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Cloni umani e futuro. Qualche riflessione

Il timore di un uomo come tanti

Anno di pubblicazione: 2000 - © di Francesco Pandolfi Balbi

Non so voi ma io, sebbene sia sempre stato un inguaribile ottimista (prima aspettando la manna dal cielo e poi dandomi da fare per trasformare le idee in realtà), sono veramente in crisi.

Lo so, la crisi è la madre d'ogni saggezza, spinge sempre a migliorare, a vederci più chiaro... ma che dire di fronte al caos che si sta sviluppando in questi ultimi tempi?

Non mi riferisco tanto ai tragici episodi che continuano a ripetersi nella nostra società, quegli episodi che non mancano mai di stupirci per la crudezza e la stupidità che ne governa gli attori... sono episodi ancora isolati, pur se diffusi e palesanti una situazione generalizzata.

Diciamoci la verità: l'uomo, come animale sociale, non ha mai brillato; gli stupri, gli omicidi, le sevizie nel nostro pianeta sono all'ordine del giorno da millenni ed indicano, se analizziamo la situazione con occhio "storico" e distaccato, un disagio ancora irrisolto che non starò qui ad analizzare: non sono uno specialista del settore e preferisco sempre porre l'accento non sulle conseguenze negative delle nostre azioni, ma su cosa possiamo fare di positivo

In un certo senso è piacevole riconoscerlo: il sottoscritto, forte di anni ed anni di empirismi che l'hanno condotto ad identificare l'universo con un campo d'allenamento per le nostre giovani anime creatrici, non sa più che pesci prendere o, per lo meno, si trova di fronte ad una scelta determinante e difficoltosa.

So bene che la mia vita ed il mio potere su di essa finiscono dove cominciano quelli altrui; so bene che il rispettare ed il farsi rispettare sono comportamenti che prendono origine da noi stessi, raramente dagli altri; non riesco però a comprendere (ma non sarebbe una novità, credo sia normale che accada spesso) quale sia il disegno generale dell'Intelligenza che sta conducendo l'uomo ed il pianeta ad attraversare l'epoca più buia ed incerta degli ultimi millenni.

Non mi sto riferendo alle solite barbarie, che possiamo considerare una costante, ma al vero e proprio caos genetico che si sta delineando. 
Finché l'uomo si limita a giocare con la propria esistenza, il peggio che può fare è autodistruggersi. Finché ha il potere d'influire sulle vite altrui, il peggio che può fare (e lo sta facendo bene) è distruggere. 
Ma che dire di oggi? Che dire di uno scimmione saccente, scriteriato, arrogante, squilibrato, dannoso e nonostante questo meraviglioso, che acquisisce il potere di giocare con il libretto d'istruzioni della Vita?

Sono davvero spaventato; finora le cose, bene o male, sono andate avanti alla buona, tutt'al più si poteva giocare con le bombe H. 
Ci abbiamo giocato, ce la siamo cavata anche benino. Ma quale illusione stiamo coltivando per ritenerci capaci d'intervenire direttamente ed impunemente sul codice genetico?

La Vita è una Musa che si svela volentieri - amante mai sufficientemente appassionata - alle persone responsabili ed equilibrate. 
Ma non mi sembra questo il caso: non siamo certo responsabili, né in equilibrio. Semplicemente ci è stato dato uno strumento potentissimo e delicatissimo, del quale a noi interessano solo le lucine colorate e la possibilità di sedare alcune delle nostre nevrosi.

Sto parlando in generale perché sono convinto che, ed apparirà forse come retorica, se uno di noi fa casino è perché tutti gli altri glielo lasciano fare.

Ma, certo, ci hanno imbottito la cucuzza di fluoro per farci stare buoni (vedi l'articolo "Fluoro, scandaloso cavallo di Troia"), quindi che colpa ne abbiamo, noi?

Potremmo anche pensare di non avere avuto colpe quando ignoravamo, ma da oggi la responsabilità della nostra "pecoronaggine" sarà un pochino di più tutta nostra. E non dico nemmeno: "Chi lo dirà ai tuoi figli?" perché, così a pelle, mi sembra più un problema dei giorni nostri che dei loro.

Se non fossi realista spererei in un grande miracolo e starei ad aspettare che, per qualche oscuro motivo, lo scimmione regredisse preferendo le biglie di vetro alla bacchetta magica.

Poiché mi conosco credo invece che, prima o poi, cercherò di comprendere il disegno che sta oltre quest'apparente assurdità.

Non ho dubbi che, specialmente da ieri in poi (giorno in cui l'Inghilterra ha dato il beneplacito alla creazione di cloni umani per la produzione di "organi di ricambio"), di casini ce ne saranno "che metà basta"; non ho dubbi che, di schiaffoni, Uomo e pianeta ne prenderanno a valanghe; ma ho comunque fiducia che, in un modo che non so nemmeno lontanamente immaginare, anche questo sia un passo in qualche modo consapevole, inevitabile e positivo verso l'evoluzione della Vita su questo sassolino che gira nel vuoto. 

Magari i nostri nipoti non ci somiglieranno più granché, magari si ritroveranno a vivere insieme ad appena qualche milione di persone in tutto il globo, e magari berranno soda caustica e faranno olio nero invece che pipì. Ma, a parte i giochi di parole e le nostre aspettative... chi ci dice che non sia davvero quello il futuro del genere umano?

Ho idea che, volenti o nolenti, la vita sappia sempre quello che sta facendo. Sembra assurdo, paradossale... ma credo che dietro questa nuova idiozia ci sia una lezione importante, un futuro di Luce che si avvicina inesorabilmente. 

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