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Chi ha ucciso John Kennedy Junior?
Ciò che si dice è proprio come lo si
racconta?
Anno di pubblicazione: 2002 - ©
di Giuseppe Cosco -
http://cosco-giuseppe.tripod.com
Nella notte del 16 luglio 1999 un piccolo aereo, un
Piper 32 Saratoga 2HP, monoelica, a sei posti, si disintegra. Non è
stato ancora accertato se è avvenuto nell’impatto col mare o se,
addirittura, prima, causando la morte delle persone che erano a bordo:
John Kennedy junior, 39 anni, figlio di John Fitzgerald Kennedy, 35esimo
presidente degli Stati Uniti assassinato a Dallas nel 1963, sua moglie
Carolyn Bessette, 33 anni, e la sorella di questa Lauren, 34 anni. Il
piccolo veivolo era diretto alla residenza di famiglia a Martha’s
Vineyard. L’aereo era stato acquistato usato dal giovane Kennedy che,
tra l’altro, aveva il brevetto di pilota da soli quattro mesi. Cosa sia
accaduto esattamente in quei pochi minuti di volo è un mistero e,
probabilmente, lo resterà per sempre perché, a rendere più complicato
l’incidente, vi è anche il fatto che il Saratoga non è provvisto di
"scatola nera", per cui è impossibile ricostruire esattamente cosa
accadde nei minuti precedenti l’incidente. L’Oceano ha inghiottito tutto
e cancellato ogni cosa, anche le vere cause del disastro.
A suffragare la tesi del complotto ci sta il fatto
che, assicurano ambienti molto vicini al giovane Kennedy, egli era in
procinto di dire sì all’invito fattogli dai democratici, per concorrere
alla presidenza degli USA nelle prossime elezioni. In tal caso, avrebbe
sicuramente sconfitto gli altri candidati: il vicepresidente attuale Al
Gore, George Bush junior ed Elizabeth Dole. John John sapeva benissimo
che se avesse deciso di tuffarsi nella politica l’avrebbe pagata cara
questa scelta, forse, con la stessa vita. La sua amica giornalista
Lauren Lawrence ha affermato: <<…era ossessionato dall’idea che qualcuno
potesse assassinarlo, come era avvenuto per suo padre e per suo zio
Robert>>.
Gli investigatori hanno dato la colpa della disgrazia
alle brutte condizioni metereologiche e all’inesperienza di John John.
Molti hanno tirato in ballo la presunta maledizione che da decenni
accompagna la sfortunata famiglia Kennedy. Sta di fatto che sono troppi
i Kennedy scomparsi prematuramente. La morte più misteriosa riguarda il
padre di John John, basti pensare che a 36 anni dal delitto è, ancora,
tutto avvolto nel mistero l’assassinio dell’ex presidente americano.
Sembra, anche, che non sia stato Lee Oswald ad ucciderlo. Lo ha
dichiarato, dopo 25 anni, Ron Lewis, che era amico di Oswald, al regista
Oliver Stone che lo volle come suo consulente nel film "JFK", realizzato
nel 1991. Oswald, si venne così a sapere, lavorava con Guy Banister, che
passava informazioni all’FBI e aveva contatti con la CIA. Ron Lewis ha
anche affermato che Oswald gli confidò che gruppi operativi
anticastristi della CIA avevano progettato di uccidere Kennedy.
Lewis asserisce, pure, che gli accadimenti si sono
svolti del tutto diversamente da come sono riportati nel rapporto Warren
e che Oswald fu usato, soltanto, come caprio espiatorio. A sostegno di
quest’accusa porta il fatto che sul fucile di Oswald, la principale
prova usata contro di lui, non c’erano sue impronte digitali,
addirittura, pare che l’arma del delitto fosse stata una pistola.
Oswald, dopo essere stato arrestato, fu ucciso da Jack Ruby, che morì in
prigione di cancro, prima ancora che iniziasse il processo. Jack Ruby
era molto invischiato in sporchi traffici di droga, vicino a certi
ambienti politici, era molto amico di Oswald. E’ interessante notare che
molte persone, legate a Oswald e Ruby, persero la vita in modi alquanto
strani e misteriosi.
John Fitzgerald Kennedy fu assassinato dopo appena
tre anni di presidenza e tutto lascia credere che si sia trattato di un
complotto orchestrato, con grande perizia, in quelle sfere che detengono
il vero potere. Sono circoli oligarchici, ossia gruppi internazionali di
potere, ristrettissimi, che possono effettivamente condizionare e
determinare strategie e scelte dei grandi partiti di massa e, perfino,
orientare l’evoluzione di ideologie o dottrine politiche. Identica sorte
toccò a suo fratello Robert, che fu tolto di mezzo, ancora prima di
arrivare alla Casa Bianca, il 6 giugno 1968, a Los Angeles, dopo un
comizio elettorale. Dell'omicidio fu accusato un giordano, Shiran
Bashira Shiran. I motivi restarono del tutto oscuri e qualcuno parlò di
un altro complotto, per sbarrare la strada della politica ai Kennedy per
sempre. Non c’è da meravigliarsi molto per queste ed altre morti
eccellenti, che coinvolgono reali poteri occulti, capaci di tutto pur di
non far modificare equilibri di potere ed era nota a tutti la politica
spregiudicata del presidente Kennedy che, tra l’altro, in quegli anni,
aveva aperto dialoghi con i Paesi dell’Est.
Un altro fatto inquietante è che gli attentatori sono
quasi tutti personaggi psicolabili. E’ solo un caso? In certi omicidi
inquietanti c’è molto di più di quanto si possa lontanamente immaginare.
Ci informa Maurizio Blondet che un’antropologa, Karen Steinherz, ha
incontrato seri ostacoli in una sua particolarissima indagine e racconta
che: <<la Steinherz è giunta alla conclusione che il caso Manson (il
guru malefico che spinse alcuni suoi seguaci ad uccidere persone che non
conoscevano neanche, tra cui l’attrice Sharon Tate e altre 8 persone,
ndr) non sia un’esplosione "accidentale" della violenza "latente in ogni
società avanzata", ma che invece possa configurarsi come un caso di
manipolazione e di controllo di una personalità psicopatica da parte di
"scienziati sociali" identificabili>> (M. Blondet, Complotti I – Stati
Uniti, Gran Bretagna, Il Minotauro, Milano 1995).
Tutto ciò è gravissimo. Riporto, per rendere più
chiaro quanto enunciato dalla studiosa, un piccolo brano di
un’interessante conversazione del giornalista Blondet con un enigmatico
personaggio <<esperto di un genere assai speciale>>. Quanto segue è in
relazione a certi fatti inerenti all’attentato subito dal presidente
Reagan il 30 marzo del 1981 e di cui fu accusato uno squilibrato, John
Warnock Hinckley. Il misterioso interlocutore esordisce: <<Come hanno
fatto a convincere Lee Oswald a sparare a Kennedy? E Alì Agca a tirare
al Papa? E’ la vecchia storia degli assassini solitari. Un pazzoide
arriva dal nulla e bang-bang. (…). …bisogna scegliere uno squilibrato.
Uno squilibrato è facile da ossessionare. (…). Ma è una cosa lunga in
ogni caso, complicata. La preparazione può durare anni. Per questo in
ogni momento i servizi hanno in preparazione psicologica una mezza
dozzina di squilibrati da trasformare in assassini solitari al bisogno>>
(M. Blondet, Gli <<Adelphi>> della dissoluzione, Ediz. Ares, Milano
1994). Fatti allucinanti e allo stesso tempo terribili. Quando è
possibile si può eliminare il personaggio scomodo anche con un l’abile
messa in scena di un incidente, la tragica fine di lady Diana ne è un
esempio inquietante. La morte dello sfortunato John John potrebbe
proprio essere stato l’esito di un complotto, preparato fin nei minimi
particolari.
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