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Il meme è tra noi
Per la memetica, le idee contagiose sono come virus che saltano
di cervello in cervello Anno di pubblicazione:
2003 - © di Elena Cipriani
Da Libero
Religioni, ideologie, giù giù fino alle mode. Tutta colpa (o
merito) del meme, un'idea che si replica infettando come un
parassita le menti, alterandone il comportamento e inducendole a
propagarla. I tormentoni estivi o i jingle pubblicitari? Tipici
meme, anzi, secondo il dizionario memetico, "vermi delle
orecchie". Gli slogan dei politici? Meme. Le leggende
metropolitane? Meme. Internet? Un complesso di meme o mememplex.
Non è un film dell'orrore o un romanzo di Philip K. Dick: a
concepire termine e teoria, il biologo Richard Dawkins, che per
primo ne parlò in un libro del 1976 sull'evoluzionismo
darwiniano, The Selfish Gene (Il gene egoista).
Per Dawkins i geni sono la più piccola porzione di Dna, unità
immortali che sopravvivono "passando attraverso un gran numero di
corpi successivi": gli uomini sarebbero soltanto veicoli della
loro longevità. Se il gene è l'unità minima dell'evoluzione
naturale, "meme" è l'unità minima della dell'evoluzione
culturale. Proprio come i geni si propagano saltando di corpo in
corpo tramite spermatozoi o cellule uovo, così i meme si
propagano saltando di cervello in cervello tramite un processo di
imitazione.
La terminologia memetica fa pensare più alla fantascienza che
alla scienza, ma ciò non le toglie fascino. Per esempio, una
persona infettata da un meme con successo diventa un'ospite. C'è
poi l'ingegnere memetico, che è chi consciamente realizza i meme
con l'intento di alterare il comportamento di altri (tipici
esempi, i pubblicitari). Il membot (meme-robot) è una persona la
cui intera vita è stata subordinata alla propagazione di un
determinato meme: insomma, un fondamentalista. Un membot
autodistruttivo diventa un memoide, cioè una persona il cui
comportamento è cosi fortemente influenzato da un meme che la
propria sopravvivenza diventa assolutamente irrilevante: insomma,
un terrorista o un kamikaze.
Esiste anche un'allergia che spinge le persone a reagire
violentemente in presenza di uno specifico meme. Ne sono esempi
la pornofobia, anticomunismo paranoico, omofobia. Per ogni meme
esiste poi un vaccino - meme anch'esso - che conferisce
resistenza o immunità permettendo di non essere infettati. I
tipici immuno-meme sono la fede, lo scetticismo, la tolleranza.
Infine, ci sono anche meme dormienti, cioè momentaneamente senza
ospiti umani. Gli antichi geroglifici egiziani giacciono
dormienti per millenni in testi nascosti o non tradotti,
aspettando di riattivarsi infettando gli archeologi.
La teoria di Dawkins ha sedotto molti altri studiosi e la
memetica, che studia le strategie di contagio delle idee, è oggi
una discilplina di successo. A testimoniare l’epidemia c'è il
web, il diffusore memetico più potente in assoluto, che è tutto
un fiorire di siti dedicati all'argomento. Il meme ha finito col
diventare un meme così come chi legge (e chi scrive) dovrebbe
essere cosciente di esserne appena stato infettato.

Virus della mente Un libro, e un sito, sulla scienza del meme
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