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I principi della casa naturale
La natura, seppure ostacolata dalla presenza di sostanze inquinanti, rinnova l’aria esterna in molti modi...
Anno di pubblicazione: 2003 - ©
di: Simona Montruccoli
Da
larici.it
-

- Garantire che aria e acqua siano igienicamente sicure,
libere da agenti inquinanti (specialmente il radon), con una
sufficiente umidità e un’equilibrata presenza di ioni
negativi.
Sfruttare i flussi d’aria e la
ventilazione naturale
La natura, seppure ostacolata dalla presenza di sostanze
inquinanti, rinnova l’aria esterna in molti modi: con l’azione
batterica del sole, con l’eliminazione del biossido di carbonio
e la restituzione dell’ossigeno da parte delle piante e con
l’effetto di lavaggio della pioggia che è l’unica in grado di
far cadere le sostanze inquinanti più pesanti. L’introduzione
controllata di aria esterna può aiutare a difendere la nostra
casa dal troppo caldo a costo praticamente nullo.
L’effetto raffrescante avviene essenzialmente in due modi:
realizzando condizioni di benessere termico individuali
(raffreddamento della pelle ed evaporazione del sudore) e
raffreddando le strutture dell’ambiente interno attraverso
scambi termici tra le pareti e l’aria.
La ventilazione naturale di un ambiente può essere sfruttata in
due modi mediante i fenomeni di pressione e depressione
determinati dall’azione del vento sull’involucro esterno
dell’edificio.
Nel primo caso viene utilizzato il principio dell’effetto
camino: l’aria calda, più leggera di quella fredda, tende a
salire richiamando altra aria fredda. Le differenze di
temperatura che si possono creare all’interno dell’abitazione
sono in genere dovute alla presenza di locali più o meno
soleggiati, quindi più o meno caldi. Maggiore è la differenza di
temperatura e maggiore sarà la differenza di pressione: questo
spiega come mai in inverno è più semplice ricambiare l’aria di
un ambiente aprendo semplicemente la finestra per qualche
minuto.
Molto più sfruttabile è il secondo fenomeno: quando un edificio
è investito dal vento, la parete direttamente interessata è
soggetta a una forte pressione, mentre la parete situata dal
lato opposto, detta sottovento, è interessata da una
depressione. La differenza di pressione tra le due facciate, che
dipende dalla velocità con cui il vento investe l’edificio, è
sufficiente a creare una ventilazione naturale degli ambienti.
Per sfruttare bene la ventilazione naturale, quindi, è
importante che l’appartamento abbia il riscontro d’aria, che sia
cioè caratterizzato da almeno due locali situati in lati
opposti. Solo in questo modo, infatti, si verificano le
indispensabili condizioni di differenza di pressione.
Gli appartamenti che si affacciano solo su un lato
dell’edificio, invece, possono sfruttare molto meno la
ventilazione naturale: per essi sarà indispensabile una
ventilazione meccanica. Affinché la ventilazione avvenga, è però
necessario che esistano delle aperture. Sebbene le pareti in
genere non siano completamente impermeabili al passaggio
dell’aria, sono i serramenti gli elementi che maggiormente
influiscono sulla ventilazione naturale. Un serramento a tenuta
stagna non è in grado di garantire alcun tipo di infiltrazione
né in estate né in inverno. La ventilazione, in questo caso, può
essere controllata solo prevedendo delle aperture, dotate di
serrande, che andranno poste nelle pareti esterne
dell’appartamento. La loro apertura o chiusura consente un
minimo di regolazione della quantità d’aria che attraversa la
casa, mentre il loro posizionamento permette di controllare
l’andamento dei flussi.
La tipologia della finestra può influire sulle possibilità di
regolazione del flusso d’aria.
Le finestre più comunemente usate sono quelle a battente a uno o
due ante. In questo caso la portata può essere variata da un
valore minimo a un massimo aprendo più o meno le ante, mentre la
direzione del flusso può essere semplicemente deviata
modificando la posizione delle ante stesse.
Nelle finestre con saliscendi a contrappeso, l’apertura massima
può raggiungere solo la metà dell’anta totale: l’apertura,
dall’altra parte, può essere nella parte superiore, in quella
inferiore o metà sopra e metà sotto. In questo caso è possibile
creare una circolazione naturale dell’aria: l’aria fresca entra
nella parte inferiore, mentre quella calda esce dalla parte
superiore.
La finestra a ribalta offre l’indubbio vantaggio di garantire la
ventilazione anche in presenza di pioggia.
Le finestre tradizionali possono essere rese più efficienti se
corredate di semplici accessori. Nel caso delle finestre ad
ante, ad esempio, è molto utile installare dei semplici
meccanismi che consentano di mantenere le aperture fisse in
determinate posizioni, questo per evitare che le ante sbattano
in presenza di vento o brezza.
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