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Ricordiamo, però, che lo stato americano non è Bush in prima persona... stiamo parlando - ricordiamolo - di un universo composto da centinaia o migliaia di persone potentissime. In questo senso il sospetto che attribuisce al Presidente una qualche pre-conoscenza di quanto è accaduto mi sembra rispondere ad una visione quantomeno parziale.

"E' vero - ho sentito dire - attualmente la sua immagine è crollata, ma Bush sta per contrattaccare e sono sicuro che ben presto sarà il beniamino di tutto il mondo occidentale. Provo sollievo nel pensare che la reazione del governo statunitense sarà guidata più dagli interessi economici che dalla pura vendetta... altrimenti correrei al supermercato a fare scorta di acqua e scatolette."

E' questo, quindi, un pensiero generato dalla paura? Direi senz'altro di sì, anche se ritengo che qualsiasi punto interrogativo sia degno di essere preso in esame. Di più, a mio avviso, nessuno di noi può capire; e le domande senza risposta, in effetti, per il momento sono tante:

- Perché nessuno ha rivendicato l'attentato? Conosciamo tutti con quanto orgoglio il medio Oriente sottolinei le proprie azioni.

- Come è possibile che nell'era dell'elettronica, del controllo a distanza, dello spionaggio più avanzato, un commando possa organizzare impunemente un gesto così complesso e dai mille elementi aleatori?

- Com'è possibile impossessarsi di sette-otto aerei di linea e scagliarli a ben quaranta minuti di distanza sugli obiettivi prescelti? Nell'epoca dei radar? Nell'epoca dei caccia dotati di missili aria-aria? Nell'epoca di Echelon? Si possono capire i primi due attentati, separati da appena diciotto minuti... ma il terzo?

- Ma soprattutto ed ancora una volta: com'è possibile che il più grande potere mondiale fosse completamente all'oscuro della cosa?

Domande legittime, tanto è vero che tutti se le stanno facendo ed a molti appare evidente il coinvolgimento di un qualche stato nell'organizzazione dell'attentato. Ma avremo mai una risposta? E, in fondo, compete a noi il ruolo di avere risposte?

Non credo che sia mai stato così, mi auguro solamente che le persone alle quali abbiamo delegato il potere di governare lo usino nel migliore dei modi.

Piuttosto che pormi quesiti irrilevanti (perché non avrò mai una risposta da poter accettare con la pace nel cuore) preferisco fare quello che posso, cioè soffrire insieme a chi oggi ha davvero molti e validi motivi per piangere; non sono un masochista, ma cerco di apprezzare fino in fondo il tempo che ci lasciamo sfuggire meschinamente fra le dita, conducendo un'esistenza separata - fisicamente e spiritualmente - dai nostri fratelli. 

Ed ora preghiamo... preghiamo con tutte le forze di poter continuare a goderci i vecchi problemi di tutti i giorni.

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