| Perché lo zucchero raffinato è tossico per il corpo
Estratto compilato dal libro "SUGAR BLUES" © di William Dufty. 1975
Nel 1957 il Dr. William Coda Martin tentò di
rispondere alla seguente domanda: Quand'è che un
alimento è tale e quando invece è un veleno? La sua definizione di lavoro di "veleno"
era: "Dal punto di vista medico: Qualsiasi sostanza
applicata al corpo, ingerita o sviluppatasi all'interno
del corpo la quale provoca o può provocare malattie. Da un punto di vista fisico: Qualsiasi sostanza che
inibisce l'attività di un catalizzatore che sia una
sostanza secondaria, chimica o un enzima che attiva una
reazione. Il dizionario fornisce una definizione ancor più
accurata di "avvelenare": "esercitare
un'influenza dannosa o alterare". Il dr. Martin aveva classificato lo zucchero raffinato
come veleno poiché esso è stato privato delle sue forze
vitali, vitamine e minerali. "Quello che resta
consiste di carboidrati puri, raffinati. Il corpo non può
utilizzare questi amidi e carboidrati raffinati a meno che
le proteine, vitamine e minerali eliminati non siano
presenti. La natura fornisce questi elementi a ciascuna pianta
in quantità sufficienti a metabolizzare i carboidrati
della pianta in questione; non vi sono altri carboidrati
aggiunti in eccesso. Il metabolismo incompleto dei carboidrati risulta
nella formazione di "metabolita tossico" quale
l'acido piruvico nonché zuccheri anormali che contengono
cinque atomi di carbonio. L'acido piruvico si accumula nel
cervello e nel sistema nervoso mentre gli zuccheri
anormali fanno altrettanto all'interno dei globuli rossi. Questi metaboliti tossici interferiscono con la
respirazione delle cellule le quali non possono ottenere
sufficiente ossigeno per sopravvivere e funzionare
normalmente. Col tempo, alcune cellule muoiono; ciò interferisce
con il funzionamento di una parte del corpo e rappresenta
l'inizio di malattie degenerative."
Lo zucchero raffinato è assai dannoso quando viene
ingerito dagli esseri umani perché fornisce soltanto
quelle che gli esperti di nutrizione descrivono come
calorie "vuote" o "nude"; esso manca
dei minerali naturali presenti nella barbabietola o nella
canna. Per di più lo zucchero è peggiore di qualsiasi
altra cosa in quanto a prosciugare e dissolvere dal corpo
preziose vitamine e minerali il cui impiego è richiesto
dall'intero sistema di chiunque per la digestione,
disintossicazione ed eliminazione dello zucchero stesso. Un equilibrio è talmente essenziale per i nostri
organismi che noi disponiamo di molti modi per
fronteggiare l'improvviso shock dovuto ad un'ingestione
massiccia di zucchero. Minerali come il sodio (dal sale),
il potassio ed il magnesio (dai vegetali) ed il calcio
(dalle ossa) vengono trasferiti ed utilizzati nel processo
di trasformazione chimica; vengono prodotti degli acidi
neutri che cercano di riportare il fattore di equilibrio
acido-alcalino del sangue a dei parametri più normali. Lo zucchero assunto quotidianamente produce una
condizione di continua iperacidità e, nel tentativo di
rettificare lo squilibrio, vengono richiesti dal profondo
dell'organismo sempre più minerali. Infine, onde
salvaguardare il sangue, dalle ossa e dai denti viene
preso così tanto calcio da dare inizio ad un decadimento
ed indebolimento generale. L'eccesso di zucchero alla fine nuoce ad ogni organo
del corpo. Inizialmente esso viene immagazzinato nel
fegato in forma di glucosio (glicogeno). Poiché la
capacità del fegato è limitata, un'assunzione quotidiana
di zucchero raffinato (al di sopra della quantità
necessaria di zuccheri naturali) ben presto fa sì che il
fegato si gonfi come una pallone e, quando esso è pieno
sino al limite delle sue possibilità, il glicogeno in
eccesso ritorna nel sangue sotto forma di acidi grassi i
quali vengono trasportati in tutte le parti dell'organismo
ed immagazzinati nelle aree meno attive: il ventre, le
natiche, il petto e le cosce. Quando queste aree relativamente innocue sono
completamente sature, gli acidi grassi vengono poi
distribuiti negli organi attivi come il cuore ed i reni, i
quali cominciano a rallentare la loro attività ed i cui
tessuti alla fine degenerano e si trasformano in grassi.
L'intero organismo viene influenzato da questa loro
ridotta capacità e si crea un pressione sanguigna
anormale. Il sistema nervoso parasimpatico viene
danneggiato e gli organi da esso governati, come il
cervelletto, divengono inattivi o si paralizzano (Si pensa
di rado che il normale funzionamento cerebrale è
biologico come la digestione). I sistemi circolatorio e
linfatico vengono invasi e le caratteristiche dei globuli
rossi iniziano a cambiare. Si verifica una sovrabbondanza
di globuli bianchi e la generazione dei tessuti rallenta,
la tolleranza e la capacità immunitaria del nostro
organismo diventa più limitata cosicché non siamo in
grado di reagire a situazioni relativamente critiche,
siano esse freddo, caldo, zanzare o microbi. Lo zucchero in eccesso ha un forte effetto negativo
sul funzionamento del cervello.
La chiave del normale funzionamento cerebrale è
l?acido glutammico, un composto vitale presente in molti
vegetali. Le vitamine del gruppo B rivestono un ruolo
fondamentale nello scindere l?acido glutammico in composti
antagonisti-complementari che producono una risposta di
?azione? o di ?controllo? nel cervello; tali vitamine
inoltre sono prodotte dai batteri simbiotici che vivono
all'interno del nostro intestino. Quando lo zucchero
raffinato viene assunto quotidianamente questi batteri
deperiscono e muoiono e le nostre scorte di vitamine di
tipo B diventano assai scarse. Troppo zucchero ci rende
sonnolenti e si perde la nostra capacità mnemonica e di
fare calcoli. Note: Il libro da cui è tratto l'articolo, è
stato pubblicato la prima volta da "CHILTON BOOK COMPANY"
(USA) . Successivamente è stato pubblicato dalla "WARNER
BOOKS Inc" (USA) nel 1976 e poi ristampato dalla
stesso editore nel 1993. Da nostre ricerche al momento il libro risulta
esaurito ed introvabile. L'autore, il Prof. William Dufty, è deceduto.
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