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Che cos'è l'amore?
Riflessioni sulla natura umana che cambia
Anno di pubblicazione: 2004 - © di Giangiacomo Morozzo
Un vizio, una moda, una passione; oppure dolore,
sofferenza, gioia e felicità forse. L’amore, è un sentimento. Più o meno
profondo, corrisposto o sincero, ma sempre qualcosa di cui l’uomo non
può fare a meno. Nessuno, non c’è uomo nato sotto questo cielo che non
abbia sofferto per questa ragione. Anche Dio, creatore dello stesso
sentimento, ha accettato le ‘leggi ’ che seguir l’amore comporta e non
se n’è mai sottratto.
Platone, con il mito degli Androgini, racconta di un
tempo in cui esistevano creature che rappresentavano l’unione di due
persone: esse avevano quattro braccia e quattro gambe, due teste, ma
soprattutto si sentivano completi, fieri di sé, autonomi. Zeus, re degli
dei, intimorito da questa eccessiva sicurezza da parte degli Androgini,
li divise con le sue saette in due individui ben distinti. Da allora,
racconta il mito, tutti gli uomini si sentirono insicuri, infelici e
vagarono per le strade del mondo cercando l’altra metà corrispondente.
Qui finisce il mito di Platone. Gli androgini non
avevano bisogno dell’amore: erano già completi. Ma esso è divenuto il
mezzo grazie al quale potevano individuare l’altra metà divisa; per
questo l’amore divenne indispensabile all’uomo.
Ma perché noi siamo sempre inclini ad amare? Per
insicurezza o bisogno di conforto? Per provare nuove esperienze?
Sant’Agostino, nelle sue Confessioni, ipotizza che l’uomo sia portato al
dolore: per quanto possa farlo soffrire, esso ne è incline e non
potrebbe vivere senza. Se egli avesse ragione, non potremmo forse dire
che l’amore rappresenta proprio quel gioco ambiguo dove gioia e
sofferenza, felicità e tristezza sono direttamente legati da un sottile
filo di speranza, di sogno e talvolta d’illusione? Non è forse vero dire
che è più coinvolgente e bello amare che essere amati? Ed è proprio
nell’amare che è presente la sofferenza…
In ogni caso, bisogna considerare un aspetto
fondamentale: L’amore è sempre stato ispiratore delle opere dell’uomo. È
pur vero che molte persone non si sono riprese dal dolore che esso
spesso genera, ma molti, come Dante, ne hanno tratto ispirazione per le
proprie opere.
La mia teoria sull’amore è ben differente da quelle
attuali (come, ad esempio, sesso e amore obbligatoriamente uniti, oppure
amore visto come ossessione…): molte persone credono nell’amore vero; ma
che definizione danno a queste parole... cosa cosa significa ‘Amore Vero
’?
È forse un sentimento che dura per sempre, oppure quello che, fra tutti,
dura più a lungo?
Affatto. Non mi trovo d’accordo con chi dice che
l’amore dura per sempre; questa è un’altra illusione dell’uomo, poiché
l’evidente e la realtà spesso intimoriscono.
L’amore ha differenti fasi: la più intensa, che può essere sottolineata
con la parola amore, è quella del desiderio. In questa fase l’amore
porta le persone a sognare e a sperare; gli innamorati non ragionano più
razionalmente, si lasciano trasportare spesso dal pensiero delicato di
un possibile approccio con la propria amata, e questo può avvenire a
seconda dei propri gusti, dei propri sogni…
L’innamorato crea dentro se stesso un’immagine della
persona corteggiata legata ai desideri amorosi e perciò mai totalmente
reale. Questa è forse la fase dove l’amore è più fantasioso e spazia
assieme ai desideri più semplici e complessi che la mente di un
innamorato possa esprimere. A volte, in questa fase, l’innamorato tende
ad applicarsi con maggiore intensità in molte attività; ciò che gli dà
forza è semplicemente il pensiero della persona amata che l’osserva
mentre svolge quel azione, o semplicemente la sua presenza in quel
luogo.
Questa è una fase incerta; magari ancora non c’è una
risposta definita e a volte capita di non volerla avere per paura di un
fallimento. Dante disse che gli unici modi grazie ai quali l’uomo può
avvicinarsi alla perfezione sono i propri sogni. L’innamorato, in questo
caso, spesso preferisce rimanere nella propria perfezione fantasiosa,
piuttosto che non nella realtà imperfetta e incerta.
Ma allora... gli innamorati sono codardi? No. Sono
uomini.
In questi casi, dimostrando la propria insicurezza e paura, sottolineano
giustamente l’attaccamento al termine sopra indicato: “uomini”. Chi è
quel uomo che, in questa fase dell’amore, si disinteressa del probabile
fallimento e, prima d'agire, non pensa almeno una volta ai possibili
esiti delle proprie azioni, creando disordine amoroso nella propria
mente?
Ecco ‘l’amore che travolge’, quello che mai ha
risparmiato qualcuno. Chi ama sa bene che amore è sinonimo di dolore.
Dov’è l’errore dei pessimisti nel giudicare l’amore come un’eterna
illusione? Essi forse sono stati delusi da quel sentimento? Non sempre.
Il loro atteggiamento si basa su una diversa visuale: guardano troppo
avanti poiché nella loro ottica, in effetti, hanno ragione: la storia
con una persona, nella maggior parte dei casi, finisce; e poiché nella
vita si guarda sempre al futuro, allora è logico pensare che fare
affidamento sull’amore sia un'illusione, visto che la sua durata è
incerta e irta di dolori e sofferenze.
Ma è il momento che si deve vivere. Il tempo non è
sotto il nostro controllo, così come gli eventi. Dobbiamo vivere ogni
secondo dell’amore e quando esso finirà, dovremmo trarre degli
insegnamenti da quel tempo passato ad amare, poiché quello era ‘vero
tempo’, vero presente... vera Vita.
Ma l’amore cambia e, dalla prima fase, si passa alle
altre: tra le molte, ci sono quelle dove l’amore diventa un’ossessione
oppure un bisogno.
Che termini brutti per un sentimento così nobile! Avere la necessità
psicologica di dover stare con un’altra persona... è forse Amore
autentico?
È impensabile. L’amore è qualcosa di spontaneo
dettato dal sentimento che ‘travolge’, e non una necessità creata sulla
base di ipotetiche paure e bisogni…
Esiste anche l’odio nell’amore, poiché capita spesso che, alla persona
amata, vengano date responsabilità e ruoli che non ha ancora accettato
(come il fidanzamento, o l’amore corrisposto) e così, anche per una
piccola azione, si resta profondamente delusi. Questo fa parte del gioco
della vita... si gioca secondo regole alla quale è impossibile
sottrarsi.
Non c’è poi peggior nemico per l’amore
dell’indifferenza. In questo caso bisognerebbe avere la ‘semplice’ forza
di non pretendere alcunché, ma più semplicemente di esprimere i propri
sentimenti per rispetto verso se stessi e per non avere dei futuri
rimorsi; in questi casi, purtroppo, non importa la risposta, ma il modo
in cui si è arrivati ad essa.
Se siamo soddisfatti di come ci comporteremo non dovremo avere rimorsi,
qualunque cosa accada. Saper amare significa anche essere pronti a
soffrire per i propri ideali e sogni; questo è veramente difficile da
comprendere per l’uomo d’oggi, poiché i sogni gli vengono offerti e
venduti, gli ideali commercializzati e i desideri ridicolizzati.
L’amore, ormai, viene usato per sponsorizzare
prodotti di qualsiasi tipo (basta guardare la tv). Chi tiene il mano le
redini della comunicazione (chiamarla "informazione" sarebbe un grave
errore, poiché si tratta di una vera e propria opera di programmazione
occulta) trascorre il proprio tempo a progettare modi d'influenzare la
nostra mente e non sa assolutamente nulla dell'Amore di coppia...
figuriamoci poi di quello androgino e assoluto!
L'uomo dei nostri giorni è sempre più succube di
qust'ignoranza, ammaestrato ad aver fiducia nei valori esterni a lui e a
diffidare dei propri. L’amore vero, quello istintivo e travolgente a cui
tutti dovrebbero aspirare, diviene ogni giorno sempre più lontano e
indecifrabile e appare già a molti come un'imperdonabile debolezza o la
più assurda delle chimere.
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