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Dieta: una soluzione personalissima
Seguire, divertendosi, i principi della "Zona" e della dieta Monopiatto
Anno di pubblicazione: 2004 - © di Francesco Pandolfi Balbi
Come conciliare la necessità di un corpo agile e attraente con quella di
nutrirlo adeguatamente?
Le mille diete basate sulla limitazione e sulla rinuncia non sembrano
servire l'equilibrio fisico; per non parlare, poi, di quello psichico,
così legato alla bilancia pesacibi e al profondo senso di colpa che
inevitabilmente emerge di fronte al minimo sgarro; uno sgarro peraltro legittimo,
visto che l'organismo grida con tutte le forze d'aver bisogno di energia
o del tale
o talaltro enzima, vitamina o sale minerale.
Ora, avete presente un corpo che grida chiedendo nutrimento? Pensate che
possa farlo in un modo diverso dall'indurvi a sentire una fame boia?
In questa situazione generalizzata è importantissimo "ascoltare la fame"
per capire di cosa si ha bisogno, integrando questo ascolto con qualche
importantissima nozione di fisiologia umana.
La cosa peggiore è che dobbiamo mettere in conto il disturbo costituito
dall'ampissimo spettro
di inquinanti che snaturano non solo i cibi che mangiamo, ma anche
l'aria che respiriamo, il silenzio del quale avremmo bisogno e, non
ultimi, i pensieri che vorremmo "nostri" e "lucidi" e che, invece, si fa
di tutto per viziare verso la tale o la talaltra sbornia da pubblicità.
Inutile dirlo, faccio parte dell'ampia schiera delle persone sovrappeso
e questo mi crea più un disagio fisico che estetico (solo se tengo
almeno una maglia a coprir d'oblio il guanciale peloso sdraiato sul mio
ex-addome da macho!)
Nella lunga ricerca di una soluzione vivibile a questo problema sono
incappato in due punti di vista che, basandomi sulle conoscenze a mia
disposizione, ritengo degni d'esplorazione. Si tratta dell'ormai famosa
"Zona" del Dr. Barry Sears e della più datata dieta Monopiatto: quella,
per intenderci, che si basa sulla corretta associazione fra i cibi.
Nella vita ho imparato che la verità assoluta non è proprietà di
nessuno; direi anzi che ogni parere, ogni esperienza ne forniscono una
visuale senz'altro parziale, ma degna di nota se inserita in un contesto
più vasto composto da altrettante parzialità.
Quindi, nei giorni scorsi, mi sono divertito a buttar giù uno schema
semplice semplice che ho poi attaccato sulla porta del frigo. Nessuna
pretesa d'insegnare, è solo il risultato dell'unione - piuttosto
elastica in quanto elaborata da una persona che non sopporta regole né
codicilli - dei principi delle due diete. Potete
scaricarlo qui e
stamparlo per colorare il vostro frigo. ;-)
Vorrei a questo punto aggiungere, per gli intrepidi che oseranno fidarsi
di regole sì spregevolmente elastiche, alcuni principi che non ho potuto
inserire, per ragioni di spazio, nello schema suddetto.
Vediamoli nel dettaglio.
La "Zona" di Barry Sears conta ormai milioni di adepti (in libreria
sono disponibili molti testi scritti da questo autore) e si basa su un
assunto semplice quanto innovativo: l'insulina, prodotta nel nostro
organismo dall'eccessiva introduzione di carboidrati, immediatamente li
sottrae alle necessità metaboliche formando grasso (e, di conseguenza,
una quantità abnorme di tossine).
Le conseguenze sono principalmente due: primo, si ingrassa e, secondo, si ha sempre
fame e ci si sente deboli e "spompati" (il
cervello è il primo ad aver bisogno di energia per poter funzionare
adeguatamente).
Oltre a questo, si genera uno squilibrio nella formazione degli
eicosanoidi, ormoni potentissimi e primi responsabili della salute del
nostro corpo. Di qui una maggiore esposizione alle solite malattie,
fastidiose o letali, che per amor di buonumore non sto ad elencare.
Come comportarsi, allora? Semplicissimo: controbilanciando l'eccesso di
carboidrati con un'adeguata dose di proteine, che abbassano il livello
d'insulina e spingono l'organismo a produrre gli eicosanoidi più
salutari a discapito di quelli dannosi.
Per ragioni piuttosto complesse, poi, sono necessari anche i grassi insaturi
che servono - una contraddizione solo apparente - proprio ad eliminare il
grasso in eccesso e a indurre il senso di sazietà.
Le regole da seguire per entrare nella Zona (così il Dr. Sears definisce
il meraviglioso stato di benessere che accompagna qualsiasi pasto ben
calibrato) sono davvero poche:
dopo pochi giorni d'allenamento è possibile (e aggiungerei doveroso)
buttare la bilancia e regolarsi a occhio;
per mangiare in modo equilibrato ed entrare SUBITO nella Zona occorre
associare una dose di proteine, una di carboidrati e una di grassi
insaturi (le trovate nello schema che ho preparato, scaricabile
anche
da qui) "comprendendo" la propria fame e moltiplicando le dosi in base
alle proprie esigenze. In altre parole potreste mangiare 35 grammi di
carne (proteine), tre mandorle (grassi) e sette ciliegie (carboidrati),
oppure 105 grammi di carne, nove mandorle e ventuno ciliegie, che
equivalgono a tre dosi di ciascun componente. Potete anche arrivare a 5
dosi: dipende tutto dalla vostra fame, l'importante è rispettare il
giusto equilibrio. Attenzione, però, a non costruire il rapporto su una
quantità di cibi proteici che supera, in volume, il palmo della vostra
mano: l'organismo, oltre quella misura, non assorbe più proteine! Ecco il vero
limite, comodo e pratico, alle forchette selvagge!
Occorre puntualizzare che, sebbene il limite del "palmo" sia
un'invenzione del Dr. Sears, questa libertà d'azione ad ampio spettro è
più mia che sua: in effetti nei suoi libri compaiono delle tabelle utili
a determinare la necessità proteica giornaliera personale. Su questa
base viene costruita la dieta, sempre rispettando l'equilibrio 1:1:1
(proteine:grassi:carboidrati).
Poiché, però, ho faticato ad adeguarmi a queste direttive (mi capitava
sempre di mangiare oltre necessità), ho impostato lo schema in modo del
tutto personale rispondendo al mio senso di fame, visto che comunque mi
spinge ad assumere dosi inferiori a quelle prescritte;
la "Zona", sulla base del fatto che l'equilibrio degli eicosanoidi
salta al massimo dopo 5 ore dall'ultimo pasto, è strutturata su un ritmo
di tre pasti (colazione, pranzo e cena) e due spuntini al giorno (mezza
mattina e prima del sonno). Ovviamente è possibile personalizzare a
piacimento non solo le dosi, ma anche l'orario dei pasti. Lo spuntino
prima del sonno è considerato però importante, perché si devono
affrontare circa otto ore di digiuno e, dopo appena cinque, l'equilibrio tende a saltare.
A mio avviso un bicchiere di latte è l'ideale, perché insieme allo
yogurt è l'unico alimento che si può (e - come vedremo secondo i
principi della dieta Monopiatto - si DEVE) mangiare da solo;
mangiare entro un'ora dal risveglio (per il motivo appena descritto);
ci sono ovviamente alcuni cibi che viene consigliato di mangiare poco:
si tratta in sintesi di quelli proteici contenenti grassi saturi (che
non aiutano a smaltire il grasso accumulato ma, anzi, tendono essi
stessi ad accumularsi) e di quelli contenenti carboidrati con alto
indice glicemico (che fanno salire maggiormente l'insulina); questi
ultimi sono i derivati dei cereali, tutti gli zuccheri
tranne il fruttosio e pochi vegetali come carote e patate (oltre,
ovviamente, agli oli e ai grassi vegetali ampiamente usati
dall'industria alimentare). Vi sono poi altri alimenti che vanno benissimo crudi
ma, una volta cotti (in padella), sviluppano un indice glicemico molto maggiore. Ciò
vale soprattutto per i legumi, ma quasi tutte le verdure seguono più o
meno lo stesso principio. Infatti, nello schema
che ho progettato, viene specificata la regola (forse troppo) generale: un grammo di
verdura cotta o due della stessa verdura cruda.
Queste poche regole mi sono state più che sufficienti a raggiungere
SUBITO uno stato psico-fisico conosciuto in precedenza davvero
raramente, uno stato che viene ricreato automaticamente ad ogni pasto
ben impostato.
Cerchiamo adesso di integrare
le regole della Zona con i principi della
dieta Monopiatto, da me seguita in passato con ottimi risultati.
Questo sistema si basa sul principio che la digestione richiede succhi
gastrici e procedimenti diversi a seconda dei cibi che occorre digerire.
Dice, ad esempio, che gli zuccheri vengono digeriti nell'intestino tenue
e che, se mangiati a fine pasto (come il nostro amatissimo dessert)
provocano fermentazioni e problemi d'ogni tipo (sono costretti a
permanere nello stomaco poiché il transito è impedito dal cibo ingerito
in precedenza); oppure che la carne
viene digerita tramite succhi gastrici acidi, mentre i carboidrati
vengono elaborati da succhi gastrici alcalini. Come conciliare, dunque,
la digestione contemporanea di questi due tipi di cibi?
Questa concezione sembra contraddire apertamente i dettami della Zona:
la raccomandazione di mangiare sempre alimenti ricchi di proteine insieme ad
altri ricchi di carboidrati è proprio la base della
dieta ideata dal Dr. Sears!
Tuttavia, a ben guardare, le differenze sono solo apparenti. Sono
soprattutto le
verdure a foglia a fare la differenza: la Zona le classifica come
alimenti a base di carboidrati (e in effetti lo sono), ma la loro natura
- ricca di fibra e di acqua, nonché di vitamine e di enzimi - ha spinto
i maestri della dieta Monopiatto a considerarli una categoria a parte,
perfettamente compatibile con i cibi proteici.
Le due diete sono invece perfettamente d'accordo sulla necessità di non
mischiare alimenti proteici e cereali e derivati (pasta, pane, piadine,
grissini, merendine e quant'altro), anche se per ragioni diverse: la
Zona li classifica come inadatti a causa del loro indice glicemico
particolarmente elevato, la Monopiatto li ammette, ma in concomitanza con pochissimi
cibi.
Per amore di brevità lascio a voi le ulteriori congetture e passo subito
ad elencare i principi della dieta Monopiatto; si tratta dei più
restrittivi, visto che su questo argomento esistono parecchie scuole,
ognuna con le proprie deroghe. In linea di principio eviterei di
perdermi dietro ai particolari, sostituendoli con la presa di coscienza
della mia personale reazione ai diversi cibi e alle diverse
associazioni.
Ecco, dunque, i principi più ferrei della dieta Monopiatto:
mai associare carboidrati (cereali e derivati) e proteine;
mai associare cibi proteici diversi (è possibilissimo seguire questa regola
insieme alla Zona mangiando un solo cibo proteico alla volta);
mai associare diversi cibi ricchi di carboidrati (tenendo presente che le
verdure non sono classificate come tali, vale la compatibilità esposta
appena sopra);
latte, frutta acida, pomodori e zuccheri devono tassativamente essere
assunti da soli (sul latte la Zona è pienamente compatibile, sulla
frutta acida e i pomodori non si pronuncia e quindi verificherei
personalmente la propria reazione, mentre sugli zuccheri dice di limitarli per quanto
possibile tranne il fruttosio, che a questo punto userei da solo);
le uova vanno d'accordo solo con le verdure e col pane ben cotto. La Zona
aggiunge anche di non mangiarne più di due volte alla settimana.
Sembra complesso? Non più di tanto, a mio avviso. Pochi giorni
d'attenzione e il benessere arriva da solo. La linea anche.
Un'ultima cosa: vista la natura dell'alimentazione moderna, così
standardizzata e scarsamente salutare, è opinione di molti dietologi che
la maggior parte delle persone abbiamo sviluppato intolleranze ad alcuni
degli alimenti più diffusi, nella fattispecie cereali e derivati
(ancora!), pomodoro (abbiamo visto che è un alimento "difficile") e
latticini. Su questi ultimi verificherei personalmente con un po'
d'attenzione le reazioni dell'organismo. Inutile dire che i latticini
sono fatti con il latte, e che il latte proviene da animali imbottiti di
antibiotici e chissà cos'altro. D'altro canto, se dovessimo stare
attenti a tutto... chi mangerebbe più?
Non sottovalutiamo il potere di un organismo sano di eliminare le sostanze indesiderate;
ovviamente cerchiamo di non cullarci su quest'idea ed evitiamo per
quanto possibile gli
alimenti più nocivi; senza, però, rovinarci la vita.
Secondo il Dr. Sears la soluzione più adeguata è quella di provvedere subito a ristabilire l'equilibrio insulinico e degli eicosanoidi, gli ormoni in
assoluto più potenti dell'organismo. Il resto verrà da sé.
E' adesso opportuno specificare che le informazioni
elencate in questo articolo e nello schema allegato sono frutto della
mia personalissima elaborazione e non hanno alcuna pretesa di sostituire
i principi delle due diete descritte. Se le cose non andranno come ho
pronosticato, non prendetevela con la Zona o con la dieta Monopiatto, ma
approfonditene la conoscenza in modo da trovare la vostra soluzione
personale.
Buon appetito!
Ecco lo
schema da appendere alla porta del frigo
Libri consigliati:
Combinazioni alimentari (Salute è… associare correttamente gli alimenti)
- Giunti Editore.
Come raggiungere la Zona - di Barry Sears - Sperling & Kupfer Editori.
La Zona: la nuova alimentazione - di Barry Sears - Sperling & Kupfer
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