Extraterrestre
Segreti pericolosi
Anno di pubblicazione: 2002 - ©
di
Giuseppe Cosco Troppa gente, che si è interessata
del problema degli UFO o ha solo avuto la sfortuna di essere incolpevole
testimone di fatti riguardanti gli extraterrestri, è morta
misteriosamente. Il noto ufologo John Keel, al proposito, affermò: "Uno
dei problemi che mi ha sempre impedito, nel corso della mia indagine, di
riesumare certi casi passati è stata la morte prematura ( in un tempo
variabile da 6 mesi a 2 anni al massimo ) dei testimoni più
significativi". Come spiegare la lunga e inquietante catena di strane
morti di studiosi, o di semplici persone con l’hobby dell’ufologia che
si erano trovati ad essere testimoni di cose che non avrebbero dovuto
vedere né, tantomeno, divulgare? Esistono
realmente i misteriosi " M. I. B. " ( Men In Black ), Uomini in Nero,
che irromperebbero, improvvisamente, nella vita di
ricercatori o semplici testimoni di fenomeni ufologici trasformando la
loro esistenza, letteralmente, in un inferno, provocandone, non di rado,
la morte? E se sì, chi sono questi foschi esseri vestiti di nero?
E corrisponde al vero l’accusa
di orrendi esperimenti compiuti, in luoghi segretissimi, su delle cavie
umane? Fatti accertati sembrano confermare, punto per punto, quanto Keel
ebbe a dire. Sono storie terribili, che, piuttosto frequentemente, come
vedremo, si sono concluse drammaticamente per le persone, in qualunque
maniera, collegate all’enigma Ufo, sotto una pietra tombale assieme al
loro spaventoso segreto. L’ufologia è tutta costellata da una scia di
morti misteriose. Il noto ufologo Alfredo Lissoni nel suo interessante e
ampiamente documentato libro: "Gli UFO e la CIA", su CD-Rom (Playpc – cp
377, Jesi), scrive: "Il problema delle morti misteriose ha sempre
infiammato la fantasia degli ufologi, che le hanno spiegate come omicidi
preparati ad arte dai servizi segreti. Sebbene non esista alcuna prova
concreta al riguardo, a parte qualche timida ammissione di ex agenti
governativi di scarsa affidabilità, è comunque vero che, a partire dal
1962, l'ufologia iniziò a piangere i suoi pionieri. "Nel novembre 1962
scompariva infatti Wilbert Smith, capo del progetto di ricerca canadese
Magnet; Smith morì improvvisamente, nonostante la giovane età, non prima
di aver rivelato l'esistenza di un vertice americano supersegreto, sopra
la CIA, di studio sugli UFO; Smith fu preceduto di poco dal capitano
Edward Ruppelt, investigatore dissociato del Blue Book, stroncato da un
cancro nel fiore degli anni.
Analoga fine toccò all'inglese
Waveney Girvan, fondatore della Flying Saucer Review, la più seria e
rinomata pubblicazione sugli UFO nel mondo. Agli inizi del '68 toccò al
brasiliano Olavo Fontes, che investigò il caso di un presunto UFO
schiantatosi in Brasile, ad Ubatuba; subito seguito dal generale
francese Ailleret, perito in uno strano incidente aereo, quattro giorni
dopo aver annunciato ai media di voler creare una commissione ufficiale
ed obiettiva sui dischi volanti. Nel giugno del 1971 scompariva il
professor James McDonald, trovato suicida nel deserto dell'Arizona.
Ufficialmente si era sparato alla tempia, stressato dal troppo lavoro
(!). "Omicidi premeditati? Prove non ce ne sono, ma parrebbe proprio di
sì. Guarda caso tutti questi personaggi risultavano particolarmente
scomodi, in quanto occupavano posizioni chiave per la divulgazione
corretta del fenomeno UFO. Erano i più informati, i più accreditati e,
soprattutto, i più ascoltati...". Ma, andiamo con ordine. Per darvi una
pallida idea di questo inquietante fenomeno, di strane morti, riporto
quanto scrisse il "Saucers News", sul numero 72, al riguardo: "Da un
breve sondaggio, si è potuto constatare che solo nel 1967, in tutto il
mondo, si sono registrate ben 137 morti per incidenti o per cause
naturali (malattie, collassi) di persone, in qualche modo, collegate al
problema degli UFO, vale a dire studiosi, contattisti e testimoni!". Un
numero incredibilmente alto, per poter parlare di semplici fatalità.
Sarebbe oltremodo interessante fare un vero e proprio studio statistico,
che, certamente, non mancherebbe di stupire, per sapere, ad oggi, di
quanto si è ingrandito il numero di queste strane morti.
Il primo, forse, di questa
tragica lista fu James Forrestal. Gli inquirenti dissero che l’alto
ufficiale si era tolto la vita in una crisi di follia. Anche di
suicidio, attuato con i gas di scarico dell’auto, parlarono gli
investigatori, dopo una frettolosa indagine, per spiegare il decesso
dell’astrofisico Morris K. Jessup avvenuto il 20 aprile 1959 a Dade,
nello Stato della California. Lo studioso e ricercatore Franco Ossola in
un suo interessante articolo "Le morti misteriose", da cui attingiamo le
notizie di queste morti sospette, riporta, tra l’altro, quanto, su
questo strano decesso, Thimothy Green Beckley ebbe ad affermare: "il
mistero della morte di Morris K. Jessup è uno dei più strani ed
inquietanti dell’intera vicenda ufologica. La sua morte, ufficialmente
definita ‘suicidio’, è stata dibattuta e lo è tutt’ora a lungo da tutti
i ricercatori come lui dediti all’occulto che lo conoscevano
personalmente...
E’, infatti, molto diffuso il
sospetto... che anche Jessup abbia ricevuto le intimidazioni dei M.I.B.,
quei misteriosi uomini in nero che, sin dai primordi dell’ufologia,
inducono al silenzio i protagonisti della ricerca... Jessup era, dunque,
venuto a risoluzione di misteri più grandi di lui e a cui non era lecito
accedere?"1. Ma chi sono questi "Uomini in Nero"? Lissoni, nel suo
citato lavoro, racconta: "Secondo l'editore e contattista Alfred Bender
uomini rigorosamente vestiti di nero da capo a piedi, con giacca,
cravatta e cappello e dalle sembianze orientali, si divertirebbero a
girare il mondo intimidendo gli UFOtestimoni. Bender… genero' due scuole
di pensiero: la piu' tradizionale era convinta che i "men in black", gli
uomini in nero, fossero alieni minacciosi che non volevano che si
sapesse della propria esistenza segreta (stereotipo ricomparso
nell'ufologia folkloristica anni '90, sui "piccoli grigi" nascosti in
basi segrete sotterranee); la seconda scuola riteneva invece che i MIB
fossero in realta' agenti segreti che infastidivano i testimoni. Per
anni abbiamo pensato che la storia dei MIB fosse una semplice leggenda
ufologica ma, in quest'ultimo periodo, troppi dati sembrano confermare
l'esistenza di questo gruppo".
Alcuni ricercatori sono infatti
convinti che gli Uomini in Nero siano in realtà extraterrestri.
Interverrebbero per proibire la denuncia di fatti terribili, perpetrati
in combutta col Governo. Essi rapirebbero individui per esperimenti
sulla razza umana di inaudita ferocia. Roberto Pinotti, sul n. 211 del
"Giornale dei Misteri", riporta la teoria di John Lear, che ha
effettuato delle missioni per conto della Cia e che, tra l’altro, è
figlio di William P. Lear, ex candidato al Senato per lo Stato del
Nevada. Spiega Pinotti che, secondo la teoria di John Lear, gli
extraterrestri effettuerebbero, sui soggetti rapiti, tutta una serie di
esperimenti: "- Il controllo biologico del soggetto rapito tramite
l’inserimento di un dispositivo di tre millimetri attaverso la cavità
nasale nel cervello... - Imprimere suggestioni post-ipnotiche per
realizzare una specifica, forse anche eccessiva attività, per un periodo
di tempo che va dai 2 ai 15 anni seguenti. Le migliori menti
scientifiche non sono state in grado di determinare la natura di tale
attività. - Uccidere alcuni soggetti per utilizzare i corpi come fonte
di materiale biologico, specificatamente cibo. - Uccidere alcuni
individui che, per i Grigi (razza aliena molto avanzata denominata EBE
cioè Entità Biologiche Extraterrestri e detti Grigi per il colore della
loro pelle, nda) rappresentano una minaccia al proseguimento della loro
attività. - Effettuare esperimenti di ingegneria genetica. - Fecondare
femmine umane ed abbreviarne la gravidanza per assicurarsi le creature
nate dall’incrocio delle due razze". Gli Uomini in Nero porterebbero
avanti, secondo questa teoria, un programma di disinformazione e di
censura, per coprire la loro infiltrazione in centri-chiave di potere
politico e per nascondere i loro mostruosi esperimenti con gli abitanti
della Terra.
A tal proposito, Pinotti, in un
interessante articolo dal titolo "L’uomo che sapeva troppo", scrive: "I
‘Men in black’ erano... a detta di Bender, esseri extraterrestri
operanti sulla Terra. (...). Gli extraterrestri di Bender non erano i
‘fratelli cosmici’ preoccupati per il futuro e desiderosi di aiutarci e
di salvarci dall’autodistruzione. Gli esseri rivelatisi all’ufologo di
Bridgeport nel settembre del 1953, al contrario, gli si erano presentati
come emissari di una vera e propria struttura operativa aliena in mezzo
a noi, avente finalità non certo altruistiche. Anzi. (...). L’aspetto
fisico di queste creature era orribile per noi. Dopo averli visti come
erano in realtà, Bender li descrive abbastanza simili, al ‘naturale’, al
cosiddetto ‘mostro di Flarwooods’, con tutta una serie di effetti
secondari non particolarmente gradevoli per noi (ad esempio l’acre odore
solforoso associato alle loro manifestazioni). Esseri non umani,
estremamente evoluti dal punto di vista tecnologico e mentale, e
anatomicamente del tutto diversi da noi" 2. Altri sostengono che i MIB
sono, in realtà, agenti governativi.
Pierluigi Sandonnini scrive:
"Negli USA, i testimoni più razionali presumono che gli ‘uomini in nero’
che li hanno visitati facessero parte dello staff dei servizi di
sicurezza dell’Air Force. A dire la verità, in circa metà dei casi, sia
negli USA che nel Regno Unito, gli uomini in nero avrebbero cercato di
provare ai testimoni di avere una identità istituzionale. Solo che
nessuna organizzazione governativa ha mai confermato che questi strani
visitatori fossero propri agenti"3. Ad onor del vero c’è ancora un’altra
ipotesi su i M.I.B. Ecco quanto racconta, al riguardo, Sandonnini: "Tra
il 1965 e il 1967 ci fu una nuova ondata di attività degli ‘uomini neri’
negli USA. John Keel ne scrisse abbondantemente nei suoi libri
Operazione Troian Horse e The Mothman Prophecies. In molte città
dell’Ohio e dell’ovest Virginia furono viste strane luci e entità aliene
in numero allarmante, così come si verificarono visite da parte di
‘uomini in nero’. Keel stesso confessa esperienze di incontri notturni
con queste entità. Egli sviluppò una propria visione, diciamo così ‘eretica’,
secondo la quale non sarebbero alieni su astronavi a far visita ai
testimoni bensì si tratterebbe di manifestazioni demoniache..."
|