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Le geopatie: una rete di onde invisibili
Ricevuta in redazione via e-mail
Anno di pubblicazione: 2004
Vi siete mai chiesti perché il vostro gatto predilige
determinati posti dove il vostro cane non si metterebbe mai? Perché le
formiche percorrono sempre una certa strada e non un’altra? Perché in un
pioppeto si può riscontrare un filare malato, senza che tutto il bosco
lo sia? Perché i fulmini cadono sempre nello stesso posto?
Da tempo immemorabile i rabdomanti sanno che la terra è immersa in un
reticolo globale e che i punti geoenergetici sono distribuiti sulla
superficie terrestre, seguendo linee parallele su assi nord-sud ed
est-ovest. Come scienza però la geobiologia è nata nel 1935 dalle
ricerche mediche del dottor Ernst Hartmann, dell’università di
Heidelberg, e da allora si occupa delle influenze, positive o negative,
sulla salute dell’uomo di certi fenomeni tellurici.
Dato che ogni sistema vivente sulla Terra è sottoposto ad influenze
cosmiche e telluriche, l’organismo subisce le variazioni di frequenza e
d’intensità del campo elettromagnetico del pianeta, dovute alla
rotazione del globo terrestre su sé stesso e alla sua rivoluzione
intorno al sole.
Il nostro pianeta si comporta insomma come la piastra negativa di un
immenso condensatore, l’altra parte del quale, il cosmo, costituisce la
carica positiva.
Questa cosmo coppia provoca un campo di natura elettromagnetica, il cui
punto di origine è il centro della terra. Esso si manifesta sotto forma
di una vasta griglia invisibile, definita rete, griglia o reticolo di
Hartmann, che copre tutta la superficie del pianeta e in corrispondenza
della quale si verifica l’emissione di particolari radiazioni.
Gli studi hanno confermato le teorie, soprattutto per i seguenti due
aspetti:
1. Esiste un rapporto molto stretto fra determinati luoghi e
l’insorgenza di certe malattie (ciò è anche confermato da diversi studi
epidemiologici);
2. Vivendo per lunghi periodi in particolari zone geopatiche, il corpo
umano reagisce per adeguarsi alle variazioni, ma così facendo può
facilmente sviluppare malattie.
Gli edifici più pericolosi sono quelli costruiti sopra fessure
geologiche del terreno, falde acquifere, sorgenti sotterranee, falde
freatiche, concentrazioni di metano o altri gas; in corrispondenza di
nodi della rete di Hartmann, tutte le radiazioni generate da questi
elementi sono riportate in superficie e risultano dannose alla nostra
salute.
La situazione si aggrava ulteriormente se, in corrispondenza del nodo,
abbiamo il pilastro delle fondamenta in cemento armato poiché esso
condurrà le radiazioni per tutto l’edificio.
Altrettanto grave è se, sempre in corrispondenza del nodo, passano delle
tubazioni dell’acqua o si trova anche un nodo del reticolo di Curry.
I risultati delle ricerche hanno evidenziato la gravità delle
conseguenze per la nostra salute e vale quindi la pena di approfondire
il discorso, affinché ognuno possa imparare a schermare i luoghi in cui
vive.
Su tutta la terra, dalla superficie del suolo alla biosfera, esiste
dunque un vero e proprio reticolo, le cui maglie si trovano ogni due
metri circa sulla direzione nord-sud e perpendicolarmente ogni 2,5 metri
circa su quella est-ovest. Lo spessore della "maglia " (detta anche
"parete" della rete) è di circa 21 centimetri che, come la distanza
dall’una all’altra, può variare a seconda della natura del suolo.
Il pericolo per la salute è massimo nei punti di incrocio fra le maglie.
Così come le correnti marine alterano la forma delle reti da pesca, la
forma dei reticoli si modifica in corrispondenza di corsi d’acqua,
materiale elettrico, ferroso o metallico in genere o altro ancora che
vedremo più avanti.
Il reticolo ha quindi tre zone di intensità diversa:
1. La zona neutra: essa è compresa fra i limiti di ciascun riquadro; in
essa non vi sono radiazioni rilevanti e le attività vitali vi si
svolgono senza alterazioni. E’ la zona ideale per la vita dell’uomo,
specie per rimanervi lunghi periodi e per il sonno.
2. Le pareti: per tutta la loro lunghezza costituiscono una zona di
prima intensità, la cui debole azione non può nuocere all’uomo, a meno
che l’intensità non sia aumentata da fenomeni diversi.
3. I nodi: le zone di massima intensità di radiazioni telluriche; si
trovano all’intersezione delle pareti e dunque sono dei riquadri di
circa 21 cm di lato; anche qui le dimensioni possono variare
notevolmente e sono aumentate da oggetti metallici, specie se collegati
alla corrente elettrica, da corsi d’acqua e da faglie sotterranee e
cavità del sottosuolo.
Come succede nei corsi d’acqua di superficie, l’acqua piovana filtrata
dal terreno scorre fino a che le vene acquifere secondarie confluiscano
in una vena principale e dal rigagnolo sotterraneo si formi un ruscello.
Strati di argilla, rocce o altro possono frapporsi al suo corso, ma
l’acqua si cerca un passaggio e forma il suo alveo. Incontra delle
strettoie davanti alle quali ristagna e poi spinge con forza per
superarle, producendo turbolenze e attriti e quindi un’energia che si
ir-radia verso l’alto.
La velocità della corrente e la portata d’acqua determinano l’intensità
di quest’ultimo fenomeno. Altri tipi di perturbazione sono causati da
accumuli di metano, radon, petrolio e altro.
Per avere un quadro completo della situazione dobbiamo chiarire ancora
alcuni punti:
1. Tutti i materiali vibrano e irradiano;
2. Il campo radiante naturale è la base per la genesi e la conservazione
della vita;
3. Oggi, alle radiazioni naturali (onde Spherics, onde di Schumann, etc.)
si aggiungono quelle create dall’uomo con inevitabili interferenze
reciproche, che sono risultate nocive alla salute dell’uomo;
4. Gli organismi viventi sono sensibili a campi elettromagnetici (CEM)
di diversa frequenza e, cosa che inizialmente ha molto stupito, anche di
intensità fortemente minore di quella che veniva considerata percepibile
dall’organismo. Il nostro corpo infatti utilizza delle frequenze base
per comunicare al suo interno. Quindi se un’onda esterna è molto debole,
ma utilizza una frequenza simile o uguale a quella del nostro sistema
neurovegetativo, potrà interferire con il funzionamento dell’organismo
ed essere altamente dannosa se vi siamo sottoposti a lungo, sicuramente
più dannosa di un’altra più intensa, ma con frequenza dissimile da
quella fisiologica.
Ne consegue che:
1. Non tutte le zone perturbate sono patogene;
2. Gli effetti variano da persona a persona, ma si acuiscono se
l’individuo è ammalato;
3. Nell’uomo moderno abbiamo una diminuzione delle resistenze ai campi
patogeni a causa dello stato di intossicazione generale, causato dalla
vita innaturale che conduciamo, piena di interferenze energetiche e
alimentari;
4. Più lungo è il periodo di esposizione, maggiore è la probabilità di
ammalarsi, soprattutto se non si introducono nella propria vita
cambiamenti che permettano di scaricare l’inquinamento accumulato e
interventi che schermino le nostre abitazioni;
5. I disturbi iniziali sono del tutto aspecifici e di tipo funzionale,
ma hanno una forte tendenza alla cronicizzazione (insonnia, astenia,
cefalea, depressione, vertigini, scarsa concentrazione, etc.). Dopo
diversi anni possono insorgere malattie cardiovascolari, degenerazioni
cellulari, tumori.
I riscontri sono ormai migliaia, ottenuti sia tramite esami di
laboratorio che tramite statistiche. Ne citerò alcuni fra i più
significativi.
* Uno degli esperimenti più interessanti è quello del Dr. Petschke. Egli
scelse tre punti di un tavolo, uno neutro, uno lungo la parete e uno sul
punto di incrocio della rete di Hartmann. In questi punti,
scrupolosamente, effettuò 62 esperimenti sulla velocità di
sedimentazione del sangue. Si ebbero enormi variazioni del risultato,
dipendenti dalla posizione delle provette, certamente non ascrivibili
alla casualità. La sedimentazione risultò ritardata sul reticolo e
sull’incrocio e normale nel punto neutro.
* Famosissimo l’esperimento di Hartmann stesso su 24.000 topi di
laboratorio. Dopo aver rilevato il reticolo nella zona dell’esperimento,
Hartmann collocò delle gabbie con 12.000 topolini nelle zone neutre
della rete, mentre posizionò le gabbie con i restanti 12.000 sui nodi
del reticolo, poi inoculò in tutti i topolini la stessa quantità di
cellule tumorali. Nelle settimane successive constatò che i topolini che
vivevano sui nodi si ammalarono tutti di cancro e morirono nel giro di
40 giorni, mentre la malattia crebbe durante i primi giorni nei topolini
posizionati in zona neutra poi si stabilizzò per un lungo periodo. Alla
fine del periodo di osservazione erano sopravvissuti 8.000 topolini.
L’organismo, non indebolito dal campo di disturbo geopatico, era
riuscito a vincere la malattia.
* Nel 1963 a Moulins in Francia al dott. Picard capitò una strana
coincidenza. Dopo aver avuto in cura una ragazzina, poi morta per un
cancro alla regione destra del pube, il medico ebbe in cura una signora
ammalata di cancro all’utero che abitava al piano di sotto della sua
paziente deceduta; poi gli si presentò un uomo con tumore alla prostata
che abitava in quella casa, nella quale tutte le camere da letto erano
sovrapposte e i letti in posizione obbligata. Nella famiglia che andò ad
abitare l’appartamento della prima paziente, il figlio cominciò ad avere
dolore nel muovere la gamba destra. Quando il dott. Picard venne a
sapere che un altro inquilino, cinque anni prima, era morto di cancro
alla prostata, non ne poté più e fece venire dalla Svizzera una delle
prime geobiologhe europee, Blanche Merz, che rilevò nella zona dei letti
maledetti un incrocio fra un nodo di Hartmann e un corso d’acqua
sotterraneo.
Cosa succede in casa
Qualunque apparecchio che funziona ad energia elettrica emette un campo
elettrico e un campo magnetico a bassa frequenza. All’interno
dell’abitazione i campi elettrici e i campi magnetici di questo tipo più
rilevanti sono generati dagli elettrodomestici.
Il campo magnetico, che si misura in microtesla (mT) dipende dalla
corrente e si ha quando l’apparecchio è acceso e circola corrente.
Il campo elettrico, che si misura in volt per metro (V/m), dipende dalla
tensione e viene emesso anche quando l’apparecchio è spento ma ha il
cavo collegato alla presa elettrica.
Il campo elettrico e il campo magnetico sono generati da apparecchi
fissi, come lavatrici e lavastoviglie, e da apparecchi portatili come il
rasoio elettrico e il phon.
Dalle misurazione effettuate nelle case, in genere, il campo elettrico è
inferiore a 5 V/m. Sul guanciale del letto, se è appoggiato a un muro in
cui passano i fili elettrici dell’impianto, si possono rilevare 10-15
V/m.
Quindi anche schermando la vostra abitazione, dovete mettere in pratica
i seguenti accorgimenti contro le problematiche elettromagnetiche.
Distanze di sicurezza
10 consigli per vivere in una casa più sana:
1. Oltre a mantenere la distanza di un metro quando apparecchi elettrici
fissi come la lavastoviglie sono in funzione, evitare di sistemare il
letto vicino a una parete divisoria alla quale, dall’altra parte, sia
appoggiato un elettrodomestico.
2. Abituarsi a guardare la televisione sedendosi ad almeno 3 metri di
distanza dallo schermo. Evitare di far giocare i bambini ai lati e
dietro al televisore quando è acceso.
3. Il phon emette in genere da 1 a 15 microtesla a distanza di 15-20 cm.
Per ridurre l’esposizione, aumentare il più possibile la distanza tra
l’apparecchio e la testa dell’utilizzatore. In alternativa usare un phon
da parete che ha il motore fissato al muro e un tubo flessibile.
4. Sostituire la radiosveglia sul comodino con una sveglia tradizionale.
5. Il telefono cellulare riceve ed emette radiofrequenze. L’apparecchio
auricolare non riduce l’esposizione, come alcune case vogliono farvi
credere. La miglior soluzione è limitarne l’uso.
6. I monitor emettono campi magnetici soprattutto ai lati e dietro lo
schermo. Gli ultimi modelli sono a bassa emissione. Controllare che vi
siano le sigle MPR o TCO per assicurarsi che il monitor emetta nel
raggio di 50 Cm (MPR) un campo magnetico minore di 0,25 mT e uno
elettrico minore di 25 V/m a 30 cm (TCO) emette 0.2 mT e 10 V/m.
7. Preferire il rasoio a pile, o manuale, all’apparecchio elettrico. Se
si tratta di modelli vecchi, a pochi centimetri dall’apparecchio è
possibile misurare un campo magnetico fino a 1000 microtesla.
8. Gli apparecchi elettrici per tagliare i capelli, soprattutto i più
vecchi, emettono campi magnetici alti e possono arrivare in alcuni casi
a 1000 microtesla a pochi cm di distanza.
9. L’interfono per ascoltare a distanza i neonati va tenuto almeno a 70
cm di distanza dalla testa del bambino.
10. Non utilizzare la coperta elettrica; anche se staccate la corrente
il reticolo di rame all’interno consente di formare un campo
elettromagnetico.
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE:
Faliero CAPINERI - L’acqua e il cancro
Blanche MERZ - I luoghi alti - Sugar Edizioni 1983
REMI’ Alexandre - Geobiologia, red/studio redazionale, Como 1991
Massimo FRISARI-R.VALMI’ - La salute in casa, Ediz. Sarva, Bo 1991
Paolo BENDA - Dimensioni Sconosciute, edito in proprio, Arezzo 1995 INVIA QUESTA NOTIZIA AD UN AMICO 
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