padrona della bestiola, ricorda di aver sentito dal militare per spiegare l'accaduto. Guglielmo Parrinello, che abita con lei, è distrutto dal dolore e parla singhiozzando: "Era un volpino trovatello, qualcuno lo aveva buttato via, lo abbiamo trovato a Redipuglia più di tre anni fa con le gambe rotte, lo abbiamo curato e lo abbiamo allevato; per me era come un figlio". 

"Come si fa - continua Parrinello - ad aver paura di un cane così piccolo e sparargli poi. Certo abbaia a tutti, ma non ha mai morso nessuno. La nostra è una casa isolata a ridosso del Boschetto, per di qua passano solo le persone che abitano in queste poche case, non è una via di passaggio". 

Il comando dei carabinieri fa sapere che il militare è molto dispiaciuto per l'accaduto. Temeva di essere aggredito, non h a visto bene perché era buio. È stato un maledetto incidente. Ma quel piccolo foro nel petto del cane sembra testimoniare che anche in condizioni di scarsa visibilità il carabiniere è riuscito a sparare con una mira formidabile. Il militare infatti stava salendo lungo una scalinata a gradoni piuttosto ripida e il bastardino gli correva incontro. Se l'è visto lassù in cima alla scala a circa quattro metri di distanza. Ha sfoderato la pistola, ha preso la mira: un colpo solo. Addio Friz.

Cesare Gerosa

da "IL PICCOLO DI TRIESTE" di sabato 3 giugno 2000 Fax 040/3733243

(Ndr: tipo affidabile, il Carabiniere!)


E a San Cataldo col cassonetto bruciano anche il cucciolo

Carbonizzato nel rogo di un cassonetto della spazzatura. È morto così, a San Cataldo, uno degli undici cuccioli che alcuni residenti della zona di via Ischia avevano "adottato" perché la madre non ce la faceva ad allevarli tutti. 

Il cassonetto era diventato una sorta di rifugio e lì vicino erano state sistemate le ciotole per il cibo e l'acqua. Ma forse qualcuno non gradiva la presenza di quei cuccioli che giocavano per strada e nelle aiuole e l'altro giorno ha appiccato il fuoco al cassonetto con l'evidente intenzione di scacciarli. 

C'e' anche riuscito, perché una delle povere bestiole è rimasta intrappolata tra le fiamme ed è morta. Ora i cuccioli superstiti (sono sei, gli altri hanno già trovato un padrone) sono ospiti nel giardino della signora Lucia Scarano. Chi vuole adottarne uno può telefonare al numero 0832-650549.

Da "IL QUOTIDIANO DI LECCE" di giovedì 29 giugno 2000


ROMA. L'animale era nel cortile di una casa: i tre adolescenti lo hanno avvicinato. È stata la sua fine. I padroni, per ora, non hanno sporto denuncia.
Un gatto per pallone
Tre ragazzi si sono divertiti a prenderlo a calci: "Non sapevamo cosa fare"

Roma - Tre minorenni hanno rubato un gatto nel cortile di un'abitazione e lo hanno ucciso a calci giocandoci a pallone. È accaduto venerdì sera a Villanova di Guidonia, alle porte di Roma. A dare l'allarme al "113" è stata la proprietaria, una casalinga che vive con il marito in via Tommaseo. 

Quando gli agenti di polizia sono intervenuti il gatto era già morto ma poco distante è stato fermato e portato in commissariato uno dei tre ragazzi: "Era solo un gioco" - si è giustificato. 

Per i giovani che hanno 15 e 16 anni, però non è potuto scattare alcun provvedimento perché i proprietari dell'animale ucciso non hanno ancora presentato la denuncia. Il reato previsto è danneggiamento di animale (Ndr: roba da pazzi... come se fosse un oggetto) e prevede fino ad un anno di reclusione. Due anni fa gli stessi agenti si occuparono di un altro episodio in cui rimase vittima un gatto: un uomo che non voleva sentire miagolare l'animale di un vicino di casa lo uccise con un colpo di fucile. 

"Non siamo usciti di casa per ammazzare il gatto, semplicemente non sapevamo che fare e non appena abbiamo visto quel micio sulla recinzione di una casa è scattata la molla, ha detto agli agenti del commissariato di Tivoli il ragazzo fermato. 

Gli altri due amici, identificati successivamente, si erano già allontanati a piedi quando sono arrivati i poliziotti. I tre ragazzi, amici da tempo, sono figli di operai e frequentano tutti e tre le scuole medie superiori. Venerdì sera si erano visti nella piazza centrale del quartiere e poi hanno cominciato a girovagare. A uno è venuto in mente di avvicinare il gatto che sporgeva con la testa dalla recinzione di una casa. Da lì l'idea di giocare a palla: lo Hanno chiamato ed il gatto, che è sempre vissuto a contatto con le persone tre le mura di casa si è avvicinato istintivamente: per tutta risposta hanno cominciato a tirare calci. 

La proprietaria sentito il miagolio dell'animale, in un primo momento ha pensato a un furto. Quando è scesa in cortile, però, era troppo tardi. Non le è rimasto che seppellirlo. "Non ci sono parole per commentare fatti simili - ha detto Monica Cirinnà, consigliere comunale di Roma delegato ai diritti degli animali - Mi auguro che l'autorità che ha constato l'uccisione a calci del gatto e che ha redatto il verbale, avvii, come prevede l'articolo 727 del codice penale sui maltrattamenti agli animali, il procedimento d'ufficio contro i responsabili". Secondo Monica Cirinnà in questo caso, " visto che c'è stata l'ammissione del fatto da parte dei ragazzi e quindi la flagranza del reato il Pretore può procedere direttamente. La consigliera capitolina ha ricordato che per reati simili la legge prevede sanzioni sino a dieci milioni di lire": "Trattandosi di minorenni non perseguibili - ha aggiunto - i genitori dovranno rispondere di mancata sorveglianza. Si tratta comunque di un fatto molto grave e di un segnale di allarme. Un bambino che trova piacere a seviziare un animale, da adulto potrebbe trovare piacere a fare la stessa cosa in altre situazioni". 

Cirinnà ha ricordato anche un recente studio Usa "che dimostra - ha detto - come i maltrattamenti degli animali sono stati fra i giochi preferiti, da bambini, di tutti i grandi criminali".

da "IL GAZZETTINO DI VENEZIA" di domenica 25 giugno 2000.

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