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Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sull’11 settembre 2001, ma che non avete mai osato chiedervi

Come Philip Dick è capace di smontare la realtà e di far crollare tutte le certezze. Come Robert Sheckley è capace di riderci sopra. Ma per quanti paragoni si possano cercare, l'unica cosa certa è che Roberto Quaglia è unico. E forse è una fortuna.

Anno di pubblicazione: 2003 - © di Roberto Quaglia
Tratto da: http://www.delos.fantascienza.com/delos/80/80205/
(seguito di: Il crollo dell'Impero Americano, il film)

Avviso ai naviganti.
Questa è una rivista di fantascienza. Questo è un articolo di fantascienza. Ciò che segue è pura speculazione, e quindi non è vero. Nessun tribunale lo ha certificato vero. Nessun giornalista lo ha scritto. Nessun telegiornale lo ha detto. Quindi non è vero. Non sostengo che per contro sia falso. Consideratelo come il gatto di Schrödinger, una creatura contemporaneamente e paradossalmente sia viva che morta, sia vera che falsa, sino al momento in cui qualcuno andrà davvero a controllare come stanno le cose. Oppure, se questo vi riesce problematico, fate semplicemente così: non credete una singola parola di ciò che da questo momento in poi segue, e godetevi il viaggio nel paese delle meraviglie facendo bene attenzione al paesaggio.

Nulla sarebbe ciò che è
Perché tutto sarebbe ciò che non è
Ed anche il contrario - ciò che è, non sarebbe
E ciò che non sarebbe, lo sarebbe
Vedi?
Da "Alice nel Paese delle Meraviglie", di Lewis Carroll

Devo ammetterlo. C'ero momentaneamente cascato anch'io. C'era cascata Oriana Fallaci. Ci eravamo cascati tutti.

Scrivevano Silvio Sosio e Luigi Pachì nell'editoriale del numero 69 di Delos, settembre 2001: Non è facile occuparsi di fantascienza, quando la realtà si spinge più avanti delle peggiori fantasie, sorpassa scorrettamente sulla destra, e alla fantascienza sembra non resti più nulla da dire.

Sullo stesso numero, su Pensiero Stocastico anch'io affrontavo l'argomento a modo mio, credendo anch'io - come le vittime di Orson Wells molti decenni prima - che stesse andando in onda la Realtà, anziché - come sarebbe venuto fuori in seguito - il primo episodio di una nuova serie di fiction televisiva popolare. Già verso sera dell'11 settembre, tuttavia, qualche dubbio mi era venuto, ma non lo avevo preso sul serio, archiviandolo nello sgabuzzino delle paranoie gratuite. I dubbi erano in me generati da una semplice analisi del cui prodest, cioè chi è che alla fine ci andrà a guadagnare in tutta questa faccenda. Probabilmente il 90% di tutti i misteri politico-criminali del mondo si possono risolvere rispondendo in modo lucido a questa semplicissima domanda coniata dai nostri saggi antenati. Mancavano però i dati per dare sostanza alle fantasie, o comunque mancavano a me. Altri avevano già capito tutto. Il comandante in capo dell'aviazione russa Anatoli Kornukov, tanto per fare un esempio, dichiarò già il giorno seguente all'attentato che portare a termine un'operazione del genere va generalmente considerato impossibile (1), mentre Putin offrì ironicamente agli americani la disponibilità della Russia a provvedere in futuro alla protezione dello spazio aereo statunitense. Tom Clancy dichiarò che se avesse scritto un libro nel quale si verificassero gli eventi appena avvenuti, nessun editore lo avrebbe pubblicato, giudicandolo completamente inverosimile.

Al momento in cui scrivo è trascorso un anno e mezzo da quel fatidico giorno e i dati, nel frattempo, sono saltati fuori e sono alla portata di tutti. Certo non li troverete a titoli cubitali sui grandi giornali quotidiani, né nei telegiornali o nelle parole dei commentatori cacasotto segnati dal terrore di non apparire politically correct e di perdere i loro privilegi. Ma nelle pieghe della realtà oggi i dati ci sono, basta saperli trovare. E su Internet, per fortuna, pieghe della realtà ce ne sono a sufficienza, ed è lì - e non sui mass media schiavi di forze occulte e conformismi stolidi - che le informazioni vanno cercate nell'ultima release del Villaggio Globale.

Vi invito a non credere a quanto state per leggere, fate conto di affrontare la lettura di un racconto di fantapolitica e godetevelo come se non fosse vero. Anche perché se fosse vero sarebbe più faticoso goderselo. Prometto di confondervi, questo sì, moltissimo. Non sono qui per rivelarvi la verità. Lungi da me questa presunzione che tutti palesano! Mi basta disturbare il vostro sonno della ragione, insinuarmi in quel sogno ad occhi aperti in onda nei vostri cervelli dal giorno in cui senza che voi decideste di andare al cinema, il cinema venne da voi travestito da cronaca, il giorno in cui il più straordinario colossal mediatico di tutti i tempi, l'attacco terroristico dell'11 settembre 2001, ebbe la sua gloriosa e indimenticabile Prima Televisiva a reti unificate in tutto il mondo. Grande spettacolo, grandi effetti speciali! Ma la superba magia di questa opera di fiction può venire apprezzata solo addentrandosi in profondità nell'esecuzione del prodotto. Il backstage di America under Attack è in realtà il vero capolavoro; scoprire chi sono effettivamente gli attori e chi le comparse, chi i registi e chi i produttori, apprezzare il coraggio degli stuntman, ammirare il genio degli sceneggiatori, rimanere a bocca aperta di fronte all'ingegno dei grandi ed inarrivabili maestri americani di effetti speciali.

Non diremo tuttavia nulla di vero, è bene che questo lo teniate sempre bene chiaro in mente. Lo scopo è giocare coi dati esistenti e riorganizzarli a piacere, per comporre una storia differente e meno noiosa da quella che la tivù ci ha mostrato. La Realtà in sé non esiste. Della Realtà esistono però narrazioni. Alcune narrazioni sono tecnicamente più pregevoli di altre, ma nessuna è comunque mai vera. E' il limite del nostro cervello, quello di credere che storie vere esistano, che la realtà sia davvero conoscibile. Quanti drammi patetici si sono articolati a partire da questa falsa premessa! Ma abbiamo filosofeggiato abbastanza, è ora di passare alla nostra storia, alla nostra cruenta storia di diabolici intrighi ed illuminata mistificazione, prima che il pubblico annoiato evapori, disertando la piazza della nostra stramba eloquenza.

Nella mente di noi tutti esiste una storia, ed è la storia di ciò che avvenne l'11 settembre 2001 a Manhattan, New York. Questa storia esiste in effetti nella mente di quasi tutte le persone del globo terrestre, almeno quelle che vivono in regioni raggiunte dalla televisione. Ma anche nelle zone più remote e selvagge delle zone meno civilizzate del pianeta, sono convinto che brandelli di questa stessa storia siano comunque giunti. Questo è quel che si chiama un grande successo di pubblico! Poche storie vengono raccontate in modo uguale in tutto il mondo. Quella dell'11 settembre 2001 è una di queste. Neanche la storia di Dio viene raccontata in modo uguale ovunque (si guardi quante religioni ci sono!). La storia dell'11 settembre 2001 invece è unica e univoca. Quale maggiore eresia quindi che dimenticarsi per un attimo la storia dell'11 settembre 2001 ed avventurarsi nel vergine territorio inesplorato di un'altra storia dell'11 settembre 2001? Partiamo, ordunque: che lo scisma dei memi abbia finalmente inizio! Sarà il meme scismatico contagioso come quello da cui esso è mutato?

Per raccontare un'altra storia dobbiamo innanzitutto ipotizzare che la storia esistente sia tutta o in parte falsa. E' una mera necessità tecnica, quindi non me ne si voglia se io sono in questa fase costretto ad introdurre questa fastidiosa ipotesi. Non c'è alcun bisogno che smettiate di credere alla storia che già conoscete - anzi! Vi invito caldamente a conservare tutte le vostre convinzioni esistenti, senza confondere la mia narrazione con qualcosa di reale.

Se, per mere necessità tecniche, dobbiamo assumere che l'originale storia dell'11 settembre 2001 è tutta o in parte falsa, la nostra nuova storia non può prescindere da un teorema del complotto. Lo so, è banale, d'altra parte tutte le storie del mondo sono alla fine dei conti banali, e le buone storie degli altri mondi sono ancora confinate agli altri mondi cui appartengono.

Un buon complotto ha bisogno di cospiratori (sennò diventa una faccenda soprannaturale). Dato che la storia è eretica ed alternativa, i cospiratori possono essere scelti solo tra quelli che nella storia ortodossa svolgono il ruolo dei Buoni.

Iniziamo in sordina, con semplicità, senza eccessive macchinazioni. Partiamo con una revisione minimale della storia, tanto per prepararci il palato.

Storia rivisitata dell'11 settembre 2001, versione 1.0 (soft)

I servizi segreti americani, il Pentagono e l'amministrazione Bush erano perfettamente a conoscenza di quanto stesse per accadere l'11 settembre, e diedero precise disposizioni affinché i sistemi di difesa aerea - che in questi casi scattano automaticamente - non si attivassero. Essi volevano carta bianca dal popolo americano per andarsi a prendere il petrolio dove sappiamo e ridisegnare a proprio vantaggio la mappa geopolitica del continente eurasiatico, e l'unico modo per ottenere il consenso interno necessario ad avviare nuove guerre era terrorizzare a sufficienza il popolo americano. Il seguito degli eventi ha dimostrato che il metodo era funzionale. Il governo degli Stati Unito ha ottenuto dal proprio popolo carta bianca per fare letteralmente ciò che vuole, ha abolito diritti civili a raffica e stando agli ultimi episodi sta attaccando la libertà di stampa. Ed è per raggiungere questi obiettivi che, essendo venuti a conoscenza dei piani di Al Qaeda, essi avrebbero deciso di lasciarli giungere a buon termine. Questa versione dei fatti sembra plausibile. Ha però alcuni importanti punti deboli. Per esempio: perché i terroristi si sono gettati contro le Torri Gemelle di primo mattino, quando esse erano pressoché vuote? Un paio di ore dopo e le vittime sarebbero state decine di migliaia. Perché non le hanno colpite più in basso, aumentando a tal modo quantità di vittime e probabilità di crollo? Non vi siete mai posti queste domande? Ponetevele adesso, giocate anche voi a Sherlock Holmes 1.0! Perché i terroristi si sono gettati contro le Torri Gemelle prima che si riempissero davvero di gente? Ponetevi la domanda e datevi una risposta, ma non una risposta qualsiasi: una risposta che vi convinca!, altrimenti non vale. Non stiamo parlando di un happening qualunque improvvisato un bel giorno da quattro gatti in cerca di avventure. In un evento del genere tutto viene meticolosamente ponderato e perfettamente analizzato da chi lo organizza, quindi nulla avviene a casaccio. Il timing - la scelta del momento - in questo genere di operazioni è un elemento essenziale. Perché allora gli aerei non sono stati dirottati contro le torri in un qualsiasi altro momento della giornata, facendo 10 volte più vittime? Perché non hanno destinato almeno uno degli aerei contro la centrale nucleare di Indian Point, a meno di 40 chilometri da New York? Uno dei due aerei l'ha sorvolata sette minuti prima di raggiungere le torri, l'altro ci è passato vicino, a meno di due minuti di volo. Scegliendo la centrale nucleare tra l'altro i terroristi avrebbero minimizzato i rischi di venire intercettati dai caccia americani (come di norma sarebbe dovuto accadere - e non vorrete certo insinuare che i terroristi sapessero fin dall'inizio che i caccia non si sarebbero alzati in volo per intercettarli!) nei sette minuti di volo che ancora ci volevano per raggiungere Manhattan. Colpendo la centrale nucleare avrebbero potuto facilmente causare un disastro assai peggiore di quello di Cernobyl provocando milioni di morti (i reattori non sono stati costruiti per resistere all'impatto di un Boeing 767 pieno di carburante (2)) e mettere davvero in ginocchio l'odiato nemico. Invece no, i terroristi crudeli non erano sotto sotto così cattivi, e chissà perché hanno agito in modo da provocare la minor quantità di morti possibile, con il massimo effetto spettacolare. Anche sul Pentagono avrebbero potuto fare danni assai più consistenti mirando a qualsiasi altro punto dell'edificio. Se ad organizzare l'attentato è stata veramente Al Qaeda, non ci sono forse gli estremi per ritirare loro la patente di terroristi, per manifesta incompetenza? In criminologia, l'analisi del movente è un tassello fondamentale per giungere alla verità. Quale movente potevano avere i terroristi a causare la minor quantità di morti possibile con il loro attacco? E se la minor quantità di morti non era il loro obiettivo, perché essi non hanno agito diversamente, in modo assai più letale, dato che potevano farlo?

Ma il vero punto più debole nella versione soft del complotto è l'assurda passività dei servizi segreti americani, relegati al ruolo di spettatori inerti di quanto stava avvenendo, un ruolo che ad essi proprio non calza. Non hanno il Physique Du Rôle per il personaggio dello spettatore inerte! Il che ci conduce alla versione hard di questa storia.

Storia rivisitata dell'11 settembre 2001, versione 2.0 (hard)

I servizi segreti americani non se ne sono stati con le mano in mano per anni e anni ad attendere speranzosi che finalmente qualcuno progettasse un attentato come si deve in America per poter finalmente fare ciò che poi hanno fatto (guerre, abolizione diritti civili, ecc.), hanno invece attivamente partecipato all'organizzazione degli attentati.

Dovendo scegliere, ritenete più credibile la prima versione soft o questa nuova versione hard? D'altra parte, c'è davvero una differenza morale sostanziale tra l'una e l'altra? A me non pare, e credo che anche gli autori del complotto lo sappiano benissimo, ragione per cui non si capisce perché una volta scelta una linea d'azione avrebbero dovuto limitarsi a fare il tifo affinché i terroristi decidessero ad entrare in azione di propria iniziativa, anziché assumere un ruolo attivo più consono alle peculiarità e tradizioni del loro ruolo e assicurarsi che le cose necessarie fossero fatte bene e per tempo. Sarebbero incredibilmente stupidi se, giudicando conveniente un eclatante attacco terroristico contro il popolo e i simboli americani, ovinamente attendessero girando i pollici che qualcun altro decidesse di occuparsene di propria iniziativa. E se ancora pensate che esitino per via dell'aspetto morale dell'operazione, avete ancora un'idea fanciullesca del mondo. Non siete convinti? Credete che nessuno potrebbe giungere a tanto? Vi gioverà allora apprendere che secondo documenti declassificati americani (quindi sono informazioni ufficiali) già quarant'anni fa la CIA aveva progettato eclatanti attentati terroristici contro la propria stessa popolazione civile (affondamenti di navi, bombardamenti di Washington, ecc.), attentati che sarebbero stati attribuiti al regime di Fidel Castro e che avrebbero funto da pretesto per l'invasione americana di Cuba. Tali piani furono presentati per approvazione a John F. Kennedy, il quale si rifiutò di firmarli e da quel momento in poi palesò intenzioni di smantellare la CIA o comunque ridurne sensibilmente il potere. Pochi mesi dopo fu assassinato, segno che anche quarant'anni fa in politica fioccavano le coincidenze.(3) Davvero credete che con il passare degli anni una crisi di coscienza abbia fatto diventare la CIA più buona?

Anche perché stavolta c'era da rispettare una tabella di marcia. E' ormai dimostrato che la guerra in Afghanistan fosse già stata programmata da un anno, non perché i Talebani puzzino, ma perché con loro non si riusciva a giungere a un accordo per fare passare un oleodotto importante. Era già stato addirittura deciso l'inizio della guerra: ottobre 2001. Mancava però il pretesto per la guerra, ma come si è visto il pretesto è magicamente comparso esattamente nel momento in cui ce ne è stato bisogno.

Tutto ciò però non è davvero credibile, è il naturale pensiero che a questo punto chiunque abituato alla vecchia storia avrebbe, teoria affascinante, ma irrealistica. Se questo fosse vero, a qualcuno in America sarebbe venuto qualche sospetto.

Nessun problema. Abbiamo architettato bene la nostra piccola grande eresia, e la nostra storia tiene quindi conto anche della gente che in America ha subito avuto sospetti. Ed è infatti qui che entra in scena un personaggio nuovo ed apparentemente cattivissimo: l'antrace.

La minaccia dell'antrace

L'antrace, chi ne ha mai più sentito parlare? Non era male come personaggio, di un tipo che non si era mai visto prima, in grado di affollare di inediti incubi i sonni di grandi e piccini, insomma, poteva avere un futuro nel mondo dello spettacolo. Invece è misteriosamente sparito di scena con la stessa rapidità con la quale era comparso. C'è un motivo per tanto oblio. L'antrace serviva solo a intrattenere il pubblico per un po', tenendo alto il terrore in tutto il paese e nel contempo scoraggiando l'avvio di pericolose commissioni d'inchiesta. L'unico vero potenziale nemico dell'alleanza Bush-Pentagono-CIA era il Senato degli Stati Uniti per via dei suoi poteri investigativi. E, guarda caso - ma quante coincidenze ci sono in questa storia! - il Senato è stato uno dei bersagli preferiti dei terroristi all'antrace. Non solo, ma una delle vittime designate era il Senatore Tom Daschle, guarda caso leader della maggioranza democratica, l'uomo che avrebbe potuto dare il via a una commissione d'inchiesta...(4)

Curioso questo libro di fantascienza che salta fuori sbirciando dietro le quinte, vero? Per fortuna è solo fiction... (non avrà mica ragione l'Università della California nella sua meticolosa analisi(5) nella quale si dimostra che la fonte delle lettere all'antrace era un programma governativo USA). Ma proseguiamo. Non si sa davvero nulla di chi esattamente possa avere confezionato le lettere all'antrace? Ma sì che si sa, è solo che a voi i giornali e telegiornali non lo vengono a dire, e voi siete troppo pigri per cercarvi le informazioni su Internet, dove ormai certe cose sono di pubblico dominio: innanzitutto, l'analisi della sequenza del DNA dell'antrace utilizzato ha dimostrato che esso era stato prodotto da laboratori militari USA(6); inoltre qualcuno sostiene che negli Stati Uniti ci fosse una sola persona in grado di avere accesso a quella specifica qualità di antrace, un tal Dr. Hatfill, che naturalmente avrebbe abbondantemente lavorato con la CIA e sarebbe stata una delle pochissime persone in tutti gli Stati Uniti in grado di armare le spore di antrace. Il Dr. Hatfill non è stato arrestato, il che è comunque curioso, ma in America è nell'occhio di un piccolo ciclone, e analisti ipotizzano che egli adesso stia lottando per la propria vita perché una Soluzione Oswald (l'assassino di Kennedy, ucciso per chiudergli la bocca) sarebbe già in preparazione per lui.(7)Il che non vuol dire che il dottor Hatfill sia effettivamente il vero colpevole. Sarebbe troppo semplice. Ci sono infatti altri microbiologi che potrebbero aver lavorato sull'argomento, ma purtroppo sono tutti recentemente morti in condizioni misteriose. In effetti, dall'11 settembre 2001 almeno 15 noti microbiologi in tutto il mondo sono periti di morte assai poco naturale. Tutti in relazione con l'antrace? No, naturalmente no, perché in verità c'è assai di peggio in ballo - ma di questo parleremo dopo. Qualcuno degli scienziati morti, tuttavia, può verosimilmente avere avuto a che fare con l'antrace. Per esempio il professor Dr. Don C. Wiley, professore ad Harvard nonché uno dei più stimati microbiologi americani, morto esattamente come si muore nei film di spionaggio e con perfetto timing: le lettere all'antrace hanno da poco smesso di circolare quando il dottor Wiley, che non ha mai dato segni né di depressione né di disordini mentali, alle 10 di sera del 15 novembre 2001 lascia un gruppo di amici e colleghi con i quali si è incontrato e sulla via di casa abbandona l'auto a nolo col serbatoio pieno e le chiavi nel cruscotto su un ponte, quindi si butta nel fiume e muore, anziché proseguire per l'aeroporto di Memphis dove la famiglia lo aspettava per una vacanza in Islanda. Grande interpretazione! Grande spy movie!(8)

Possibile colpevole o potenziale scopritore dei colpevoli? L'interrogativo è superfluo. Quel che ci interessa qui è che le lettere all'antrace spedite dai sedicenti arabi incazzati mentre l'America bombardava l'Afghanistan proprio al fine dichiarato di prevenire scenari di questo tipo non erano affatto spedite né da arabi né da mussulmani, bensì da cristianissimi e presumibilmente patriottici americani.

E così le lettere all'antrace gli americani se le sarebbero spedite da soli! D'altra parte - diciamoci la verità - che razza di fanatici terroristi fondamentalisti islamici sarebbero mai quelli che, armati di antrace e trovandosi negli Stati Uniti con piena possibilità di agire, spedissero soltanto - come hanno fatto - qualche sporadica lettera qua e là anziché inviare migliaia e migliaia di lettere ovunque e impestare con l'antrace stazioni ferroviarie e aeroporti, paralizzando la nazione con terrore autentico e creando un vero danno all'organizzazione civile degli odiati Stati Uniti? Già all'epoca dei fatti questo elemento di assurdità mi aveva stupito ed insospettito. Inviando solo qualche lettera qua e là invece che migliaia di lettere a chicchessia i terroristi palesavano un dilettantismo incompatibile con il possesso di un'arma biologica così sofisticata. Infine, non dimentichiamo che un po' di terrorismo all'antrace è anche un bel business per l'industria farmaceutica, il che certamente non guasta.(9) Soprattutto se l'unica azienda con la licenza per produrre il vaccino è una certa BioPort Inc., società che pare creata ad hoc per lucrare su di un mercato - vaccinazioni di massa contro l'antrace - inesistente al momento della creazione della società. Nella BioPort Inc. ritroviamo ovviamente capitali del famigerato Carlyle group (che ultimamente - lo menziono per sentirlo più vicino a noi - si è comprato pure un pezzo di FIAT www.carlylegroup.net), il che vuol dire - udite! udite! - interessi congiunti della famiglia Bush e della famiglia Bin Laden.(10)

D'altra parte (nota a margine) il vaccino contro l'antrace aveva già dimostrato di poter essere un notevole business durante la prima guerra del golfo, poco importa che in seguito alla nota Gulf War Syndrome - causata con tutta probabilità dal vaccino - ben 15.000 militari americani siano morti lontano dalle telecamere - per questo non si sono mai visti in tivù.(11)

I servizi segreti pakistani

Bene. Abbiamo dato una prima occhiata al backstage del colossal America under Attack e indubbiamente lo abbiamo trovato suggestivo; diabolici complotti, sensazionali colpi di scena e nuovi misteriosi interrogativi, ma chi ci dice che le cose siano andate così? Dove sono le prove? Se vogliamo creare una storia che abbia un minimo di credibilità abbiamo bisogno di una maggior quantità di dati coerenti con la nostra tesi.

Può allora aiutare l'apprendere che un bonifico di 100.000 dollari è stato inviato a Mohammed Atta, il capo dei dirottatori suicidi, pochi giorni prima dell'11 settembre, da parte di Ahmad Umar Sheikh, un alto funzionario dei servizi segreti pakistani (non afgano o iracheno, si badi bene, eppure il Pakistan non è mai stato bombardato). Be', un funzionario infedele capita a tutti i servizi segreti, che problema c'è? L'importante è che i vertici dei servizi segreti siano affidabili. E sulla prova della fedeltà dei vertici dei servizi pakistani non ci sono dubbi. E' infatti simpatico scoprire che il capo dei servizi segreti pakistani ISI, il Generale Mahmoud Ahmad fece un viaggio di una settimana in America, a partire dal 4 settembre 2001 visitando in rapida successione sia la CIA che il Pentagono che la Casa Bianca. La volta precedente in cui un capo dei servizi segreti pakistani era andato in visita a Washington, la conseguenza era stata - nella settimana successiva - il colpo di stato in Pakistan che ha messo al potere Musharaf.

Altre coincidenze

Ma quante meravigliose coincidenze ci sono in questa vicenda qua! Non vi bastano ancora? Beh, cosa ne dite allora del fatto che l'ala del Pentagono distrutta dall'attentato venne svuotata da tutti i funzionari importanti per ragioni di ristrutturazione dell'edificio proprio una settimana prima dell'11 settembre?(12) Altre coincidenze? Come siete ingordi! Be', immagino allora ricorderete tutti le famose speculazioni di borsa, ai danni della United Airlines e di altre aziende penalizzate dall'attentato, avvenute nei giorni immediatamente antecedenti all'11 settembre, speculazioni che solo chi fosse a conoscenza del piano terrorista avrebbe potuto effettuare. Ai tempi ci fu un gran blaterare, sui giornali, sul fatto che investigando sugli speculatori si sarebbe potuto risalire ai terroristi. Avete mai più sentito parlare questa faccenda? No, eh? Chissà perché... E' certamente solo una coincidenza il fatto che molte di queste speculazioni finanziarie fossero state effettuate mediante la Deutschebank/A.B. Brown, gestita fino al 1998 dall'attuale Direttore Esecutivo della CIA, A. B. Krongard.(13) Dopotutto forse le coincidenze sono come le ciliege, una tira l'altra, non c'è una effettiva relazione tra le stesse... Ciliegina sulla torta: ironia della sorte (sorte?) proprio la mattina dell'11 settembre nella sede della CIA si stava svolgendo un'esercitazione per il caso teorico in cui un aereo dovesse per sbaglio colpire un edificio.(14)

Adesso finalmente l'intreccio inizia ad assomigliare a un libro di quelli tosti, un ibrido tra Frederik Forsythe e Mack Reynolds, e per questo ci appassiona assai di più del mediocre B-movie America under Attack che il battage pubblicitario ci ha convinto a seguire.

L'aspetto sublime di questo mistero è che tutte queste informazioni sono di dominio pubblico. Alcuni retroscena li trovate anche in italiano(15). Una brillante e meticolosa esposizione di buona parte dei fatti è invece leggibile in inglese.(16) Si può trovare una circostanziata cronologia dei fatti salienti(17) e un sintetico e convincente riassunto dei passi fondamentali viene offerto da Michael C. Ruppert(18) ex agente USA nella lotta al narcotraffico (se ne andò dopo avere scoperto che la CIA trafficava droga e demolì la carriera di un direttore della CIA mettendolo alle corde in un faccia a faccia televisivo), autore di una interessantissima webzine di un certo successo(19) anche tra le alte sfere americane, anche in ambienti dove non è salutare avere troppo successo di pubblico,(20) in un pezzo titolato Un calendario del terrore prima e dopo l'11 settembre.(21) Sono disponibili anche altre interessanti timeline.(22)

Gore Vidal chiede l'impeachment

Ma in assoluto la più elegante narrazione di ciò che è avvenuto e dei suoi backgrounds è quella contenuta in un saggio di Gore Vidal, The enemy within,(23) pubblicato in Italia insieme ad altri saggi nel libro Le menzogne dell'impero.(24)

E' importante annotare che Gore Vidal non è un tizio qualsiasi. Si tratta di un grande scrittore ed intellettuale americano che già fu amico personale di John F. Kennedy, Eleanor Roosevelt (moglie dell'allora presidente), Tennessee Williams e Truman Capote. Vidal per il momento (prudenza?) sposa la versione soft del complotto, ma il succo è lo stesso.

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