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Sostanze cancerogene?
secondo Hamer non esiste alcuna prova dell'esistenza di sostanze
cancerogene. Le argomentazioni a sostegno di questa tesi sono: 1) non è
possibile provocare tumori su organi le cui connessioni nervose con il
cervello sono state tagliate (organi trapiantati) 2) le sostanze
inoculate agli animali per indurre il cancro non inducono nulla se non c'è
l'intervento del cervello. Esse possono distruggere, avvelenare ma non
indurre il tumore. Le radiazioni distruggono le cellule ma non provocano i
tumori.
Metastasi: secondo Hamer le
metastasi sono nuovi conflitti provocati da nuovi choc conflittuali,
provocati cioè dallo choc di diagnosi e prognosi mediche apparentemente
ineluttabili. Il paziente cui viene diagnosticato il cancro, cioè viene
preso dal panico del "brutto male che prolifera in modo anarchico e dal
quale apparentemente non c'è scampo", e "questo panico" sarebbe il nuovo
choc all'origine di quelle che vengono chiamate metastasi.
Tratto da Nexus New Times ed. italiana
n°26
L'Aloe, pianta
benedetta
Padre Romano Zago, dell'Ordine
dei frati minori, originario del Veneto ma da molti anni in Brasile. Qui
in una realtà derelitta, padre Zago ha raccolto e applicato la ricetta
anticancro a base di Aloe. Il missionario porta decine di esempi di
brasiliani dei più poveri quartieri delle più povere regioni, guariti da
ogni tipo di cancro, da quello alla prostata alla leucemia.
Ricetta: (miele + alcool + aloe) Prendere mezzo chilo di
miele d'api integrale, sei cucchiai di distillato (grappa, cognac,
whisky), foglie di Aloe (Arborescens) in modo che allineandole raggiungano
un metro di lunghezza. Togliere le spine alle foglie, pulirle con uno
straccio asciutto, tagliarle a pezzi, mettere tutti gli ingredienti in
frullatore, conservare in frigo in un barattolo scuro. Prendere un
cucchiaio da tavola mezz'ora prima dei tre pasti principali. I seguaci
della cura dell'Aloe dicono che dopo dieci giorni il tumore è scomparso;
in caso, ripetere la cura dopo una pausa di una settimana. Il miele serve
a raggiungere i più reconditi angoli del corpo; il distillato a dilatare
vene e arterie.
Anno di pubblicazione: 2000 - Fonte Il Mattino di Padova
02/06/2000 articolo di Anna Sandri
Ascorbato di Potassio
Che cos'é l'ascorbato di
potassio? E' un sale derivato dall'acido ascorbico ed un fortissimo
antiossidante
A cosa serve l'ascorbato di
potassio? A prevenire le malattie degenerative
Come funziona l'ascorbato di
potassio? Agisce come antiossidante all'interno della
cellula
L'ascorbato di potassio è un sale
bianco microcristallino facilmente solubile in acqua alquanto instabile
per la sua facile ossidabilità. Si ottiene per salificazione dell'acido
ascorbico in soluzione acquosa a freddo. Evaporando sotto vuoto lo si
ottiene allo stato puro. La soluzione ha sapore metallico ferroso come
quella del sangue, non presenta nessuna tossicità e può essere usato per
lungo tempo, segue biologicamente il destino dell'acido
ascorbico. Esperimenti su malati di cancro (volontari) la
somministrazione di circa 0.90 gr di ascorbato di potassio, refratto in
due dosi di gr 0.45 due volte al giorno tre quarti d'ora prima dei pasti
principali, ha portato netti miglioramenti: ripresa delle forze,
dell'appetito, diminuzione dei dolori, aumento di peso, normalizzazione
della formula ematica. Tale miglioramento durò per alcuni qualche anno,
per altri alcuni mesi dopo gradatamente il male riprese la sua
evoluzione "La somministrazione di Ascorbato di Potassio migliora
le condizioni generali di un malato di cancro"
Candida albicans: causa necessaria e
sufficiente del tumore
Anno di pubblicazione: 2000 - (teoria del Dr. Tullio Simoncini © www.forcesitaly.org)
Il presente
lavoro intende richiamare l’attenzione sul possibile ruolo
eziologico dei funghi nella malattia tumorale, in particolare della
candida albicans. Partendo difatti dalla loro infinita capacità di
adattamento a tutti i substrati biologici, nonché dalla loro estrema
potenzialità patogena, di molto superiore ad ogni altro
micro-organismo, non risulta ormai più accettabile una loro
collocazione in quello spazio indefinito e indefinibile che
comprende i cosiddetti patogeni occasionali. Se, come è noto, i
funghi sono in grado di attaccare qualsiasi sostanza organica,
specialmente quella in via di degradazione, allora è possibile
ipotizzare un loro attecchimento nell’intimità dei tessuti, laddove
particolari condizioni contingenti lo permettano. Un trattamento
finalizzato alla loro eradicazione deve quindi tenere conto sia
della loro diffusibilità che della loro complessità biologica, cosa
che non può essere ottenuta oggi né con le terapie oncologiche, né
tantomeno con quelle antimicotiche. Vengono illustrati 7 casi,
trattati in maniera peculiare e risolutoria con il bicarbonato di
sodio, una sostanza alcalina molto diffusibile e quindi notevolmente
attiva contro la candida in tutte le sue manifestazioni; essi
possono indicare un nuovo modo di procedere in campo oncologico.
Solo abbandonando la tesi oncologica universalmente condivisa, che
il tumore cioè derivi da un’anomalia riproduttiva cellulare, e
reimpostando tutta la ricerca in un’ottica infettiva micotica, è
lecito sperare nella definitiva sconfitta del cancro.
Premessa
Lo scritto che si
propone trova la sua ragione d’essere nella convinzione, supportata
da tanti anni di studi, osservazioni, riscontri ed esperienze
cliniche, che la causa necessaria e sufficiente del tumore vada
ricercata nell’immenso mondo dei funghi, i micro-organismi più
adattabili, più aggressivi e più evoluti che si conoscano in natura.
Varie volte ho tentato di trovare ascolto presso gli organi
istituzionali competenti (Ministero della sanità, Istituto Nazionale
Tumori, Associazione oncologica medica italiana, ecc.) esponendo il
mio sistema di pensiero e di cura; non essendo io risultato
inquadrabile, però, in un contesto convenzionale, e quindi non
ritenuto credibile, sono stato semplicemente accantonato. L’ipotesi
difatti di una eziopatogenesi fungina nelle malattie
cronico-degenerative del nostro tempo, essendo in grado di
congiungere i contenuti etici dell’individuo con lo sviluppo di
patologie specifiche, rende ragione delle due anime della medicina,
quella allopatica e quella olistica, proponendosi così con forza
come quell’anello mancante della psicosomatica tanto ricercato da
uno dei suoi padri, Wiktor Von Weiszäcker, ma mai trovato. Nella
dimensione biologica dei funghi ad esempio, è possibile rapportarne
i diversi gradi di patogenicità relativamente allo stato degli
organi, dei tessuti, delle cellule di un organismo ospite, a sua
volta dipendente anche e soprattutto dal comportamento
dell’individuo.
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