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Un sì quel giorno leva l’elettrodotto di
torno
Il 15 giugno, vota sì contro l’elettrodotto coattivo, per
l’energia alternativa, per proteggere i bambini
Anno di pubblicazione: 2003 - © Tratto da:
www.elettroreferendum.it
 I referendum per l'abrogazione dell'elettrodotto coattivo,
per le limitazioni al divieto di residui tossici negli
alimenti, per l'abrogazione delle procedure semplificate e
degli incentivi finanziari per la realizzazione e l'utilizzo
degli inceneritori, sono stati sostenuti da oltre
cinquecentomila elettori che li hanno sottoscritti. Siamo
chiamati ad esercitare il diritto democratico dei cittadini
ad abrogare leggi ingiuste mediante lo strumento
referendario.
L' esercizio di tale diritto appare ancora più importante
dopo la decisione della Corte Costituzionale, basata sulla
erronea convinzione che, di fatto, non è possibile un'
alimentazione con cibi privi di sostanze tossiche, per la
prima volta afferma in punto di diritto che il cittadino non
ha diritto alla preservazione della sanità del proprio corpo
evitando l'assunzione di cibi contaminati, si badi, non da
impurità o liquami, nocivi in potenza, ma da sostanze
tossiche, cioè sicuramente nocive.
La Corte Costituzionale non ha soltanto denegato il diritto
del cittadino a veder applicato, in settori così importanti
come l'alimentazione e lo smaltimento dei rifiuti, il
principio di precauzione, che la Comunicazione della
Commissione Europea del 22 febbraio 2000 indica come
applicabile anche ai fini della tutela della salute. La
Corte ha negato in questa circostanza l' applicabilità del
principio di tutela dagli effetti avversi alla salute
accertati! - quali sono quelli delle sostanze tossiche -
garantito dall'art. 129 del Trattato di Roma del 1957.
Parimenti
la Corte Costituzionale ha inopinatamente cassato il
referendum finalizzato all'abrogazione delle procedure
semplificate e gli incentivi finanziari per la realizzazione
e l'utilizzo degli inceneritori. E che il diritto a nuocere
sia ritenuto una conseguenza del sistema produttivo e che
sotto questo aspetto il sistema produttivo vada tutelato
impedendo che sia modificato a seguito dell'esito di un
referendum, vuol dire che le istituzioni democratiche - e
cosa di più democratico del voto popolare nel referendum? -
e la democrazia stessa sono rese serve di un sistema
economico che esige i suoi tributi di morte e di malattia.
Votare SI' al referendum contro l'elettrodotto coattivo
assume quindi anche il significato del riscatto dei
cittadini, dei lavoratori e dei consumatori verso la
negazione di democrazia della Corte Costituzionale. Milioni
di elettori potranno esprimersi su un quesito di grande
importanza dalle implicazioni sanitarie, ambientali e
sociali in quanto:
- l'elettrosmog appare un esempio tipico del conflitto
che nei prossimi anni sempre più spesso vedrà confrontarsi
da un lato la popolazione -consumatori e lavoratori-,
dall'altro i centri finanziari padroni del mercato globale,
che possono decidere di introdurre una nuova tecnologia
indipendentemente dai rischi ad essa connessi e da un
consenso informato della popolazione su tali rischi: ciò è
accaduto, recentemente, con i mangimi animali che hanno
determinato la BSE, con gli OGM e sta avvenendo ora con la
introduzione di biotecnologie connesse alla clonazione e
alle terapie geniche; in passato ciò è accaduto con
l'introduzione di materiali da costruzione come l'amianto,
dei pesticidi nelle coltivazioni, delle centrali nucleari
(solo in Italia il popolo è stato chiamato a pronunciarsi
sulla tecnologia nucleare). Non è un caso che l'elettrosmog
sia stato uno primi campi di applicazione del principio di
precauzione ed anche il settore dove lobbies
parascientifiche ne hanno negato l'applicabilità ora
smentite dall' Organizzazione Mondiale della Sanità.
- la distorsione economica a favore degli elettrodotti
ostacola il ricorso alle energie alternative che, come
l'energia solare e il ciclo dell'idrogeno, non hanno bisogno
di lunghe linee di trasporto della corrente in alta
tensione.
L'elettrosmog è il tema sanitario e ambientale sul quale
più desta appare l'attenzione dell'opinione pubblica in
Italia: sono centinaia i comitati anti elettrosmog sorti
spontaneamente in tutta la penisola, capaci di aggregare
altre realtà associative e di svolgere la propria battaglia
a difesa della salute e dell'ambiente; e sempre nuova
materia è fornita dall'affacciarsi di nuove tecnologie di
comunicazione e dell'inutile competizione nel settore della
produzione e del trasporto dell'energia.
Il Comitato Promotore del Referendum per l'abrogazione
delle servitù coattive da elettrodotto
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