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Il regno Microsoft, con annessi e connessi

In arrivo la tassa informatica

Anno di pubblicazione: 2000 - © di Francesco Pandolfi Balbi

Sono circa cento (per adesso) gli atenei universitari USA che hanno già stipulato con Microsoft il "Microsoft Campus Agreement", un accordo che farà certo discutere. 

Quello che diciamo a proposito delle (pre)potenze pubbliche e private, evidenziando ovunque lobby, meccanismi striscianti e prese per i fondelli planetarie, ha un riscontro quotidiano... basta guardarsi intorno con un minimo di senso critico.

Ci fa piacere non sentirci più soli: la notizia della "tassa Microsoft" ci è stata inviata da Giusj, una delle associate alle nostre mailing list. Facciamo onore al suo spirito collaborativo e di condivisione invitando tutti, ma proprio tutti, a farci segnalazioni.

Insomma, com'è la storia, stavolta?

Semplice: gli studenti (solo per cominciare, temiamo...) dovranno versare una somma per i software Microsoft, sia che li utilizzino o no... Non importa se hanno o meno un computer, è sufficiente che studino per essere costretti a pagare. All'università del Maryland la cosa costa 40 dollari (circa 80mila lire), poi si vedrà.

Perché questa mossa? Per "istituzionalizzare" le entrate, assicurarsi un budget assolutamente certo. Questo è il vantaggio di lavorare con i numeri e noi, signori e signore, siamo proprio questo: NUMERI.

Ci vuole poca immaginazione per pensare che questi primi cento atenei siano solo un banco di prova per aggiustare il tiro. Poi la tassa dovrà pagarla tutto il mondo, alla Microsoft non mancano certo i mezzi per renderlo possibile. Questo comportamento contribuirà, ovviamente, alla standardizzazione del software, cosa senz'altro gradita al colosso di Redmond. Ma cosa sarà della legge naturale della differenziazione, quella che si riflette ad ogni livello dell'esistenza assicurando la vita? Quest'ultima, infatti, è flusso, movimento; ed il movimento esiste solo se ci sono un punto di partenza ed uno nel quale andare. Se un'unica cosa dilaga rendendo assolute le proprie caratteristiche ed annulla tutte le altre, quella cosa molto presto sarà foriera di morte: morte tecnologica, in questo caso.

Stiamo già ottenendo una vulnerabilità informatica che cresce esponenzialmente con la standardizzazione dei software.

Resta da analizzare il destino di noi poveri mortali... i numeri. 
Se i programmi dei corsi informatici universitari saranno uniformati, cosa faranno tutti coloro che non utilizzano Windows?

E' ovvio che la guerra a Linux ed alle altre piattaforme è stata dichiarata da un pezzo, ma sta assorbendo risorse sempre maggiori, proporzionali alla qualità dei sistemi operativi concorrenti.

E' proprio il caso di dirlo: questa volta Microsoft prenderà parecchi piccioni con un'unica... finestra. La recente accusa di esercitare il monopolio tecnologico l'ha semplicemente resa più combattiva.

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