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Conclusione: Il cancro è
espressione del nostro tempo e delle nostre concezioni del mondo. Noi
sperimentiamo in noi sotto forma di cancro ciò che noi stessi viviamo. La
gente ha il cancro perché essa stessa è cancro. Quello che si può
notare è che il comune denominatore di tutte e quattro le personalità
predisposte al cancro è la mancanza totale di Amore. Cioè della
vera medicina, infatti l'amore rende sani perché dilata i confini, abbassa
le barriere fa entrare l'altro in modo da diventare una cosa sola
(Io+Tu = Sé). Fintanto che il nostro Io
tenderà alla vita terrena falliremo esattamente come le cellule
cancerogene. E' risaputo che l'unico organo che non può essere aggredito
dal cancro è il Cuore. Esso è la rappresentazione organica
dell'Amore, dove il sangue è il fluido vitale che trasporta il
calore (Energia) ed il nutrimento (Amore) a tutte le cellule
dell'organismo. Il cancro non ha bisogno di essere vinto, esso deve
solo essere capito.
La Legge
Ferrea del Cancro del Dott. Ryke Geerd Hamer
Anno di pubblicazione: 2000 - da Nexus
Italia
1° legge: ogni cancro, o malattia oncoequivalente, è generato da uno choc estremamente acuto, inaspettato,
drammatico e vissuto nell'isolamento. Non conflitti normali, come quelli
che tutti noi abbiamo, ma conflitti inattesi, traumatici, che non ci
lasciano il tempo di reagire: quelli che Hamer chiama conflitti
biologici. Esso si verifica contemporaneamente ai tre livelli:
psichico, cerebrale ed organico. Nell'istante dello choc, cioè,
contemporaneamente si localizza nello stato psicoemotivo della persona,
nel cervello e nell'organo. Anche il decorso della malattia è sincrono. Lo
si può seguire contemporaneamente sui tre livelli sopradetti. Per
comprendere questa sincronicità mettete le vostre mani giunte come quando
si prega: poi chiudete una delle due a pugno. Essa rappresenta il
cervello, e l'altra il corpo. Immaginate ora le due mani come se si
guardassero allo specchio: quando si verifica lo choc ciò che accade
nell'uno accade anche nell'altro. Questo fatto comporta due conseguenze
importanti: 1) i mutamenti che si verificheranno durante la malattia
avverranno contemporaneamente sui tre livelli; 2) conoscendo bene uno dei
tre, si potranno determinare esattamente gli altri due: ciò significa che
nel cervello, attraverso la lettura della TAC, troviamo sia il fotogramma
che il filmato dell'evoluzione della malattia (un modo di leggerla, questo
di Hamer, che ce ne ricorda altri, quali la riflessologia, l'iridologia,
l'auricoloterapia, il massaggio zonale della mano e tanti ancora, tanti
quanti sono i microcosmi di un organismo vivente, se vero che nella più
piccola cellula si può, o si potrà, leggere la storia dell'intero
macrocosmo che lo comprende).
2°legge: Lo choc interrompe il
ritmo normale dell'alternarsi giorno/notte (normotonia). Dopo lo choc c'è
un periodo di conflitto, di stress, in cui il tumore è attivo (ma di
solito non ce si accorge): si dorme poco e male, non si ha fame non si
suda, si fa poca pipì, si perde peso, piedi e mani sono freddi (simpaticotonia). Quando per una qualsiasi ragione, il conflitto
finisce, segue la fase di riparazione chiamata anche di rilassamento, in
cui si dorme tantissimo, si suda molto, si fa molta pipì, si mangia si
riacquista peso e si hanno piedi e mani calde (vagotonia). E' a questo
punto che ci si accorge della "malattia". Nel mezzo di quest'ultima fase
la vagotonia è interrotta dalla cosiddetta crisi epilettoide (infarto,
embolia polmonare e l'ittero) che rappresenta la "virata di timone" verso
il ritorno alla normalità. Da questo momento se la crisi epilettoide viene
superata positivamente, l'organismo inizia lentamente a ritornare al ritmo
normale (normotonia).
3° legge: Il cancro (e la
malattia) sono una risposta biologica ad un ordine sensato del cervello:
la malattia è un programma speciale, biologico e sensato della
natura. A seconda del tipo di choc subito vengono interessate parti
del cervello e relativi organi. Ogni conflitto, cioè, ha un suo preciso
contenuto, che si definisce nell'istante dello choc. La diversità di
questo contenuto è quella che determina o l'accrescimento dei tessuti o la
piaga, l'ulcera. Ogni organo è collegato ad un ben preciso "relè" nel
cervello: nell'istante dello choc questo relè si attiva e la malattia si
manifesta contemporaneamente a livello psichico, cerebrale e
organico. Nella fase attiva del conflitto (simpaticotonia), il cervello
recente produce necrosi o ulcere nei tessuti, mentre il cervello antico
produce tumori compatti con proliferazione cellulare. Invece, nella fase
di soluzione del conflitto (vagotonia) succede il contrario: il cervello
recente colma le necrosi e le ulcere (tramite virus, batteri, gonfiori e
produzione di cisti) mentre il cervello antico riduce i tumori per necrosi
(tramite funghi e micobatteri).
4°legge: Ora i microbi assumono
la funzione di eliminazione del tumore che, avendo esaurito il suo
compito, non è più necessario e quindi ha smesso di proliferare. Dopo la
soluzione del conflitto infatti inizia la fase di riparazione: saranno
funghi e micobatteri che renderanno i tumori masse necrotiche senza più
alcun sviluppo, saranno invece virus e batteri che attiveranno la
"cicatrizzazione" di piaghe e ulcere.
5°legge: Il cancro, la malattia,
è dunque una parte di un programma speciale, biologico sensato della
natura. Non è (nel caso del tumore) una crescita casuale, dissennata e
selvaggia di cellule impazzite, bensì un processo del tutto comprensibile
e addirittura prevedibile che si attiene ai dati dell'evoluzione
ontogenetica(1).
Una volta si diceva: lasciate che la
malattia faccia il suo corso. Secondo Hamer bisogna acquisire la lucidità
necessaria per capire in quale fase ci si trova, prima di decidere
alcunché. Se si è raggiunta la consapevolezza di questo percorso, ci si
servirà di interventi clinici e farmacologici atti alla attenuazione dei
sintomi fisici eccessivi o mal tollerati. Intervenire con chemioterapia o
radiazioni significa interrompere, alterare squilibrare un percorso
biologico, sensato e utile, che la natura ha stabilito che deve essere
compiuto fino in fondo. Viene alla luce che terapie dolci come: l'ascorbato di potassio, il cloruro di magnesio, gli immunostimolanti
atossici, l'aloe ecc possono dare spesso risultati positivi. Sono terapie
che portano aiuto all'organismo affaticato durante il suo percorso
biologico e sensato che chiamiamo malattia, che lo sostengono senza
squilibrare, senza avvelenare, e senza creare panico
eccessivo. Se il cancro e la malattia sono dunque la risposta
biologica ad un ordine sensato del cervello, non esiste nessuna sostanza
cancerogena che lo provoca (2). Consigli: 1) razionalizzare che
nulla è casuale. 2) capire quale choc ha dato origine al tumore. 3) capire
in che fase della malattia ci si trova. 4) alla luce dei punti 1) e 2)
riflettere su quanto sia ancora necessario fare, e quanto invece vada
assolutamente evitato.
(1) ontogenetica: l'evoluzione
delle singole specie fino a quella umana si trova riproposta nella fase
embrionale. Noi conosciamo nello sviluppo embrionale tre differenti
foglietti da cui derivano tutti gli organi: l'endoderma (interno), il
mesoderma (in mezzo), l'ectoderma (esterno). Ogni cellula dell'organismo
ed ogni organo del corpo si può ricondurre per la sua formazione
istologica ad uno di questi tre foglietti. Endoderma (ed organi collegati)
hanno il loro "relè" nel tronco cerebrale (la parte più antica) del
cervello; in caso di tumore si avranno tumori solidi. Mesoderma (le
cellule del gruppo più antico) hanno il loro relè nel cervelletto e (le
cellule del gruppo più recente) nel midollo cerebrale; in caso di tumore
si avranno tumori solidi nel primo caso e necrosi o buchi nel
secondo. Ectoderma: ha il suo relè nella parte più recente del cervello,
la corteccia cerebrale; in caso di tumore si avranno piaghe
ulcerose.
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