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Onorevoli sul lettino
Deputati che prendono decisioni dopo sedute spiritiche,
narcisisti e sanguigni. Lo strizzacervelli di Montecitorio ci svela le
menti dei nostri politici
Anno di pubblicazione: 2003 - © di Antonella Laudonia
Da Libero
Un gruppo di deputati italiani
appassionati di spiritismo formano una catena
intorno a una medium. «Donna... morta... amore...»: la medium
farfuglia anche la parola «casa». Uno dei partecipanti crede di
riconoscere nella luce biancastra sua moglie defunta,
che quando era in vita aveva sempre sognato un'abitazione migliore. «Ho
capito il messaggio dello spirito. Ho bisogno del
vostro aiuto per i permessi edilizi e
per i finanziamenti: costruirò un centro
residenziale». È così che può nascere la complicità anche tra
politici di schieramenti contrapposti su un progetto che ha
alla base un'incredibile esperienza spiritistica.
Accade ai nostri onorevoli. Accade agli uomini che alla
Camera dovrebbero votare provvedimenti e leggi
con i piedi ben piantati per terra. E che invece, in alcuni
casi, sono dominati dalla forza irrazionale della
scaramanzia. Sì, perché "il superstizioso",
non è altro che uno dei sette identikit psicologici di uomini
politici tratteggiati dallo psichiatra e psicanalista
Piero Rocchini, per nove anni consulente in psicologia
clinica a
Montecitorio, nel suo recente libro "Onorevoli
sul lettino" (Marco Tropea Editore). Pensieri
inconfessabili, paure, tic e manie,
angosce e frustrazioni, complessi d'inferiorità: questo
e altro ancora portano con sé i potenti d'Italia sul lettino
dello psicanalista. Le debolezze e le ansie
degli uomini di potere sono messe a nudo da un
testimone privilegiato, che da anni li segue in terapia.
Rocchini nel suo saggio traccia sette - come i
peccati capitali - profili
psicologici
di politici, individuati tra i tipi più diffusi nell'Italia di oggi:
il narcisista (vedi box a lato), il
sanguigno (vedi box a lato), il superstizioso,
l'ossessivo, l'ipocondriaco,
il dipendente, il depresso.
Rocchini non manca di mettere in guardia gli elettori
contro i rischi e gli inconvenienti che potrebbero provocare alcuni
personaggi definiti "potenzialmente pericolosi", se
posti in posizione di potere. «Nell'attuale giungla politica - chiarisce
lo psichiatra - per riuscire a orientarsi occorre distinguere tra le
diverse motivazioni che hanno spinto il candidato a entrare
nella competizione elettorale: il desiderio di notorietà, il
bisogno di far parte di un gruppo o la brama di potere? Gli elettori
devono andar oltre la facciata mostrata dal candidato,
anche se egli si ribella all'idea che la sua privacy
venga violata. Negli Usa è diverso: per esempio, tempo
fa ho potuto controllare l'esame di ammissione all'Università di
George W. Bush (da cui si ricava il quoziente
d'intelligenza), cosa che da noi sarebbe impossibile. Ma è
ingiusto: dovremmo poter sapere di più su chi chiede i nostri
voti». Insomma, attraverso «l'esame, anche durante un dibattito
televisivo, di pregi e difetti dei politici che abbiamo
possiamo conoscere i nostri rappresentanti ancora prima di eleggerli».
Ma - gli domandiamo - lei è uno degli psichiatri "istituzionali"
per gli onorevoli?
Fino a qualche anno fa esisteva una lista ufficiale di psicanalisti. Ora
non c'è più, ma ciascun deputato ha ancora diritto al rimborso totale
per lo psicoterapista che sceglie liberamente.
Come avviene in concreto, i suoi pazienti si incontrano da lei?
Ognuno sa dell'altro onorevole?
La discrezione è assoluta: si danno appuntamenti in modo da evitare che
si incontrino. Certo, poi ci sono alcuni di loro che lo raccontano
spontaneamente e altri che preferiscono mantenerlo segreto.
Vengono da lei più da destra o da sinistra?
Ho visto in tutta la mia carriera 300 onorevoli. In questo momento ne
seguo sette. Ma le assicuro che una distinzione come questa è
impossibile, per come sono diventati i politici oggi: contano sempre
meno le ideologie e sempre più i personaggi, che non sono più così
diversi da una parte all'altra. Si può notare invece una differenza tra
appartenenti a vecchi partiti storici (con valori più stabili e più
soggetti a crisi d'identità e problemi familiari) e uomini dei nuovi
partiti leggeri (meno a rischio di crisi e quindi meno bisognosi di una
mia terapia)
Lei traccia 7 identikit psicologici di politici. Qual è secondo
la sua esperienza professionale il tipo predominante nella nostra classe
politica?
Senza dubbio "il narcisista", seguito dal "sanguigno". Il
narcisista tende a circondarsi da una squadra di scarso valore e di
persone non competitive con lui perché vuole il palcoscenico per sé.
E qual è il più "pericoloso", quello da cui stare maggiormente
alla larga nel segreto dell'urna?
Il sanguigno, perché avendo unicamente una sola motivazione al
potere, potrebbe fare qualunque cosa per raggiungerlo e mantenerlo. Ma
ha una forte personalità e nei momenti di forti crisi potrebbe essere
molto utile in quanto carismatico.
Se le faccio dei nomi di politici noti, lei mi dà una un
inquadramento in uno dei suoi sette tipi? (Berlusconi,
Fini, Casini, Bossi, Prodi, Fassino, Rutelli, Bertinotti)
A parte Bossi, che è l'unico che incarna appieno il tipo "sanguigno",
gli altri sono per lo più dei narcisisti. Escluderei Fassino, che
conosco troppo poco, e includerei tra i narcisisti anche D'Alema.
Nel libro, nella sezione dedicata ai superstiziosi, lei parla di
alcuni onorevoli che facevano sedute spiritiche, trasversalmente (uomini
e donne di destra, centro e sinistra). Come si fa a fidarsi di persone
che uscite da Montecitorio vanno da una medium e si affidano agli
spiriti per risolvere i problemi politici?
Sicuramente anche il superstizioso è parecchio pericoloso, se
si supera un certo limite. Finché si parla di fare le corna
scaramanticamente, è un conto. Ma chi prende decisioni sotto l'effetto
di una seduta spiritica, rischia di essere manipolato da qualcuno che ha
deciso per lui. Il pericolo è significativo: basti pensare -
storicamente parlando - a Hitler e alle sue sedute spiritiche... La
lobby spiritista in Parlamento c'è, ed è anche piuttosto numerosa. E
difficile da riconoscere.
Detto da chi se l'è sentito raccontare dal suo lettino...
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