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SINTESI STORICA ESSENZIALE PER LA COMPRENSIONE DEL
DOCUMENTO
Al declino dell'impero Ottomano, a partire dal 1880, gruppi di ebrei
europei emigrarono in Palestina dove stabilirono alcune colonie.
Fondarono il movimento Sionista, da cui presero il nome di sionisti.
Nel 1914, gli immigranti sionisti in Palestina erano 85.000, gli arabi
musulmani e cristiani erano 500.000, ai quali si aggiungevano gli ebrei
cosiddetti Ottomani (già presenti da tempo in Palestina e perfettamente
integrati).
Nel 1916 le potenze europee siglarono l'accordo di Sikes-Picot: si
trattava del piano alleato per dividere l'impero Ottomano (in
disfacimento). Gli inglesi di fatto divennero la potenza coloniale in
Palestina.
Nel 1921 cominciarono gli scontri fra arabi ed ebrei (a Jaffa 200 morti
ebrei e 120 morti arabi).
Nel 1922 l'Inghilterra ricevette dalla Lega delle Nazioni il Mandato per
la Palestina.
I rapporti fra arabi e sionisti si deteriorano, e nel frattempo le
tensioni vengono peggiorate dalla ulteriore ondata di immigrazione di
ebrei che fuggono dalla furia genocida di Hitler.
Cominciano le proposte inglesi di formazione di 2 Stati separati. Esse
scontentano sia gli arabi che i sionisti, e le violenze nel frattempo
aumentano. E' a questo punto che i sionisti si organizzano in gruppi di
guerriglia.
Nel 1947 gli Inglesi rinunciano al Mandato e passano la palla all'ONU.
Nel Maggio 1948 gli Stati arabi mandano truppe in aiuto ai palestinesi.
Ma già le truppe ebraiche avevano conquistato grandi fette di territorio
designato dall'ONU come Arabo, provocando la fuga di 300.000 rifugiati
palestinesi. Lo Stato d'Israele viene proclamato il 14 maggio 1948. La
guerra continua, e all' inizio del 1949 Israele vince conquistando il
73% della Palestina. I rifugiati palestinesi sono ora 725.000.
Ai palestinesi, alla fine della guerra, rimane Gaza e la Cisgiordania.
Nel 1956, Israele attacca l'Egitto conquistando Gaza e il Sinai, ma gli
USA li convincono a ritirasi un anno dopo.
Nel 1964 gli Stati arabi creano l'Organizzazione per la Liberazione
della Palestina (OLP).
Nel Maggio 1967 il presidente egiziano Nasser stringe un patto di difesa
con la Giordania. Ma Israele non aspetta, e nel Giugno 1967 attacca
l'Egitto. E' la nota Guerra dei 6 Giorni. In un baleno Israele occupa il
Sinai, Gaza, la Cisgiordania, parte del Golan siriano e Gerusalemme Est.
Nel Novembre 1967 il Consiglio di Sicurezza dell'ONU condanna la
conquista dei territori da parte di Israele con la risoluzione 242, che
specificamente chiede il ritiro israeliano dai territori occupati nella
Guerra dei 6 Giorni.
1973, attacco egiziano e siriano a sorpresa contro Israele (guerra del
Kippur). Israele è in seria difficoltà, e solo grazie a un massiccio
aiuto militare americano si riprende e addirittura avanza nel Golan.
La base della guerriglia dell'OLP si sposta nel Libano del sud. Nel 1978
Israele invade il sud del Libano. Di nuovo il Consiglio di Sicurezza
dell'ONU condanna l'invasione con la risoluzione 425, e tenta di
separare i belligeranti con un contingente di caschi blu (UNIFIL).
Nel Settembre 1978 il presidente egiziano Sadat va a Camp David negli
USA, dove firma i famosi accordi con Israele. Israele in cambio si
ritira dal Sinai. Sadat firma a Washington il 26 marzo 1979 la pace con
Israele, primo Stato arabo a farlo.
Nel 1982 Israele reinvade il Libano, e arriva fino a Beirut. Gli USA
mediano nella fuga da Beirut dell'OLP e di Arafat, ma nessuno protegge i
civili palestinesi: strage nel campo profughi di Sabra e Chatila.
Israele si ritirerà dal Libano (esclusa una fascia al sud) nel 1985.
Dicembre 1987. Nei territori occupati il pugno di ferro di Israele trova
ora un fronte unito, e i giovani palestinesi si lanciano nell'Intifada
(sollevazione).
Nel 1988 Arafat rinuncia ufficialmente al Terrorismo e accetta la
risoluzione 242, implicitamente riconoscendo l'esistenza di Israele.
1993: a Oslo si svolgono colloqui segreti fra l'OLP e il laborista
israeliano Shimon Perez con mediazione norvegese di Joan Jorgen Holst.
Il 9 Settembre 1993 Arafat firma la lettera di riconoscimento dello
Stato di Israele, e Israele il 10 Settembre riconosce l'OLP come il
legittimo rappresentante dei palestinesi.
Lunedì 13 Settembre 1993 Arafat e Rabin a Washington firmano una
Dichiarazione di Principi, che comprende il mutuo riconoscimento di
Israele e dell'OLP, il ritiro israeliano da Gaza e da Jerico, e un non
meglio specificato ritiro israeliano da alcune aree della Cisgiordania
entro 5 anni (accordi di "Oslo").
A partire dal 1999 il premier israeliano Barak concede ad Arafat alcuni
territori in più, e a metà del 2000 l'Autorità Palestinese si trova a
controllare il 40% della Cisgiordania e il 65% di Gaza. Ma stiamo
parlando di pezzetti di territorio palestinese scollegati e interamente
circondati da insediamenti ebraici, e controllati giorno e notte da
cordoni di militari israeliani.
Nel luglio del 2000 il presidente americano Clinton convince Arafat e il
premier israeliano Barak ad andare a Camp David (USA) per finalizzare
gli accordi di Oslo. L'incontro naufraga in un nulla di fatto.
28 Settembre 2000. Ariel Sharon, leader dell'opposizione israeliana,
sfila a piedi presso la moschea di Al Aqsa a Gerusalemme, che è uno dei
luoghi più sacri della religione musulmana. Questo viene visto come un
oltraggio imperdonabile, e i palestinesi si lanciano nella seconda
Intifada.
Nel febbraio 2001 il laborista Barak perde le elezioni e diviene premier
Ariel Sharon del partito Likud.
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