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I cibi irradiati alle scorie radioattive
Nuove leccornie si affacciano sulle nostre asettiche tavole
Anno di pubblicazione: 2002 - ©
Estratto da L'Agenda Globale di Susan Bryce (copyrigth
2000-01)
Editore/ Direttore - Australian Freedom & Survival Guide
PO Box 66 - Kenilworth, Qld 4574, Australia
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Sito Web:www.squirrel.com.au
Prelevato da www.episteme.it
- Pubblicato su NEXUS ediz. Italiana N° 35
- L'irradiazione del cibo è una tecnologia
che utilizza isotopi radioattivi (scorie nucleari) per creare
una quantità di radiazioni equivalente a qualcosa oscillante
fra i 10 milioni ed i 70 milioni di raggi-X al torace.
Quando l'alimento viene colpito, le radiazioni iniziano una
complessa sequenza di reazioni che fanno letteralmente a pezzi
la struttura molecolare dell'alimento.
Le vitamine e gli enzimi vengono distrutti ed il cibo fresco
diventa cibo morto.
Il cibo irradiato è stato descritto come "il cibo che durerà per
sempre", poiché il processo viene utilizzato per prolungare la data di
scadenza nei supermarket o per uccidere batteri ed insetti. Nel processo
di irradiazione vengono usate due fra le più letali e tossiche sostanze
note all'umanità. Esse sono il cobalto-60 (quella maggiormente
utilizzata) ed il cesio-137. Attualmente l'eliminazione del cobalto e
del cesio radioattivi rappresenta un notevole problema per l'industria
nucleare a causa delle quantità prodotte come scorie negli impianti
nucleari e della lunghezza dei loro tempi di decadimento.
La spinta in direzione dell'irradiazione del cibo è sempre venuta
dall'establishment nucleare, con lo scopo di estendere il ciclo del
combustibile nucleare. L'idea è quella di distribuire diffusamente le
scorie nucleari in molte celebrate discariche nucleari quali gli
irradiatori di cibo, invece che in poche discariche nucleari di grandi
dimensioni per le quali comincia a mancare lo spazio. Il primo passo
viene sempre fatto col cobalto radioattivo, con l'intenzione effettiva
di passare al cesio radioattivo.
COSA ACCADE AGLI ALIMENTI IRRADIATI
Quando le radiazioni colpiscono il cibo o altri materiali, esse
trasferiscono la propria energia e tale trasferimento di energia può
provocare riscaldamento, come accade con il forno a microonde. Ad un
determinato livello, le radiazioni hanno sufficiente energia per
spingere gli elettroni fuori dagli atomi del materiale bombardato. La
struttura molecolare del cibo quando è irradiata viene spezzata e si
formano radicali liberi, i quali possono reagire con il cibo sino a
creare nuove sostanze chimiche denominate prodotti radiolitici. Alcune
sono notoriamente cancerogene, come il benzene nella carne irradiata,
altre sono uniche e specifiche del processo di irradiazione.
Sebbene le radiazioni possano uccidere i batteri, esse tuttavia non
elimineranno le tossine create originariamente dai batteri stessi. Nel
1973 venne scoperta per la prima volta un'accresciuta produzione di
aflatossine in seguito ad irradiazioneU, fatto poi confermato nel 1976 e
nel 1978; le aflatossine sono potenti agenti che provocano il cancro al
fegato. Le vitamine A, C, D, E e K ed alcune vitamine del gruppo B, in
particolare Bl, B2, B3, B6 e B12, vengono danneggiate dall'irradiazione;
la misura della perdita di vitamine dipende dal cibo e dalla dose
somministrata. I succhi di frutta ne risentono maggiormente della frutta
fresca, e quest'ultima più degli ortaggi, dei cereali e dei prodotti
carnei.13
L'irradiazione converte il nitrato in nitrito secondo una modalità
dipendente dal dosaggio. La mutagenesi è direttamente proporzionale alle
concentrazioni di nitrito. Quest'ultimo è una molecola reattiva e
reagisce con gli acidi nucleici e vari amminoacidi nelle proteine, sino
a dare origine alla nota famiglia di agenti cancerogeni cui ci si
riferisce col nome di nitrosamine, che si sono dimostrate essere potenti
cancerogeni per gli esseri umani.
I sostenitori dell'irradiazione affermano che tale processo riduce la
necessità di dannosi additivi. (Curiosamente ci è sempre stato detto che
gli additivi alimentari sono innocui.) Tuttavia, il processo di
irradiazione in realtà richiede l'utilizzo di additivi alimentari extra
allo scopo di controllare effetti indesiderati. Fra gli additivi che
possono venire utilizzati vi sono il nitrito di sodio, il solfito di
sodio, l'acido ascorbico, il BHA, il BHT, il bromato di potassio, il
tripolifosfato di sodio, il cloruro di sodio ed il glutatione.
L'uso di additivi non è limitato alle somministrazioni di dosi elevate
in cui i disgustosi sapori delle radiazioni diventano pronunciati, ma
possono venire impiegati per utilizzi a basse dosi per impedire lo
scoloramento ed altri effetti indesiderati quali il sanguinamento e la
disgregazione dei grassi nella carne.
Si stanno sviluppando altre forme di irradiazione alimentare. I
consumatori dovrebbero essere messi in guardia in merito al trattamento
denominato pastorizzazione a freddo, che utilizza la tecnologia del
raggio a elettroni per pastorizzare il latte ed i succhi di frutta. Si
sta esaminando anche l'uso di raggi-X invece dei raggi di elettroni e si
stanno introducendo a livello commerciale nuove tecnologie degli
acceleratori, che consentono ai raggi di elettroni di essere convertiti
in raggi-X per una maggiore penetrazione negli alimenti.
COSA C'È IN SERBO PER TUTTI NOI
Molti alimenti di vario genere stanno per essere irradiati e messi in
commercio nei paesi sviluppati ed in via di sviluppo; l'ICGFI è stato
particolarmente attivo nel promuovere l'irradiazione presso questi
ultimi. Il Bangladesh sta irradiando il pesce essiccato, quello
surgelato ed alcuni cereali. La Cina dispone di più di 60 impianti di
irradiazione che trattano un'ampia varietà di prodotti alimentari, fra
cui aglio, riso, spezie e condimenti, alimenti confezionati, salsa
Sichuan, frutta e carne. Le quantità di prodotti irradiati si contano in
migliaia di tonnellate. L'Indonesia sta irradiando spezie essiccate,
radici commestibili e tuberi, cereali, pesce essiccato e cibi surgelati
sia a fini commerciali che per test di marketing. Nel 1996 la quantità
complessiva di prodotti irradiati superava le 6.000 tonnellate. La
Repubblica di Corea ha irradiato commercialmente spezie, condimenti
vegetali essiccati e prodotti a base di ginseng; un impianto di
irradiazione in Tailandia irradia a fini commerciali nahm (salsiccia
suina fermentata), spezie, condimenti, erbe ed enzimi crudi; il Vietnam
irradia quantità commerciali di tabacco per la disinfestazione dagli
insetti, oltre ad alcuni cibi quali le cipolle ed il pesce essiccato;
l'India irradia spezie a fini commerciali. Ulteriori impianti di
irradiazione sono progettati oppure già in costruzione in Cina, India,
Repubblica di Corea, Malesia, Tailandia e Vietnam.
Negli Stati Uniti, il 23 febbraio 2000 la FDA ha concesso l'approvazione
all?irradiazione delle carni rosse; la FDA ha anche approvato
l'irradiazione di una varietà di altri alimenti, fra cui frutta fresca,
verdura e spezie. Un opuscolo della FDA < Irradiazione alimentare > una
misura di sicurezza?, pubblicato nel gennaio del 2000, Sostiene che
l'agenzia ha determinato che il procedimento è sicuro ed efficace nella
riduzione o eliminazione di batteri dannosi ed afferma che
l'irradiazione riduce anche gli insetti, i parassiti ed i batteri che
provocano il deterioramento e, in determinati vegetali e tipi di frutta,
inibisce la germinazione e ritarda la maturazione. Le fragole irradiate,
ad esempio, rimangono intatte per tre settimane, diversamente dai 3-5
giorni di quelle non irradiate.
In Australia, la società Steritech Pty Ltd ha richiesto all'Ente per
l'Alimentazione di Australia e Nuova Zelanda (ANZFA) l'autorizzazione
per irradiare erbe (fresche ed essiccate, fra cui aglio, cipolle e
zenzero), tè (comprese le tisane), noci e spezie.
Buon Appetito.
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