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Possiamo sapere chi siamo e da dove veniamo!
Zecharia Sitchin e i suoi studi polverizzano il velo di
silenzio sul passato dell'umanità
Anno di pubblicazione: 2004 - © di Francesco Pandolfi Balbi
Oggi vorrei introdurvi ad una realtà veramente insolita - se
osservata con l'ottica dell'uomo comune - ma a mio avviso
degna della massima attenzione da parte dalla compagine degli
attenti e onesti ricercatori.
Si tratta del lavoro di Zecharia Sitchin, notoriamente il
massimo e indiscusso esperto mondiale della storia e del
linguaggio della civiltà sumera.
Dall'attenta lettura dei suoi lavori, superata l'iniziale
incredulità, emerge un quadro delle nostre origini veramente
affascinante che presenta struttura, organicità e vastità tali
da creare nella mente del lettore un felice sgomento.
Stiamo parlando di un'ipotesi che getta nuova luce sui misteri
del passato remoto e li presenta dipingendo una quadro
nitidissimo.
L'analisi delle divinità venerate durante la storia dalle
diverse culture del passato delinea un unico filo conduttore
che a mio avviso combacia perfettamente con quanto risulta dal
lavoro di Sitchin.
Si è a lungo parlato, quasi sempre a sproposito, del decimo
pianeta e delle catastrofi che starebbe per condurre nella
nostra vita. Molti hanno terrorizzato il mondo con l'annuncio
di date che avrebbero dovuto segnare la comparsa nei cieli di
questo gigante delle galassie, foriero di morte e di sventura
per certi, di speranza e rinnovamento per altri.
Per una volta queste profezie spicciole
(presentate per lo più in modo ridicolmente sommario e
nevroticamente acritico) traggono
origine da un lavoro eccellente, quello di Sitchin, che mette
d'accordo archeologia, antropologia, astrofisica, biologia e
moltissime altre branche della scienza.
Riassumere in poche parole questo quadro, avente per base un
intero sistema solare e per altezza la bellezza di 443.000
anni di storia (dal 443.000 al 200 a.C.), sarebbe un tentativo
ridicolmente controproducente. Mi limito perciò a citare le
parole dell'introduzione al testo "Il libro perduto del dio
Enki" di Zacharia Sitchin, edizioni Piemme, nella speranza che
un seme possa superare le barriere della mente ed attecchire
nella parte più profonda di chi legge, così da avviare un
processo di approfondimento.
"Tavolette d'argilla in sumerico e accadico, biblioteche dei
templi assiri e babilonesi, miti egizi, ittiti e cananiti,
unitamente alle narrazioni bibliche, rappresentano il corpo
centrale delle memorie trascritte dei legami degli uomini e
degli dèi. Per la prima volta questo materiale disperso e
frammentario è stato raccolto da Zecharia Sitchin, che lo ha
usato per ricreare il racconto del testimone oculare Enki: le
memorie autobiografiche e le profezie lungimiranti di un dio
extraterrestre.
(...)
Eruditi e teologi riconoscono oggi che i racconti biblici
della Creazione, di Adamo ed Eva, del Giardino dell'Eden, del
Diluvio Universale, della Torre di Babele, si basano tutti,
indistintamente, su testi redatti millenni prima in
Mesopotamia in particolar modo dai Sumeri, e tutti,
indistintamente, citano in maniera esplicita gli scritti degli
Annunaki ("Coloro che dal Cielo Scesero sulla Terra") - gli
"dèi" dell'antichità - quale fonte delle loro conoscenze.
Molti degli eventi citati risalgono a un'epoca precedente
l'inizio della civiltà stessa, antecedente persino l'esistenza
dell'Umanità.
Dopo un secolo e mezzo di scoperte archeologiche compiute fra
le rovine delle antiche civiltà, in particolar modo nel Vicino
Oriente, sono venuti alla luce molti di questi primi testi; le
scoperte hanno anche rivelato l'importanza dei testi mancanti
- i cosiddetti libri perduti - citati negli scritti o da essi
dedotti, oppure a noi noti grazie alla catalogazione delle
biblioteche reali o dei templi.
Talvolta i "segreti degli dèi" furono parzialmente rivelati in
racconti epici, come l'Epica di Gilgamesh, che narra della
discussione fra gli dèi sfociata poi nella decisione di
lasciar perire l'Umanità nel Diluvio, o in Atra Hasis, che
rievoca l'ammutinamento degli Annunaki, sfruttati nelle
miniere d'oro: proprio questo episodio portò alla creazione
dei lavoratori primitivi, i Terrestri.
(...)
...verso il 270 a.C., il secondo re Tolomeo incaricò un
sacerdote egizio - chiamato Manetone dai Greci - di scrivere
la storia e la preistoria dell'Egitto. Dapprima, scrisse
Manetone, solo gli dèi vi regnarono, poi i semidèi e infine,
verso il 3.100 a.C., ebbero inizio le dinastie faraoniche. I
regni divini, scrisse, iniziarono 10.000 anni prima del
diluvio (datato all'11.000 circa a.C.) e continuarono per
migliaia di anni dopo, periodo che fu testimone di battaglie e
di guerre fra gli dèi.
(...) Nei domini asiatici di Alessandro (...) venne fatto un
tentativo analogo per offrire ai saggi greci una cronistoria
degli avvenimenti. (...) L'aspetto singolare è che entrambe le
narrazioni - molto simili fra di loro - rivelano particolari
complementari.
(...)
Si sa inoltre che i Sumeri furono i primi a redigere gli
annali e a mettere per iscritto i racconti di dèi e uomini,
grazie ai quali tutti gli altri popoli,compresi gli Ebrei,
ereditarono i racconti della Creazione, di Adamo ed Eva, di
Caino e Abele, del Diluvio, della Torre di Babele; come pure
degli amori e delle guerre degli dèi, così come riportato
negli scritti e nelle raccolte di Greci, Ittiti, Cananiti,
Persiani e Indoeuropei. Come testimoniano tutti gli altri
scritti, essi attinsero a fonti ancora più antiche delle loro.
(...) L'abbondanza di questi primi scritti è sorprendente:
nelle rovine del Vicino Oriente sono state scoperte non
migliaia, bensì decine di migliaia di tavolette di argilla."
Ai miti elencati nell'introduzione appena letta, aggiungerei
la distruzione di Sodoma e Gomorra, l'inspiegabile e
improvvisa comparsa dell'Homo Sapiens Sapiens sulla scena
della vita terrestre, l'origine dell'umana bramosia dell'oro,
il rito della circoncisione, l'astrologia, Abramo, il nostro
stesso Dio e quelli di quasi tutte le religioni conosciute, le
piramidi, le civiltà precolombiane, Stonehenge e innumerevoli
altri miti, leggende, domande senza risposta, dottrine,
religioni e molto altro ancora.
Mi fermo qui, ben consapevole del rischio di pregiudicare -
nel continuare a fornire elementi scoordinati e incoerenti -
l'immagine che potreste farvi in futuro affrontando la cosa
con la serietà del ricercatore.
Sono parole che sono sicuro
potranno suscitare scetticismo e, forse, anche un moto di
rifiuto. Tuttavia io questa strada la sto seguendo con
l'entusiasmo autentico che sorge dalla riscoperta delle mie
origini e, pur scettico per natura, paladino della verità e
scrupoloso nemico dell'illusione, sono convinto della
veridicità del quadro generale descritto da Sitchin. Rimane,
ovviamente, il sano dubbio.
Ora, se sentite che quanto ho appena letto crea dentro di voi
un moto di curiosità... astenetevi, vi prego, dal seguire i
pregiudizi della mente e promettetele di nutrirla molto presto
attraverso la lettura dei libri che consiglierò appena un po'
più avanti. Leggere le pubblicazioni di Sitchin, anche se il
primo quarto dei testi è a volte monotono in quanto
propedeutico, è decisamente piacevole. Sono pressoché certo
che, se qualcuno dei presenti si avventurerà in questa lunga
ed entusiasmante riscoperta, anche la mente accetterà una
visuale così insolita perché, strada facendo, si renderà conto
di assorbire un balsamo, un nutrimento inaspettato che
consiste in una miriade di informazioni congrue e
profondamente convincenti sulla natura dell'Uomo e di questo
pianeta.
Questo l'ordine cronologico dei libri che consiglio di
leggere:
- Il pianeta degli dèi - Z. Sitchin - Ed. Piemme
- Il codice del cosmo - Z. Sitchin - Ed. Piemme
- Il libro perduto del dio Enki - Z. Sitchin - Ed. Piemme
(Traduzione dal sumero delle tavolette incise per conto del
primo Anunnaki giunto sulla Terra.)
- La Genesi - Z. Sitchin - Ed. Jackson - Difficile trovarlo,
ancora disponibile presso www.macrolibrarsi.it. (Analisi
astrofisica del sistema solare sulla base delle testimonianze
di origine sumera. Interessantissima.)
- Guerre atomiche al tempo degli dèi - Z. Sitchin - Ed. Piemme
- Il mistero della genesi delle antiche civiltà - Alan Alford
- Ed. Newton Compton (completa la visione di Sitchin
allacciandola a numerose branche della scienza e, in alcuni
elementi, la corregge.)
Una delle domande di tutti i tempi - Da dove veniamo? - sta
finalmente ottenendo risposte esaurienti.
Che la curiosità e l'entusiasmo scaldino per sempre i nostri
cuori.
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