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Il Somario
Perle, chicche e strafalcioni scritti e sottoscritti da chi dovrebbe istruire
Anno di pubblicazione: 2001 - © di Francesco Pandolfi Balbi
Parliamoci chiaro, fra tutti i mali comparsi sul nostro pianeta fin dalla notte dei tempi, l'analfabetismo a me pare il minore. Se volete vedermi imbestialito parlatemi di scuola, di chiesa e di medicina… ne vedrete delle belle!
Non che ami vivere in un mondo d'ignoranti… se la conoscenza non fosse semplicemente nozionistica e mirasse, invece, ad una migliore gestione della vita.
Certo, sapere quando morì Napoleone serve a ben poco… sarebbe
utile, invece, conoscere l'ambiente nel quale tutti viviamo e la psicologia
umana, autentico mistero della fede.
Ma, tant'è, siamo nell'era degli obblighi… andiamo pure a scuola anche se non c'interessa, a patto che chi istruisce sia persona vera, non il solito macinatore di stipendi che ha come unico obiettivo sbarcare il lunario controllando la vita del prossimo per riversarvi le proprie nevrosi.
Michele Francipane non so a quale categoria d'insegnanti appartenga, ma il suo "Somario" è davvero illuminante. Non che sia una novità: il libro che ho in mano è stato stampato nel '93 da Rizzoli, ma quel che conta,
in fondo, è che possa leggerlo.
Cito una frase per tutte, ma c'è veramente da ridere e da
piangere dalla prima all'ultima pagina (se non trovate il libro, leggete i quotidiani… fa lo stesso): "Nella società in cui viviamo infatti non deve essere importante il singolo, ma la mass media della quale la società stessa fa parte" (p. 140, aperto a caso).
Copio spudoratamente dalla quarta di copertina: "In questo libro si parla e si ride di: maestri dell'obbligo, dell'essere, del piacere, alunni del Signorsì, del Signornò e a ruota libera, genitori, direttori, ministri, orchestre di diversi strumenti, azioni, coro, rappresentazioni, ricordi di scuola".
Buona lettura!
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