| La Cia e l'estremismo
islamico: un'alleanza boomerang
John K. Cooley: dall'accordo
"afghano" anni '70 agli attacchi anti-Usa degli ex
"alleati"
Anno di pubblicazione: 2001 - © di
Zenone
Sovilla
da www.nonluoghi.it
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John K. Cooley
UNA
GUERRA EMPIA
la
CIA e l’estremismo islamico
400
pp. / Lit. 35.000 (18,08 Euro)
ISBN
88-85060-42-0
www.eleuthera.it
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Fu l´alleanza stretta dalla Cia con gli estremisti islamici e in
particolare con lo spietato Osama Bin Laden contro l´invasione sovietica dell´Afghanistan
a spianare la via al terrorismo degli integralisti musulmani che, ironia della
storia, ora colpisce tragicamente al cuore gli Stati Uniti?
John K. Cooley, giornalista e scrittore attualmente
corrispondente da Atene di Abc News, non ha dubbi e nel suo volume di stampa
«Una guerra empia. La Cia e l´estremismo islamico» (Elèuthera, luglio
2000, pp. 399, lire 35 mila) documenta in modo dettagliato i vari passaggi di
questa pagina di storia cominciandone la ricostruzione ben prima di quel 1979
che vide gli Stati Uniti avviare un rapporto stretto con i terroristi in
funzione anti-sovietica. Cooley, tra l´altro, spiega che gli Usa, per mano
della Cia e con la collaborazione fattiva di Pakistan, Arabia Saudita e Cina,
armarono, addestrarono e finanziarono 250 mila mercenari islamici di ogni
parte del mondo. Stretto in questa fase anche il rapporto con Bin Laden. «Gli
analisti occidentali, nei loro pensatoi, e i servizi di controspionaggio di
Washington, Londra, Parigi e Roma si chiedevano: chi è il principale nemico
del nostro nemico, il comunismo? In che modo potrebbe aiutarci?
E, nello stesso tempo, come possiamo contrastare i leader del
terzo mondo e le loro dottrine, che consideriamo al servizio del comunismo?»,
osserva l´autore. E poi spiega come si avviarono i contatti con personalità
degli stati islamici e arabi più conservatori. «Fu così - scrive Cooley -
che ebbe inizio quello che in un primo tempo era un semplice flirt tra gli Usa
e l´Islam e che si esprimeva con un sostegno moderato e prudente, in genere
occulto, agli attivisti politici "islamisti"». Cooley sostiene che
sulla scorta di questi nuovi contatti, gli Usa e alcuni alleati finanziarono
«una serie di guerre per procura» in Africa e in Asia, contro i propri
avversari, spesso alleati veri o supposti di Mosca. Quando il Cremlino guidato
da Breznev decise l´invasione dell´Afghanistan nel 1979, la Casa Bianca di
Carter vide nell´iniziativa una minaccia all´equilibrio mondiale ma anche
una buona occasione per «assestare un colpo decisivo al già vacillante
impero sovietico».
Fu così che quella che Cooley definisce «love story» fra
gli Usa e
l´islamismo ebbe un nuovo «sussulto di passione» con l´alleanza tra la
dittatura militare pakistana, d´ispirazione islamica, e gli americani. Dieci
anni dopo l´armata rossa sarà sconfitta e le vicende afghane daranno un
colpo duro all´Urss.
Nel frattempo, in Afghanistan il movimento dei talebani, favorito da
Pakistan e Arabia Saudita, conquisterà il potere e lo gestirà in modo
liberticida terrorizzando la popolazione nel nome di un´interpretazione
severa dell´islamismo sunnita. Ma il grande movimento mercenario messo in
moto dagli Usa avrà effetti anche fuori dei confini afghani. I talebani e
l´orrore che seminano è solo una delle conseguenza. Le altre faranno anche
vittime americane, fino alla tragedia incredibile di ieri: alle tensioni
destabilizzanti in Egitto (attacchi ai turisti e agli autoctoni), Cecenia,
Algeria e altri paesi si affiancano gli attentati sanguinosi al World Trade
Center e alle ambasciate americane di Nairobi (1998, 247 morti, 12 cittadini
Usa) e di Dar-es-Salaam (dieci morti, cento feriti).
E così il terrorismo islamico e la sua eminenza grigia,
Osama bin Laden, da alleati degli Stati Uniti diventano il grande nemico che,
purtroppo, non si è stati in grado di neutralizzare.
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