Il Calendario delle 13 Lune
Per vivere meglio
Campagna per il Nuovo Tempo.
Programma di Quattro Anni più Uno, 2001-2005
Anno di pubblicazione: 2002 - ©
della Fondazione per la Legge del Tempo - Estratto - José Arguelles-Valum Votan, Presidente - Lloydine Arguelles- Bolon Ik, Co-Presidente
-
Tradotto e diffuso dall'Equipe Traduttori del
PAN Italia
Storicamente, l'uomo indietreggia di fronte alla prospettiva
dell'armonia reale - l'armonia nel tempo naturale. Ciò in
quanto l'uomo
'storico' definisce la sua esistenza in base alle disarmonie
del suo
proprio tempo inventato, di cui si picca. I due strumenti
principali che
guidano l'uomo storico nell'accelerazione labirintica della
sua civiltà
sono il calendario gregoriano e l'orologio meccanico, due
standard
inventati di sana pianta. Il calendario gregoriano mantiene la mente umana intrappolata
in un
disordine diabolico fatto di mesi dai nomi senza senso, dalla
durata
irregolare e mutevole, mentre ogni giorno è segnato e scandito
da un
meccanismo inesorabile, che prende il nome di orologio.
Questa immersione della mente dell'uomo storico nella
frequenza del suo
proprio tempo artificiale è precisamente ciò che - più di ogni
altra
cosa - lo condanna a vivere in un mondo di ineludibili ed
inevitabili
orrori. Ingorghi nel traffico, povertà, terrorismo, insolubili
dispute
storiche e territoriali, effetto serra, degrado ambientale,
disordine
sociale, follia mentale ed abuso di sostanze stupefacenti. Il problema dell'uomo storico è basato sulla natura inconscia
della sua
accettazione di questa sensibilità temporale, e dalla sua
erronea
convinzione che questa sia la vera natura del tempo. Pertanto,
tutte le
sue politiche economiche e sociali sono guidate e determinate
dalla
percezione che il tempo sia la inarrestabile freccia che punta
ciecamente verso un futuro in cui la sua unica difesa consiste
nella
creazione di ulteriore tecnologia - che è essa stessa una pura
espressione dell'applicazione della meccanizzazione del tempo.
Quando Papa Gregorio XIII promulgò la sua riforma del
calendario
giuliano (da cui il gregoriano non differisce in nulla, ad
eccezione
dell'elaborazione di una formula fissa per computare l'anno
'bisestile'), la sensibilità dell'uomo storico rispetto al
tempo era già
distorta e deforme. Il calendario gregoriano, storicamente,
incorpora
quel disordine del tempo deforme nella sua forma finale
istituzionale;
ciò farà sì che non solo gli europei, ma tutte le culture e le
razze
dominate dal pensiero e dalle convenzioni europee, nel tempo,
adottino
questo standard deformato e deformante del tempo. L'orologio meccanico, perfezionato proprio in seguito alla
riforma del
calendario gregoriano del 1582, fu accettato da tutti gli
europei come
un esempio del trionfo dell'uomo sulla natura. Fu così che la
mente
umana adottò questo suo tempo inventato come se fosse qualcosa
di
naturale - una frequenza da noi identificata nel 12:60,
proporzione
mentale inconscia determinata dal calendario irregolare di
dodici mesi e
dall'ora artificiale di 60 minuti.
La combinazione di questi due fattori nella frequenza
temporale ha
consegnato l'uomo storico ad un disordine mentale debilitante,
senza
speranza, noto come 'civiltà moderna' - o, come si dice oggi,
post-moderna. Ma post-moderna non è ancora post-storica. Il
post-modernismo non è che lo spasmo, la convulsione finale del
disordine
temporale che affligge la razza umana sotto forma di una
violenta
malattia mentale. L'unica cura per una patologia così profonda
ed
invadente è l'armonia assoluta, l'autentica armonia di fronte
alla quale
l'uomo storico indietreggia.
Lo sforzo di richiamare l'attenzione dell'uomo moderno su
questo
problema o sulla necessità di operare un cambiamento è stato -
nel
migliore dei casi - residuale, marginale. Tiene per un po',
poi viene
inesorabilmente riassorbito dalle ondate di urgenza o di
auto-importanza
sulle quali la civiltà moderna basa la sua stessa esistenza.
Ogni sforzo
volto ad alterare o a cambiare la direzione ed il moto della
civiltà
moderna viene trattato come una minaccia, o deriso in quanto
attività
inefficace, scientificamente non provata né provabile - o che
costerebbe
all'umanità troppo denaro per essere praticabile. Questa è stata in pratica la sorte del primo grande movimento
di riforma
del calendario, che nacque e si sviluppò con grande fervore
alla fine
del 19° secolo, per incagliarsi ignominiosamente nel 1956,
quando il
Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite aggiornò
indefinitamente il dibattito sulla riforma del calendario. Sui
libri di
storia non si fa parola di questo, e poiché il dibattito è
stato di
fatto sospeso, si ritiene che quello della riforma del
calendario sia un
punto morto, insignificante, irrilevante per lo sviluppo
dell'uomo
post-atomico.
Al contrario, gli argomenti concernenti i modelli di
comportamento
irrazionale dell'umanità, ed il loro rapporto con la
"immoralità" di un
sistema di misura irregolare ed asimmetrico - il calendario -
e di un
meccanismo del tempo inumano - l'orologio - non sono mai state
più
attuali. Ma è nella natura della mente materialistica l'essere
sufficiente ed incosciente, specialmente di fronte alla
superiorità
della forza bruta e delle prodezze della tecnologia - la bomba
atomica e
l'incessante accelerazione tecnologica, scandita da razzi e
computer. La seconda ondata di riforma del calendario ha avuto origine
in ambienti
molto diversi da quelli che produssero la prima ondata.
Laddove la
Camera di Commercio Internazionale, la Lega delle Nazioni e
varie altre
agenzie scientifiche internazionali sostennero il primo
tentativo di
riforma (il Calendario Mondiale), il secondo movimento è nato
con una
matrice puramente populista, ma con una base di informazione
completamente diversa. Nel riconoscere istintivamente che la
questione
della riforma del calendario è ben più di una semplice
fa ccenda di
ordine matematico in relazione a cicli naturali, ma che si
tratta di un
problema di natura profondamente teologica, il secondo
movimento di
riforma si è ispirato anch'esso a ad una fonte
non-occidentale: il
calendario Maya.
La psicologia della civiltà dominatrice lascia in ombra la
considerazione di qualunque altro calendario che non sia il
gregoriano,
ma uno studio obiettivo della questione dimostra che quest'ultimo
è in
realtà uno strumento primitivo, che ignora l'ordine ciclico
naturale non
meno dell'armonia matematica. Al posto dello standard
anacronistico del
gregoriano, il secondo movimento di riforma del calendario ha
adottato
un nuovo criterio, la Legge del Tempo, un principio d'insieme
che
integra elementi matematici e morali, teologici e psicologici,
scientifici ed economici - tutti unificati dalla questione
d'insieme
della riforma del calendario. Precisamente a causa dell'assuefazione storicamente ed
inconsciamente
contratta dall'uomo nei confronti delle sue disarmonie, e
all'effetto
acceleratorio di questo suo atteggiamento rispetto al
disordine del
mondo sociale e naturale che ha intorno, il secondo movimento
di riforma
del calendario ha sviluppato un maggiore carattere morale ed
un senso di
urgenza profetica attorno ad esso. Soltanto nel 1987 un libro
intitolato
"Il Fattore Maya - La Via Al di Là della Tecnologia" portava
all'attenzione del pubblico internazionale l'ipotesi della
possibile
superiore sensibilità verso il tempo sviluppata da una cultura
non-occidentale, i Maya. Manco a dirlo, quel libro fu pubblicato senza che si
conoscesse ancora
la storia del primo movimento di riforma del calendario, in
coma dal
1956. Nella ricerca della base matematica della sensibilità
Maya per il
tempo, l'autore di quel testo poté distillare l'essenza della
conoscenza Maya, la Legge del Tempo - un criterio in base al
quale
riuscì ad identificare la frequenza irregolare 12:60 (in
contrasto alla
frequenza 13:20, naturale ed integra).
E' stata questa scoperta delle frequenze temporali, nel 1989,
che ha
partorito il secondo movimento di riforma del calendario, il
Movimento
Mondiale di Pace per il Calendario delle 13 Lune. La tesi del
Movimento,
scaturita dalla scoperta (nel 1952) e dalla rivelazione
profetica in
merito alla tomba del leggendario principe Maya di Palenque,
Pacal Votan
(603 - 683), è stata messa alla prova negli anni dal 1993 al
2000 - un
periodo che prende il nome de 'I Sette Anni di Profezia'. Il
risultato è
che oggi, nel 2001, data di inizio ufficiale del terzo
millennio
cristiano, in tutto il mondo è presente un movimento di
riforma del
calendario di ampia portata, pioniere nello sviluppo di una
nuova
scienza del tempo e della coscienza, attivo nel diffondere in
tutto il
pianeta il Calendario delle 13 Lune di 28 Giorni. Seguendo le orme dei suoi predecessori, il nuovo Movimento di
Riforma
del Calendario ha diligentemente stabilito un contatto con
l'ONU e con
il Vaticano, ha convocato e tenuto numerosi congressi, ed ha
diffuso
documenti e appelli per richiamare l'attenzione sulla malattia
del tempo
dell'umanità. Ora che il nuovo millennio si è stabilmente
insediato
nella mente umana, il Movimento Mondiale di Pace per il
Calendario delle
13 Lune è pronto per lanciare la sua seconda ondata - la
Campagna per il
Nuovo Tempo. Tale Campagna consiste in un ciclo preparatorio di quattro
anni, 2000 -
2004 (la vera e propria Campagna), più un periodo di prova di
un anno.
Obiettivo della campagna di 4 anni è la riforma universale del
calendario, la sostituzione del gregoriano con il Calendario
delle 13
Lune - da effettuare nel giorno della Tempesta Cristallo Blu,
il 26
Luglio 2004. Per assicurare il successo di questa impresa,
senza
precedenti nella storia dell'umanità, la riforma del
calendario deve
prevedere il periodo di prova di un anno, durante il quale
l'intera
specie umana opererà in base ad un nuovo standard armonico, il
Calendario delle 13 Lune di 28 Giorni. "Se non fai la prova,
non saprai
mai che cos'è" è lo slogan che descrive l'obiettivo dell'anno
culminante
della Campagna: dal 26 Luglio del 2004 al 25 Luglio 2005, un
anno intero
senza la filastrocca ipnotica gregoriana, "30 giorni ha
Settembre." - al
suo posto, Tredici Lune di Pace.
(...)
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