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Il maltrattamento durante giochi o
spettacoli
Anche adoperare animali "in giuochi,
spettacoli o lavori insostenibili per la
loro natura, valutata secondo le loro
caratteristiche anche etologiche" può
costituire maltrattamento. Rispetto alla
precedente formulazione dell'art.727 è
stato soppresso l'aggettivo "pubblico"
riferito a giochi e spettacoli, che sono
quindi punibili per maltrattamento anche
se sono privati. Inoltre, non è
necessario che questi provochino strazio
o sevizie agli animali, essendo
sufficiente che siano "insostenibili". Un
ruolo importante in questo campo può
essere svolto dalle amministrazioni
locali che possono emettere ordinanze di
divieto per spettacoli e feste che
sfruttano animali.
Il reato di maltrattamento è
configurabile anche in caso abbandono di
animali e di detenzione degli animali in
condizioni incompatibili con la loro
natura (es. uccelli in gabbie troppo
strette), tali da provocare una
sofferenza che non è detto debba
concretizzarsi necessariamente in una
lesione dell'integrità fisica
dell'animale. Dal punto di vista
sanzionatorio, la pena pecuniaria è sì
aumentata rispetto alla vecchia
formulazione dell' art.727 (dalle 500mila
ai 3 milioni di lire), oggi dai 2 ai 10
milioni di lire, ma manca ancora la
previsione di una pena detentiva per
maltrattamenti derivanti, ad esempio, da
attività illecite ormai nelle mani della
criminalità organizzata, come i
combattimenti fra cani.
La "Carta per i diritti degli animali"
La necessità di rivedere il rapporto tra
l'uomo e gli animali, indirizzandolo
sempre più verso una convivenza pacifica
e solidale è l'obiettivo che ha guidato
la LAV di Pordenone nell'elaborare la
"Carta per i diritti degli animali" il
cui testo è stato inviato agli 82 Comuni
della provincia friulana perché venga
presto recepito in un'ordinanza. La
Carta, che si ispira alla "Dichiarazione
universale dei diritti degli animali"
promulgata dall'Unesco nel 1978,
stabilisce regole precise, con sanzioni
per i contravventori, proibendo
l'abbandono di animali, il loro uso per i
combattimenti, la difesa, l'attacco,
l'accattonaggio, gli spettacoli o
l'esposizione nelle vetrine dei negozi.
Altre regole riguardano il trasporto -
consentendo ad esempio l'accesso degli
animali domestici sui mezzi pubblici e
nei parchi e proibendo, invece, di
lasciarli nell'automobile o legati fuori
dal negozio - la loro detenzione e
vendita. Una materia vasta, spesso
trascurata dalle amministrazioni che ora
potranno introdurre sanzioni che vanno
dalle 500 ai 3 milioni di lire per far
rispettare i diritti degli animali.
Il "Procuratore dei diritti degli
animali"
Recentemente il difensore civico della
Campania, l'avv. Giuseppe Fortunato, ha
istituito presso il suo ufficio il
"Procuratore dei diritti degli animali",
un'iniziativa che ha lo scopo di
promuovere lo sviluppo di un corretto
rapporto uomo-animale, favorire
l'integrazione e la collaborazione con
servizi ed enti pubblici e privati che
operano nel settore ambientale e animale,
assicurare il rispetto delle norme a
tutela degli animali e dei loro diritti,
presentare al difensore civico ricorso in
nome e per conto degli animali.
L'organismo collegiale sarà composto da
ogni associazione animalista ed
ambientalista che vorrà farne parte.Il
dibattito sul tema dei diritti degli
animali è stato animato anche dagli
interventi dei Gesuiti che mentre negano
diritti agli animali, si sono schierati
contro la caccia e lo sfruttamento di
animali per la produzione di pellicce.
Secondo la LAV la diversità tra uomo e
animale, ieri come oggi, non può essere
usata come pretesto per giustificare
discriminazione, violenza, assassinio;
lottare contro la sofferenza e morte
degli animali non significa sminuire i
diritti umani, al contrario l'aumento
della sensibilità verso ogni essere
vivente non può che portare benefici a
tutti.
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