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Il ricordo
Nonni e "dejà vu"
Anno di pubblicazione: 2001 - © di Massimo Bertolucci - da www.ecplanet.org
"E' già successo". "E' certo, ci sono già stato". "E' assurdo". Ognuno di noi almeno una volta nella vita ha vissuto un episodio incredibilmente familiare, ha compiuto un'azione con l'impressione di averla
già ultimata, ha detto qualcosa con la viva sensazione di ripetersi. Il noto "dejà vu" sembra schernire le nostre certezze senza offrirci nel contempo la
possibilità di capire.
Spesso tali circostanze possono essere ricondotte semplicemente ad immagini reali che abbiamo osservato o a fatti davvero accaduti di cui
però
non abbiamo conservato il ricordo cosciente. Altre volte il tutto potrebbe spiegarsi con il risveglio della memoria genetica. Per esempio e' durante i sogni che, grazie alla pace intorno a noi, la mente
può attingere ai più lontani ricordi della memoria.
Caterina Kolosimo, nel testo "I poteri segreti della mente" riporta un racconto del dottor Albert Muller, medico tedesco cui accade un
dejà vu degno di nota. Quest'ultimo narra di un viaggio ad Amsterdam sottolineando la sua eccezionale confidenza con le vie della
città nonostante non avesse mai visitato l'Olanda prima di allora.
Gli stretti vicoli laterali sembravano essere riconosciuti e le botteghe parevano
già note. Nel racconto Egli precisa come fu "magicamente" attirato da un albergo: "Vagabondai per la
città, e a un tratto fui colto da un pensiero che mi lasciò sbalordito: qui dietro l'angolo - disse "qualcosa" nel mio cervello - c'e' un albergo accogliente e tranquillo".
L'albergo era proprio lì ad aspettarlo..."Tornato in
Germania, narrai in famiglia e...mio nonno
esclamò: "Quell'Hotel e' l'Ambassade e la camera di cui parli e' quella che occupavo di solito quando mi fermavo ad Amsterdam!" La Kolosimo sembra ravvisare nell'accaduto una trasmissione di ricordi dal nonno al nipote fermo restando che "gli episodi analoghi si contano a migliaia".
Risalire all'origine della manifestazione e' quanto mai arduo ma potrebbe essere sufficiente sapere che c'e' un passaggio per raggiungere la terra inesplorata dell'inconscio atavico e che dentro di noi, si e' illuminato qualcosa.
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