Raccapricciante "esecuzione" in Via Bonomo
dopo una richiesta di intervento per atti vandalici
Carabiniere "fredda" un volpino
Il cane abbaiava, il militare ha estratto la pistola
uccidendolo
Friz,
un bastardino di piccola taglia, è lì in giardino, morto stecchito, fulminato
dalla pallottola di un carabinieri che ieri sera era stato chiamato in via
Bonomo 19 per un vetro rotto a sassate da alcuno ragazzetti troppo vivaci.
"Me lo sono trovato davanti e ho dovuto sparargli". Queste le parole
che Giulia Dovier, la padrona della bestiola, ricorda di aver sentito dal
militare per spiegare l'accaduto. Guglielmo Parrinello, che abita con lei, è
distrutto dal dolore e parla singhiozzando: "Era un volpino trovatello,
qualcuno lo aveva buttato via, lo abbiamo trovato a Redipuglia più di tre
anni fa con le gambe rotte, lo abbiamo curato e lo abbiamo allevato; per me
era come un figlio".
"Come si fa - continua Parrinello - ad aver
paura di un cane così piccolo e sparargli poi. Certo abbaia a tutti, ma non
ha mai morso nessuno. La nostra è una casa isolata a ridosso del Boschetto,
per di qua passano solo le persone che abitano in queste poche case, non è
una via di passaggio".
Il comando dei carabinieri fa sapere che il
militare è molto dispiaciuto per l'accaduto. Temeva di essere aggredito, non
h a visto bene perché era buio. È stato un maledetto incidente. Ma quel
piccolo foro nel petto del cane sembra testimoniare che anche in condizioni di
scarsa visibilità il carabiniere è riuscito a sparare con una mira
formidabile. Il militare infatti stava salendo lungo una scalinata a gradoni
piuttosto ripida e il bastardino gli correva incontro. Se l'è visto lassù in
cima alla scala a circa quattro metri di distanza. Ha sfoderato la pistola, ha
preso la mira: un colpo solo. Addio Friz.
Cesare Gerosa
da "IL PICCOLO DI TRIESTE" di sabato 3 giugno 2000
Fax 040/3733243
(Ndr: tipo affidabile, il Carabiniere!)
E a San Cataldo col cassonetto bruciano anche il cucciolo
Carbonizzato nel rogo di un cassonetto della spazzatura. È
morto così, a San Cataldo, uno degli undici cuccioli che alcuni residenti
della zona di via Ischia avevano "adottato" perché la madre non ce
la faceva ad allevarli tutti.
Il cassonetto era diventato una sorta di rifugio
e lì vicino erano state sistemate le ciotole per il cibo e l'acqua. Ma forse
qualcuno non gradiva la presenza di quei cuccioli che giocavano per strada e
nelle aiuole e l'altro giorno ha appiccato il fuoco al cassonetto con
l'evidente intenzione di scacciarli.
C'e' anche riuscito, perché una delle
povere bestiole è rimasta intrappolata tra le fiamme ed è morta. Ora i
cuccioli superstiti (sono sei, gli altri hanno già trovato un padrone) sono
ospiti nel giardino della signora Lucia Scarano. Chi vuole adottarne uno può
telefonare al numero 0832-650549.
Da "IL QUOTIDIANO DI LECCE" di giovedì 29 giugno
2000
ROMA. L'animale era nel cortile di una casa: i tre
adolescenti lo hanno avvicinato. È stata la sua fine. I padroni, per ora, non
hanno sporto denuncia.
Un gatto per pallone
Tre ragazzi si sono divertiti a prenderlo a calci:
"Non sapevamo cosa fare"
Roma - Tre
minorenni hanno rubato un gatto nel cortile di un'abitazione e lo hanno ucciso
a calci giocandoci a pallone. È accaduto venerdì sera a Villanova di
Guidonia, alle porte di Roma. A dare l'allarme al "113" è stata la
proprietaria, una casalinga che vive con il marito in via Tommaseo.
Quando gli
agenti di polizia sono intervenuti il gatto era già morto ma poco distante è
stato fermato e portato in commissariato uno dei tre ragazzi: "Era solo
un gioco" - si è giustificato.
Per i giovani che hanno 15 e 16 anni,
però non è potuto scattare alcun provvedimento perché i proprietari
dell'animale ucciso non hanno ancora presentato la denuncia. Il reato previsto
è danneggiamento di animale (Ndr: roba da pazzi... come se fosse
un oggetto) e prevede fino ad un anno di reclusione. Due anni
fa gli stessi agenti si occuparono di un altro episodio in cui rimase vittima
un gatto: un uomo che non voleva sentire miagolare l'animale di un vicino di
casa lo uccise con un colpo di fucile.
"Non siamo usciti di casa per
ammazzare il gatto, semplicemente non sapevamo che fare e non appena abbiamo
visto quel micio sulla recinzione di una casa è scattata la molla, ha detto
agli agenti del commissariato di Tivoli il ragazzo fermato.
Gli altri due
amici, identificati successivamente, si erano già allontanati a piedi quando
sono arrivati i poliziotti. I tre ragazzi, amici da tempo, sono figli di
operai e frequentano tutti e tre le scuole medie superiori. Venerdì sera si
erano visti nella piazza centrale del quartiere e poi hanno cominciato a
girovagare. A uno è venuto in mente di avvicinare il gatto che sporgeva con
la testa dalla recinzione di una casa. Da lì l'idea di giocare a palla: lo
Hanno chiamato ed il gatto, che è sempre vissuto a contatto con le persone
tre le mura di casa si è avvicinato istintivamente: per tutta risposta hanno
cominciato a tirare calci.
La proprietaria sentito il miagolio dell'animale,
in un primo momento ha pensato a un furto. Quando è scesa in cortile, però,
era troppo tardi. Non le è rimasto che seppellirlo. "Non ci sono parole
per commentare fatti simili - ha detto Monica Cirinnà, consigliere comunale
di Roma delegato ai diritti degli animali - Mi auguro che l'autorità che ha
constato l'uccisione a calci del gatto e che ha redatto il verbale, avvii,
come prevede l'articolo 727 del codice penale sui maltrattamenti agli animali,
il procedimento d'ufficio contro i responsabili". Secondo Monica Cirinnà
in questo caso, " visto che c'è stata l'ammissione del fatto da parte
dei ragazzi e quindi la flagranza del reato il Pretore può procedere
direttamente. La consigliera capitolina ha ricordato che per reati simili la
legge prevede sanzioni sino a dieci milioni di lire": "Trattandosi
di minorenni non perseguibili - ha aggiunto - i genitori dovranno rispondere
di mancata sorveglianza. Si tratta comunque di un fatto molto grave e di un
segnale di allarme. Un bambino che trova piacere a seviziare un animale, da
adulto potrebbe trovare piacere a fare la stessa cosa in altre
situazioni".
Cirinnà ha ricordato anche un recente studio Usa "che
dimostra - ha detto - come i maltrattamenti degli animali sono stati fra i
giochi preferiti, da bambini, di tutti i grandi criminali".
da "IL GAZZETTINO DI VENEZIA" di domenica 25 giugno
2000.