| Fallito l'accordo sui gas "serra" di Renato
Burri
Si è conclusa con un fiasco la conferenza sulla
limitazione delle emissioni industriali dei gas che
provocano l'effetto serra sul nostro pianeta. Dopo due settimane di negoziato i grandi paesi
industrializzati non sono riusciti a varare il piano di
regolamentazione pur limitato sulle emissioni dei gas
"serra".
L'obiettivo che si era proposto la VI conferenza dell'United
Nations Framework Convention on Climate Change, tenutasi
all'Aja, era l'attuazione del protocollo di Kyoto 97 che
prevedeva la riduzione dei gas che provocano l'effetto serra
ed il conseguente aumento della temperatura della crosta
terrestre. Il protocollo imporrebbe una riduzione del 5.2 per cento
in meno rispetto ai valori di riferimento che si attestavano
nel 1990, in un arco di tempo che richiede circa 12 anni,
dal momento in cui verrebbero attuate le disposizioni.
Il mancato accordo risiede nella richiesta di USA,
Canada, Giappone ed Australia, maggiori produttori di gas
incriminati, di modificare le quote percentuali dei paesi
industrializzati, ovvero consentire un'emissione in
percentuale maggiore rispetto agli altri. Questa democratica
richiesta non ha trovato nemmeno l'Europa d'accordo, ma ha
dato motivo e diritto alla banda dei quattro di interrompere
le trattative.
Il prossimo incontro è stato programmato per il maggio
del 2001.
Questo ritardo all'adeguamento alla normativa di Kyoto
porta sconforto e delusione, soprattutto in un momento in
cui il clima sembra veramente aver acquisito un andamento
irreversibile.
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