| Buchi neri o paradigma vacillante? di Renato
Burri
Da qualche giorno si stanno susseguendo con un certo clamore notizie di nuove scoperte a riguardo dei famosi buchi neri. Credo che molti di noi avranno spesso sentito parlare di questa pittoresca ipotesi formulata da eminenti "scienziati", che ne dipingono spesso le incredibili caratteristiche. Mi sono spesso chiesto, negli anni in cui studiavo i dogmi della fisica teorica del paradigma scientifico attuale, il motivo per cui entità autorevoli e diffidenti a riguardo di tutte le supposizioni che non trovassero riscontri matematici e regole di riproducibilità sperimentale, avessero adottato fra tutte le congetture sulla natura del nostro Universo, la più insensata e incoerente con la nostra natura di esseri Umani. Tutto ebbe origine quando nel 1939 il fisico Oppenheimer
ipotizzò che una stella di una certa grandezza potesse contrarsi sino a diventare un puntino, acquistando una straordinaria capacità attrattiva. Nel 1960 un simpatico fisico americano, rileggendo la tesi sopraccitata, ebbe la suggestiva idea di coniare il termine di "buco nero". Da quel dì questo ambiguo nome prese il sopravvento
nell'austera comunità scientifica. Non so se il termine oggi riesca a dare un'idea di quello che significa, ma pensateci
bene: immaginate di non aver mai sentito questa parola e ad un tratto, in un pomeriggio uggioso, ripensando all'esame andato male, vi venga a trovare un vostro amico che ha copiato il tema da voi ed ha preso trenta, e mentre voi siete sul punto di saltare dalla rabbia, lui ad un certo punto vi
dica: "E' tutta colpa del buco nero!" Vi elenco tre possibili ipotesi di comportamento: - se abitate almeno al secondo piano, allora potete considerare l'idea di defenestrare il vostro amico;
- suicidarvi voi dalla stessa finestra;
- bucare le gomme dell'auto del professore che vi ha bocciato.
Queste stesse considerazioni vengono in mente a tutti coloro che, passando attraverso un percorso di studi e ricerche sul senso della nostra umanità e del creato, impattano con queste sciagurate credenze. Teorie basate sull'ignoranza di elementi e parametri fondamentali per capire l'elementarità del Creato: La forza gravitazionale, elemento principale del nostro Universo - - mistero irrisolto. La forza nucleare, elemento indispensabile per capire la materia di cui siamo fatti - mistero irrisolto. La materia oscura, elemento che compone il 98% dell'Universo - mistero irrisolto. Inoltre quasi tutte le cause che determinano le fenomenologie anche più
ovvie sono ancora sconosciute. Queste sono le basi della conoscenza dei balanzoni della cosiddetta "comunità
scientifica": - investimenti miliardari a garantire la commistione tra scienza-potere e
consumismo; - inondazione di false informazioni e discriminazioni sono gli ingredienti della strada che sta portando il nostro Pianeta e la stessa umanità sulla via del non ritorno. Ancora dalle ultime di questi giorni ci arriva la notizia che dall'osservatorio XXM dell'ESA è stato avvistato un massiccio buco nero che ruotava, e in quest'orgia cosmica
è stato visto succhiare il gas di una galassia adiacente. E' una notizia vera, tanto vera che sarà pubblicata sull'autorevole Astronomy and Astrophysics del mese di gennaio 2001. All'Univesità di Cambridge non hanno voluto essere da meno,
hanno pubblicato la scoperta, diffusa anche sulle reti televisive italiane,
che i buchi neri non sono altro che delle galassie fantasma! Potrei continuare con altre incredibili sensazionalità di questi giorni attinte da varie fonti accademiche, che
però vi evito e mi evito di descrivere. Come dice il mio amico prf. Umberto Bartocci: "considerato ciò, o gli scienziati sono diventati stupidi, o tutti gli stupidi sono diventati
scienziati". Alla scuola di Mileto, nel 600 a.c., insegnavano agli aspiranti scienziati che lo sforzo principale per un ricercatore è carpire la natura essenziale di tutte le cose, partendo dal presupposto che l'Uomo è parte integrante dell'Universo, e
che tutte le ipotesi che non contemplano questa logica come significato basilare, sono deduzioni derivanti dalla presunzione di emulare il Creatore. Uno di questi emulanti è il famoso Stephen Hawking che, in succinti e vendutissimi libretti, ha descritto da vero
demiurgo come, quando e dove è stato creato l'Universo. Infatti con la sua ipotesi del big bang ha spopolato le piazze e ipnotizzato gl'ignavi. Esponente autorevole dell'esistenza dei buchi neri è considerato oggi dalla comunità scientifica uno degli scienziati più geniali del secolo appena passato. Eraclito, maestro della scuola dei "Saggi di Mileto", forse gli avrebbe messo sulle orecchie dei lunghi cartocci a mò d'orecchie d'asino. Ma questo poteva accadere quando la scienza era pura ricerca della conoscenza della natura, non oggi, ove si prediligono solo le teorie che relegano l'uomo a banale consumatore di beni inutili e dannosi.
INVIA QUESTA NOTIZIA AD UN AMICO 
|