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E' da osservare, ancora, che "come nel mondo visibile, cioè il mondo esteriore delle umane imperfezioni, così in ognuno di noi il corpo lunare fa la parte della femmina - ricettacolo di tutte le impressioni e di tutte le sensibilità che ci colpiscono, ci tormentano, ci conturbano,..."(5) e viceversa nella donna. L'istinto sessuale è, principalmente, il desiderio di fusione col polo sessuale opposto (un tentativo di "coniuncto oppositorum" proiettata all'esterno), e solo in parte l'urgenza di ridurre una tensione.
Il rapporto sessuale tra due persone è un linguaggio per comunicare cose, che non si possono dire altrimenti. Insoddisfacente è, in certe situazioni e bisogni, la parola e ciò fa dire a Hegel che in fondo "Tutto il linguaggio è un limite: il parlante è il punto intermedio tra il dicibile e l'indicibile, tra la parola e il silenzio"(6). Allora, unica possibilità di comunicare resta il linguaggio del corpo, che è il solo a rendere soddisfacenti certe sottili e complesse relazioni.
Ecco che una carezza, un abbraccio, lo stesso rapporto sessuale, assumono un'importanza straordinaria. Lowen sottolineò che la percezione dell'identità nasce dall'esperienza di contatto con il corpo. Ashley Montagu senza mezzi termini affermò che: "La semplice sensazione del tatto come stimolo è assolutamente necessaria per la sopravvivenza dell'organismo... è dimostrato inequivocabilmente che nessun organismo può sopravvivere a lungo senza stimolazione cutanea proveniente dall'esterno".
Quanta importanza si scopre nella fisicità della comunicazione tattile! E' stato detto, del resto, che ogni tragedia, in ultima analisi, non è altro che un fallimento della comunicazione. La sessualità, in fondo, è un atto di comunicazione, pieno di significato, in una relazione umana profondamente complessa. In questo contesto la donna non può più essere considerata un aborto di uomo o un oggetto, ella è uguale e complementare all'uomo.
L'amore può essere compreso solo in questa ottica, scrive Hegel: "...amore vero e proprio ha luogo solo fra viventi che sono uguali in potenza e che, quindi sono viventi l'uno per l'altro nel modo più completo e, per nessun lato l'uno è morto rispetto all'altro"(7). Questa è la sola condizione per poter dare sé stessi e fare dell'altro un essere che dà. L'amore non può, neppure, essere riconducibile esclusivamente al sesso come Sigmund Freud credeva.
Egli, infatti, riconobbe solo due istinti: quelli sessuali e gli istinti dell'Io. La psicoanalisi intende l'amore come la "specificazione e la sublimazione di una forza istintiva originaria che è la libido". Carl Gustav Jung, dissociatosi da Freud, ne criticò il concetto della libido, in quanto "il termine libido, secondo la concezione di Freud, indica un bisogno esclusivamente sessuale...". Jung per libido intese "l'energia psichica" che comprende, pure, le idee collettive, morali, religiose e magiche che vivono in un popolo.
La sessualità ha una grande importanza nella psicologia junghiana, come un'espressione essenziale, ma non l'unica dell'intera psiche. Riduttivamente Freud spiegò l'istinto sessuale come l'espressione di una tensione, che si produce chimicamente in un corpo. La tendenza dell'organismo è, secondo il padre della psicoanalisi, quella di ridurre l'eccitamento tramite l'atto sessuale e questo è "il principio del piacere".
Ma tutto ciò è assurdo perché, se il fine della soddisfazione sessuale è solamente la riduzione dell'eccitazione presente in un organismo, dovremmo concludere, ironicamente, con Erich Fromm (vedi di Fromm, citato più volte in questo articolo, i testi: "Avere o essere?", "Da avere a essere" e "L’arte di amare", Oscar Mondadori) che la "masturbazione dovrebbe essere la soddisfazione ideale". Freud non ha saputo riconoscere che lo stimolo sessuale è l'urgente necessità di fondersi con l'altro. Fondersi con l'altro è il desiderio di comunicare, di uscire dalla propria terribile solitudine, che è all'origine di ogni ansia.
E', anche, conoscere il mistero della vita, in quanto l'amore è penetrazione attiva dell'altra persona "nella quale - scrive Fromm - il mio desiderio di conoscere è placato dall'unione. Nell'atto della fusione io la conosco, conosco me stesso... conosco nell'unica maniera possibile per l'uomo: attraverso l'esperienza dell'unione". L'amore, per essere vero, deve obbedire alla condizione che la persona ami dal più profondo del suo essere e senta l'altro nell'essenza del suo essere. Il solo desiderio fisico non è amore, e non potrebbe essere altrimenti.
Ma da dove si origina l’amore? Le due sedi dell'amore sono il cervello e il cuore. L'amore che nasce dal "cuore, in cui il cervello non ha versata la nebbia offuscante della sessualità... Nasce come una effusione delle anime tra due creature che spiritualmente si completano"(8). Se diversamente, il solo soddisfacimento fisico porta la caduta dell'illusione, l'incomunicabilità assoluta; allora il sentimento di estraneità si fa più forte di prima e la solitudine torna nuovamente ad isolare le due persone che ora possono anche odiarsi perché "La causa di ogni disastro, di ogni pena, di ogni dolore, è l'amore impuro dell'egoismo"(9). Ciò che rimane, in questo caso, dopo l’atto sessuale, è solo il disgusto.
NOTE
1 Aa Vv, Chiesa femminista e anti, Marietti, Torino 1977, p.16.
2 Troncarelli F., Le streghe, Newton Compton Editori, Roma 1992, pp.43-44.
3 Ibidem, pp.39-40.
4 Kremmerz G., La scienza dei magi, Mediterranee, Roma 1975, vol. 3, p.59.
5 Idem.
6 Carotenuto A., Diario di una segreta simmetria, Astrolabio, Roma 1980, p.52.
7 Hegel G.W.F., Scritti teologici giovanili, Guida Editori, Napoli 1972, p.529.
8 Kremmerz G., op. cit., vol. 2, p.277.
9 Cisaria D.U. (a cura di), Dizionario dei termini ermetici dell'opera omnia di Giuliano Kremmerz, Mediterranee, Roma 1976, vol. 4, p.26.
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