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John Lear e Milton W. Cooper hanno denunciato fatti davvero sconvolgenti e, cioè, che il nostro pianeta è sotto il potere di un misterioso "Governo Ombra", che, in grande segretezza, controlla il narcotraffico, propaga malattie come l’Aids a fini sperimentali e di controllo e compie altre efferatezze. Nel New Mexico e nel Nevada esisterebbero basi segretissime dove verrebbero stilati questi atroci programmi. Chi è venuto in contatto con gli uomini in nero li ha sempre descritti in questo modo: <>. Dunque, sarebbero i misteriosi M.I.B. non solo a "suicidare" ma anche, a scatenare improvvisa follia, infarti letali, malattie o incidenti mortali agli studiosi di ufologia e anche a semplici testimoni che, direttamente o indirettamente, avevano scoperto pericolosi segreti sugli alieni? Ecco alcuni significativi esempi di queste strane morti. Due ricercatori, uno ex componente della Commissione governativa americana di indagini ufo, Edward J. Ruppelt e l’altro, Waveney Girvan, direttore della rivista inglese Flying Saucer Review furono stroncati da un improvviso attacco cardiaco, il primo nel 1961 e l’altro nel 1962. Anche le loro morti destarono non poche perplessità negli ambienti ufologici.

Venne ricordato che Ruppelt aveva promesso delle rivelazioni inquietanti, ma, incredibilmente, al momento di rendere pubbliche le accuse, cambiò addirittura rotta asserendo che l’ufologia era solo un’accozzaglia di stupidaggini. A non pochi colleghi e amici sembrò che Ruppert fosse stato spaventato mortalmente da qualcuno. Il maggiore Donald E. Keyhoe tirò in ballo gli uomini in nero. Il mistero rimane insoluto. Wilbert Smith, ingegnere responsabile del Project Magnet, un progetto di ricerca ufologica canadese, morì improvvisamente nello stesso anno. Cosa aveva scoperto l’ingegnere nel corso delle sue investigazioni? Anche nel suo caso si parlò di troppi misteri connessi alla sua improvvisa scomparsa. Il 1962 vide, anche, l’improvvisa morte di Gloria Lee Byrd, famosa contattista statunitense, avvenuta in uno stato di quasi follia. Ancora di suicidio si parlò per Douglas Hancock, quando la polizia ne trovò il cadavere, nella propria casa, a Redland (Sud Dakota). Inutile dire che anche per lo sfortunato Hancock si disse che le indagini erano state troppo frettolose.

Molti dubbi restarono su questo caso, oltre all’incredulità di chi conosceva molto bene l’ufologo. Altra morte misteriosa fu quella dell’archeologo spaziale e scrittore Georges Hunt Williamson, avvenuta nel 1965, mentre lo studioso, nelle profonde caverne sudamericane, cercava le prove di alcune sue terribili supposizioni. Cosa trovò in quei luoghi Williamson che, tra l’altro, godeva dell’amicizia e della stima di George Adamski? Raymond Bernard perì, pure, mentre era alla ricerca di qualcosa di molto importante per lui, nella misteriosa terra del Sud America. Ciò che trovò gli costò la vita? Non avremo mai questa risposta. Nello stesso anno, in un manicomio, fu trovato il corpo senza vita della ricercatrice ufologica Della Larson. Anche in questo caso si parlò di suicidio, ma, come al solito, furono mosse molte critiche all’operato degli inquirenti. Gli amici della donna ricordarono che la studiosa, ricoverata per un esaurimento nervoso, aveva perso la serenità quando aveva trovato le prove, così affermava la signora, che crudeli esseri alieni erano scesi sul nostro pianeta. Le sue sconvolgenti conferme, Della Larson, se li portò nella tomba. Altro suicidio, con molti punti interrogativi, fu quello del giornalista e ufologo Damon Runion jr., che fu trovato cadavere il 14 aprile del 1969. Lo stesso anno suscitò vasta risonanza, negli ambienti ufologici australiani, la misteriosa morte di Bernard Cox. In questa lista mortuaria troviamo ancora H. T. Wilkins, Mark Probert, R. Loftin, C. Maney; F. Halstead; R. Holland; C. Roberts; W. Miller, ecc. ecc.

Troppe morti per essere attribuite al caso e l’elenco è ancora molto lungo. Franco Ossola, nel suo citato articolo, prosegue con una constatazione molto interessante. Egli scrive: "alcuni personaggi che hanno fatto la storia dell’ufologia sono deceduti il giorno 24 giugno - naturalmente in anni diversi - data dell’anniversario dello storico avvistamento di Kenneth Arnold (24 giugno 1947, nda), che diede il via all’indagine ufologica ufficiale. Ricordiamo così alcuni nomi appartenenti a questo elenco specialissimo. Frank Scully, giornalista e scrittore americano, ...morto il 24 giugno del 1964. Frank Edwards...; i contattisti inglesi Arthur Bryant... e Richard Church... il 24 giugno del 1967. Due anni dopo fu la volta di Willy Ley... mentre il 24 giugno del 1978 è stato l’archeologo spaziale francese Robert Charroux..."5. Tutti questi altri decessi sembrano essere collegati alla data di nascita della ufologia moderna. Siamo dinanzi a sfortunate fatalità oppure ci troviamo di fronte ad una spaventosa realtà? Ancora un’altra inquietante domanda: Si può supporre un legame tra le morti di cui si è detto e gli incredibili "suicidi" degli scienziati inglesi che lavoravano in settori supersegreti? Si tratta di più di venti morti sospette attorno al progetto di Guerre Stellari.

Alfredo Lissoni spiega che "è una storia cominciata nel lontano 1982 e continuata sino al 1990, e coinvolge gli scienziati della General Electric Company di Londra, smistati in due grosse ditte britanniche, la Plessey e la Marconi. Ben 25 di questi ricercatori sono morti in circostanze misteriose, scomparsi o 'suicidatisi' con le tecniche piu' strane e grottesche". L’unica cosa certa è che gli investigatori, ancora una volta, chiusero troppo frettolosamente le indagini, archiviando i casi come suicidi. Leggete di che strani "suicidi" si trattò: Vidmal Dajibhai, da poco giunto dal Pakistan, svolgeva, a soli 24 anni, un lavoro estremamente delicato. All’improvviso, il 4 agosto del 1986, percorre circa 200 chilometri con la sua macchina in direzione di Bristol. Si ferma, esce dall’auto e, secondo gli investigatori, si lancia dal ponte Clifton Bridge. Nell’auto vengono trovati due bicchieri con del vino, eppure, lo scienziato era completamente astemio.

In una tasca della sua giacca vi era una tessera di appartenenza ad una setta esoterica indiana denominata "Anu Pam Mission". Deve essere un gruppo davvero molto segreto visto che neanche esiste. Ashard Sharif, un altro dipendente della "Marconi Defence System", anche lui impegnato in mansioni segretissime, il 28 ottobre, si recò da Londra a Bristol, si fermò all’inizio di una stradicciola secondaria, prese una robusta corda che si era portato appresso, un capo lo legò al grosso ramo di un platano, l’altro se l’annodò al collo, poi si sedette nella sua auto, accese il motore e partì a tutta velocità, rimanendo orribilmente strangolato. Sulla macchina fu trovata una audiocassetta, nella quale Sharif aveva registrato qualcosa.

La polizia non ne svelò mai il contenuto. Il ventiseienne Avtar Singha-Gida era impiegato in una azienda collegata alla Marconi, si è dissolto nel nulla. Il verdetto degli inquirenti è: suicidio. Il corpo di Singha-Gida non è stato mai trovato. Un altro scienziato, David Sands, dipendente della Erasmus collegata alla Marconi, il 30 marzo 1987, inspiegabilmente schiaccia il piede sull’accelleratore della sua veloce auto ed esplode contro una casa disabitata. L’automobile era piena di taniche di benzina. Altro singolarissimo "suicidio" è quello di Trevor Knight, che si rinchiude nel garage della propria casa, posteggia perfettamente l’auto, sistema un tubo di gomma con un lato nell’abitacolo della macchina e l’altro collegato al tubo di scappamento. Si rimette comodo al posto di guida e aspetta la morte. Poi è la volta dell’ex generale di brigata John Ferry, da poco alle dipendenze della Marconi. In un pomeriggio afoso d’estate ritorna precipitosamente a casa e si "suicida" con i fili della corrente elettrica.

Andrew Hall si lascerà morire nell’abitacolo della macchina, respirandone i gas di scarico, chiuso nel suo garage, esattamente come aveva fatto Trevor Knight. Altri incidenti misteriosi stroncarono, negli anni ’80, le vite di Jack Wolfenden, Ernest Brockway, Stephen Drinkwater, Gerge Franks, Stephen Oke. Tutti lavoravano alla segretissima agenzia britannica per le comunicazioni "GCHQ", che raccoglie ed elabora i segnali radio. Ci fermiamo qui, anche se la lista dei "suicidi" continua. Si intravede, dietro tutte queste tragedie, l’ombra dei misteriosi MIB. Alfredo Lissoni, al riguardo, nel suo libro "Gli UFO e la CIA", racconta: "Vari autori si chiesero se le strane morti,in circostanze misteriose, di ufologi e ricercatori (McDonald, Frank Edwards, Scully, Bryant, Church, Jessup, Wilbert Smith, Scott Rogo,Girvan, Thirouin, Ailleret) in tutto il mondo non fossero opera di questi fantomatici MIB. Che Gariazzo ha ribattezzato "silencers", coloro che mettono a tacere. (…).

A nostro modesto giudizio i MIB potrebbero essere i commandos del Majestic 12, esponenti dell'area piu' intransigente, quella militare, decisa a mantenere il riserbo ad ogni costo. Quella stessa area che per anni ha cercato di far sparire le informazioni schedate negli archivi CIA". Lissoni scrive ancora che "Nella libera America esistono due governi, uno visibile e l'altro invisibile. Il primo è conosciuto, ne parlano quotidianamente tutti i giornali e viene preso a modello democratico nei libri di scuola. Il secondo, invece, è più subdolo, è celato sotto la superficie del cosiddetto establishment. É un meccanismo segreto strettamente intrecciato al primo…". L’esperto in politica G.P.Snow, in Scienza e governo, ha rivelato: "Una delle caratteristiche più singolari di ogni società industriale progredita del nostro tempo è che le decisioni fondamentali sono prese da un gruppo ristretto di persone, in segreto". Il mondo è, davvero, controllato da un misterioso ed efferato "Governo Ombra"? Lissoni, a titolo aneddotico, come curiosità, ci fa ancora sapere che "Il ricercatore francese Jimmy Guieu, ha rintracciato, in un opuscolo intitolato Ceux qui tirent les fichelles de l'economie et de la politique mondiales (Quelli che tirano i fili dell'economia e della politica mondiale), un riferimento al meeting di Parigi(Trialogo 41) dell' '89,al quale partecipavano Hubert Curien (il ministro francese accusato di aver boicottato la ricerca sugli UFO), Jacques Delors, Jacques Chirac e Zbigniew Brzezinski.

Assieme ad alcuni politici che si radunano all'Hotel Bildeberg di Maastricht e che, secondo Guieu, William Cooper e lo scrittore Jan van Helsing (nessuna parentela con Dracula), avrebbero ordito una sinarchia, per governare segretamente TUTTO il mondo". Ritornando a tutti questi strani decessi c’è ora da chiedersi: C’è un legame tra le strane morti degli studiosi di ufologia e quelle degli scienziati impiegati nei piani supersegreti di guerre stellari? E’ ormai risaputo che il progetto "Guerre Stellari" aveva una più vasta rosa di interessi di quelli esposti ufficialmente. I suoi obiettivi, si sussurra in cerchie di competenti, si spingevano, tra l’altro, nelle profondità siderali, là dove pulsano segnali intelligenti alieni.

Ancora il mistero extraterrestre che tinge di un nero piceo, come l’effettivo colore dello spazio interstellare, anche questi morti e sepolti. C’è da sottolineare che, come per i casi degli studiosi del fenomeno UFO, le "verità" sui decessi, fornite dalle autorità, non hanno mai convinto i familiari delle vittime e, neppure, chi li conosceva bene. Quali pericolosi segreti si portarono nella tomba? Tutte queste storie di morti sono piene di circostanze che si sovrappongono, si intrecciano, si incastrano al di là di ogni statistico o ragionevole legame di caso o coincidenza. Il ricercatore, continuando a cercare inquietanti verità in queste zone d’ombra, troverà solo altri fatti terribili e, forse, metterà a rischio la sua stessa vita. Qual è, dunque, il vero volto del nostro mondo e quali sconvolgenti segreti sono così sinistramente custoditi?

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